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  • 18/10/2022 20:09

Rendere difficile parcheggiare

Disincentivare l’uso dell’auto privata attraverso una riduzione degli spazi dedicati per favorire altre modalità di spostamento


Rendere  difficile parcheggiare 

Si è svolto a Pisa presso l’Auditorium di Palazzo Blu un convegno per una gestione diversa dello spazio viario nelle città. L’iniziativa è stata organizzata dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, in collaborazione con Palazzo Blu (Fondazione Pisa) e con Fiab Pisa. Il convegno ha avuto il patrocinio del Comune di Pisa, dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della Provincia di Pisa e del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa.


La circolazione delle carrozze

La strada rappresenta l’80%dello spazio pubblico delle nostre città. L’80% dello spazio aperto accessibile dei centri urbani, il luogo delle attività e delle relazioni sociali.

Il principale problema delle città italiane è che si è ancora convinti che la strada sia solo un asse di scorrimento del traffico urbano di tipo veicolare, afferma Matteo Dondè – esperto in pianificazione della mobilità ciclistica, moderazione del traffico e riqualificazione degli spazi pubblici. Questo ha portato a ridurre sempre più le dimensioni dei marciapiedi ed a massimizzare lo spazio nelle nostre città storiche, dove gli spazi sono quelli di vecchi assetti viari. Negli anni sono stati fatti tentativi per diminuire l’uso dell’automobile, cercando di operare degli interventi per “fluidificare” il traffico. Tale principio oggi viene abbandonato anche da ingegneri, architetti, ed urbanisti, afferma Dondè, recenti studi delle università americane dimostrano che oggi il concetto di “fluidità del traffico” è superato e non è più applicabile. Questo perché è stato provato che ogni aumento di capacità stradale ha comportato la generazione di ancora maggiore traffico. È il medesimo concetto delle condutture dell’acqua che se aumentante, l’acqua continua a distribuirsi ovunque riempendo anche le nuove condutture. Il principio della fluidità del traffico consente alle auto di tenere una velocità compresa tra i 18 ed i 27 km/h che risulta essere la stessa velocità di circolazione delle carrozze nell’800 dimostrando che abbiamo massimizzato l’uso dell’automobile per ottenere in città delle velocità che possiamo fare tranquillamente a piedi. Purtroppo, continua Dondè, il concetto di fluidità applicato al traffico trova ancora l’approvazione e forte convinzione in Italia tra tecnici ed amministratori pubblici. Questo, continua Dondè, ha causato l’espulsione di tutti gli utenti deboli dalle strade confermando l’errata convinzione che queste siano esclusivo appannaggio delle automobili. Tale condizione ha fatto si che in Italia si abbia il maggior numero di auto per abitante rispetto agli altri paesi europei.


L’auto statica come ingombro

Secondo quanto emerso dal Global Card Scorecard di INRIX, che analizza i trend della congestione urbana in 200 città di 38 paesi, la classifica delle ore passate nel traffico pone la città di Roma al secondo posto dopo Bogotà (Colombia) e Milano in settima posizione. Inoltre secondo una ricerca europea le automobili stazionano ferme per il 92% del tempo della giornata occupando circa 10 m2 di spazio pubblico; che viene impiegato 1/3 del tempo di guida in cerca di parcheggio e che dei 5 posti messi a disposizione da ogni vettura, ne vengono maggiormente utilizzati 1,5.

La ricerca ha inoltre messo in evidenza che il 40% dei tragitti effettuati in auto è inferiore ai 3 km e che il 60% delle distanze percorse è inferiore ai 5 km. Occorre ricordare che tutti i PUMS (Piani Urbani di Mobilità Sostenibile) italiani confermano che tra il 40 ed il 60% dei tragitti vengono effettuati nei centri urbani e per distanze inferiore ai 3 Km. Una distanza che può essere tranquillamente effettuata con la bicicletta e che dimostra che spesso facciamo un uso inutile dell’automobile perché la strada è pericolosa e perché è poco lo spazio dedicato e messo a disposizione dalle amministrazioni per muoversi in maniera alternativa.


Una mobilità non conflittuale

Occorre invece rendere più efficiente il sistema della mobilità e quindi eliminare o ridurre quell’uso inutile dell’automobile sui percorsi brevi e che possono essere fatti in maniera alternativa ed in grado di migliorare il sistema della mobilità per tutti gli utenti della strada, anche per gli automobilisti stessi che sono costretti ad usarla per tratte più lunghe o per trasporto merce. Ridurre l’uso inutile dell’auto vuole dire favorire tutti gli utenti della strada, anche quelli che usano l’automobile senza che si crei nessun tipo di conflitto tra viabilità privata dei mezzi a trazione termica e quella alternativa della bici e dello spazio per le vie ciclabili, un conflitto che pare esistere e resistere solo in Italia. L’obiettivo invece non è il conflitto, ma ottimizzare il sistema della mobilità urbana anche per gli automobilisti.

Le piazze dei centri urbani, nel tempo, sono state trasformate in parcheggi, variando la funzione di questi luoghi pubblici e acquisendo un modello completamente autocentrico. Una visione che forse aveva senso negli anni’50 o ‘60 quando era in corso una fase espansiva dei trasporti privati su gomma e trainata dalla ripresa economica del dopoguerra. La visione autocentrica si sta trasformando ovunque nel mondo e sarebbe virtuoso che anche in Italia questa visione rinnovata potesse affermarsi come è già accaduto negli altri paesi afferma Dondè. Elemento degenerativo causato dalla presenza di troppe auto in circolazione è quello dell’illegalità della sosta, un tema che è stato comunemente accettato nel nostro paese. L’auto in doppia fila, parcheggiata sul marciapiede o in sosta sulle strisce pedonali sono situazioni che negli altri paesi europei non si vedono e non si verificano. Situazioni che all’estero è impossibile vedere, mentre da noi sono comunemente accettate, asserisce Dondè. Sono tutte situazioni che generano la pericolosità degli attraversamenti pedonali, che genera congestione, che blocca il trasporto pubblico, spesso sono questi gli elementi che creano congestione. Non certo le aree destinate alla piste ciclabili. Il tema della sosta è fondamentale, soprattutto se vogliamo parlare di incentivare la mobilità sostenibile, della bicicletta e della mobilità lenta pedonale. Nei Paesi Bassi, il modo migliore per convincere le persone a non usare la macchina è stato la riduzione dei parcheggi. A partire dagli anni ‘70, l’amministrazione ha realizzato una serie di progetti che hanno scoraggiato l’uso dell’auto a favore della bicicletta. Secondo il Prof. Greg J. Asworth dell’Università di Groningen - NL “le aziende devono incoraggiare i loro dipendenti a non usare la macchina e ci sono vari modi per farlo, possono mettere dei parcheggi coperti per le bici, delle docce, oppure degli armadietti. Alcune aziende offrono abbonamenti al trasporto pubblico o dei bonus per chi rinuncia da usare l’auto. L’ideale però è rendere difficile parcheggiare.“


https://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2022/143-22/rendere-difficile-parcheggiare


I commenti

Ma smettetela con queste scemate. I casi sono due. Il primo è che l'automobile resti un mezzo ammesso ed utilizzabile. Se questa è la scelta, allora il suo utilizzo deve esser reso semplice, poco costoso, poco pericoloso, meno inquinante. In tal caso i parcheggi servono, sono utili e debbono costare poco o nulla. Il secondo caso è che si consideri l'automobile nociva. Se questa è la scelta essa va proibita come è proibito il DDT, il fumare nei bar e tante altre cose nocive. Idiotissimo è invece consentire ai poveri Cristi di avere l'automobile e poi render loro impossibile la vita. Perché, sia chiaro, i ricconi troveranno comunque dove parcheggiare pagando caro lo spazio, mentre i poveracci saranno presi a pesci in faccia. Ma andate a fanculo branca di radical chic del casso! Se uno ha l'ernia e l'emoroidi al cul, vo' vedè come fa a andà 'n biciretta!! Oh scemi!!!

Anonimo - 19/10/2022 01:29

Se lo leggo io che sono un tecnico anche in quel campo, è sfondare una porta aperta.
Il problema dei problemi, irrisolvibile per definizione, è
comunicare la faccenda ad un qualsiasi bias. Considerando che:
1. per l'ISTAT il 70 per cento della popolazione è 'analfabeta funzionale';
2. praticamente tutti i politici al potere (proprio tutti no ma quelli adatti non contano, non sono al potere, e quindi è come se non esistessero), si rivolgono, e cercano come elettori, a quel settanta per cento, per il semplice motivo che chi 'ragiona' è considerato per la loro 'esistenza' molto pericoloso.
Interessante, ma purtroppo la 'maggioranza' in Italia ama assai di più il caos, naturalmente dando la colpa, del LORO stato di ....(risparmiamo epiteti), al 'governo'.
Ho fatto corsi non solo su traffico, ma anche sulle città verdi, ma...nella pratica, salvo rarissimi casi, come si dice, è una valle di lacrime, anzi, viene in mente la scultura di Isaac Cordal che si trova a Berlino intitolata "Politici che discutono sul cambiamento climatico".
Comunque,
con i miei più sinceri auguri
e buon bagno! (io me ne stò all''asciutto').

... - 18/10/2022 22:29

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