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  • 27/03/2024 12:23

La sospensione dei musicisti che criticarono Beatrice Venezi diventa un caso politico

Due sospesi dal lavoro e privati dello stipendio per 7 giorni, una per un giorno: è il provvedimento adottato dal sovrintendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana, Andrea Peria, per tre orchestrali che avevano criticato la direzione di un doppio concerto che lo scorso gennaio, a Palermo, aveva visto sul podio Beatrice Venezi. I tre, in caso di altre critiche, incorrerebbero in ulteriori e più pesanti provvedimenti disciplinari, spiega Peria. Secondo quanto prevede il contratto, la sospensione massima non può superare i dieci giorni e la decisione può essere appellata all'Ufficio provinciale del lavoro o al tribunale ordinario. I tre avevano sostenuto, in sostanza, che Venezi, consulente musicale del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e direttrice artistica di TaoArte, aveva finito per complicare il lavoro dell'orchestra: «Sarebbe stato più facile suonare senza di lei. I suoi gesti non erano coerenti con l'esecuzione musicale», spiegò il flautista Claudio Sardisco, ora sottoposto insieme al collega Luciano Saladino al provvedimento più pesante. Le dichiarazioni furono stigmatizzate dalla Foss, che sottolineò come le prime parti dell'Orchestra avessero preso le distanze dalle affermazioni dei colleghi. E a sostegno di Venezi intervennero anche i sindacati, spiegando che la procedura affida alle prime parti, dopo aver parlato con tutta l'orchestra, l'eventuale diritto di protestare il direttore. Qualche giorno dopo l'accaduto, Venezi disse in un'intervista che «le polemiche mi hanno sempre accompagnato. Certo, nell'ultimo anno sono diventata, mio malgrado, particolarmente esposta, ma sono ampiamente formata e vaccinata. Nel caso specifico si tratta di tre persone su 85. E le pecore nere si trovano in tutte le orchestre. La critica in sé può essere anche legittima ma ci sono stati toni che mal celano un'acredine da parte di queste persone e che nascondono misoginia, ma anche ragioni politiche: basta vedere le aree a cui appartengono». Intanto, i senatori M5S Luca Pirondini e Dolores Bevilacqua attaccano la decisione della Foss: «Se sei amica personale di Giorgia Meloni o del suo alfiere minore Gennaro Sangiuliano non puoi essere contestato. È un provvedimento scandaloso che non può essere accettato e che dimostra la concezione ignobile della cultura che esprime questo governo. Porteremo questo caso all'attenzione del Parlamento con una interrogazione». https://lespresso.it/

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