Il Boccherini ridisegna il suo futuro: a Lucca il restauro che unisce musica, storia e visione
Lucca fa un passo deciso verso il futuro senza dimenticare la propria anima storica. La presentazione del progetto di restauro di Palazzo Lippi e dell’Auditorium del Suffragio segna un momento importante per la città e per il Conservatorio Luigi Boccherini, che si prepara a ripensare in modo profondo i propri spazi e il proprio ruolo culturale. Il progetto, affidato all’architetto Pietro Carlo Pellegrini, non è un semplice intervento edilizio, ma una visione complessiva che mette insieme tutela, funzionalità e prospettiva.
Negli ultimi anni il Conservatorio ha attraversato una trasformazione silenziosa ma concreta. Dal 2019 a oggi, sotto la guida della Presidente Maria Talarico, l’istituzione ha consolidato il proprio percorso fino alla statizzazione del 2022, rafforzando la sua identità di centro di alta formazione, ricerca e produzione musicale. I numeri raccontano una crescita reale: più studenti, nuovi percorsi didattici aperti anche al mondo Pop Rock, l’avvio dei dottorati di ricerca e un’attenzione rinnovata al patrimonio archivistico, troppo spesso invisibile ma fondamentale per la memoria musicale.
Accanto ai risultati accademici, è cresciuta anche la qualità della vita studentesca, con servizi più strutturati e collaborazioni artistiche che hanno portato a Lucca esperienze e nomi di respiro internazionale. Tutto questo ha contribuito a rendere il Conservatorio un luogo vivo, frequentato, capace di dialogare con la città e con il panorama musicale oltre i confini locali.
Il restauro di Palazzo Lippi, i cui lavori prenderanno avvio entro la fine del 2026, rappresenta il tassello successivo di questo percorso. Gli spazi rinnovati ospiteranno aule moderne, ambienti dedicati alla ricerca, sale per ensemble e servizi pensati per chi il Conservatorio lo vive ogni giorno. Non si tratta solo di muri più belli, ma di luoghi progettati per favorire studio, creatività e incontro. Anche l’Auditorium del Suffragio tornerà a essere un punto di riferimento per la musica e la città, in un dialogo continuo tra passato e presente.
Questo progetto lascia in eredità fondamenta solide. La direzione intrapresa in questi anni dimostra che investire in cultura non è un lusso, ma una scelta strategica che genera opportunità, competenze e futuro. Lucca, ancora una volta, dimostra di saper credere nella musica non solo come patrimonio da custodire, ma come energia viva capace di far crescere nuove generazioni di artisti e cittadini.
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