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  • 20/01/2026 08:13

Violenza giovanile a Lucca

La situazione emersa a Lucca, con la presenza di tre gruppi giovanili violenti attivi in diverse zone della città, ci preoccupa profondamente e preoccupa tutti coloro che, direttamente o indirettamente, hanno avuto a che fare con questi episodi di violenza e intimidazione. È una realtà che genera paura, insicurezza e sfiducia, soprattutto tra i cittadini più fragili, gli studenti e le famiglie.

Non deve passare il messaggio che tutto questo sia “normale” o inevitabile solo perché fenomeni simili si registrano anche in altre città italiane. La diffusione di un problema non lo rende accettabile. Al contrario, dimostra quanto sia urgente intervenire con decisione. La violenza giovanile, l’uso di armi da taglio e la logica del branco vanno contrastate e combattute, non minimizzate.

Come Gioventù Nazionale rifiutiamo con forza la narrazione di chi tende a ridimensionare questi episodi. Non è normale che anziani e studenti vengano accoltellati per uno sguardo di troppo o che interi quartieri siano ostaggio di bande armate. La sicurezza è un diritto e non può essere sacrificata sull’altare del politicamente corretto.

Fa inoltre riflettere, e dovrebbe farlo soprattutto una certa sinistra, il fatto che la maggior parte dei protagonisti di questi episodi siano italiani di seconda generazione. Per anni ci è stato raccontato che bastasse nascere o crescere in Italia per essere automaticamente integrati. I fatti dimostrano il contrario: l’integrazione non è uno slogan, ma un percorso serio basato su regole, doveri, rispetto dell’autorità e della comunità nazionale. Occorre una riflessione profonda su questo tema, ma in primis deve essere garantito il diritto alla sicurezza, motivo per cui ogni Stato esiste.

Come Gioventù Nazionale continueremo a batterci perché la sicurezza torni ad essere una priorità concreta e non un tabù ideologico, chiedendo maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio, strumenti adeguati per intervenire e un lavoro strutturato nelle scuole.

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