Dichiarazione di Fratelli d’Italia Lucca e coordinatore circolo Gioventù Nazionale Lucca.
Dopo le contestazioni da p ...

Augias ha fatto quell’esternazione nel programma “Di Martedì”, condotto da Giovanni Floris
Le parole di Corrado Augias, intellettuale di lungo corso e volto associato a un certo filone della cultura progressista italiana, hanno fatto discutere. Durante una recente apparizione televisiva, lo scrittore ha affermato che «Mussolini ha fatto anche delle cose buone», citando tra gli esempi la creazione dell’IRI, alcune opere infrastrutturali e interventi di risanamento economico.
La frase, pur accompagnata dall’ammissione che quelle realizzazioni ebbero un “prezzo altissimo” pagato in libertà negate e repressione politica, è bastata a scatenare reazioni contrastanti. Non tanto per il contenuto — già noto agli storici e oggetto di discussioni da decenni — quanto per la provenienza: un intellettuale vicino al mondo della sinistra culturale, tradizionalmente critico verso qualsiasi tentativo di “sdoganamento” del Ventennio.
In realtà, il ragionamento di Augias appare più complesso di quanto la formula giornalistica lasci intendere. Non si trattava di un elogio del regime, bensì del riconoscimento che alcune misure tecniche ebbero ricadute concrete. La sottolineatura immediata del “prezzo altissimo” mostra che il bilancio, nelle sue parole, resta nettamente negativo. Tuttavia, in un dibattito pubblico polarizzato, l’ammissione che “ci furono anche cose buone” assume un valore politico e simbolico che travalica il dato storico.
La vicenda mette in luce una tensione ricorrente: fino a che punto si può distinguere tra i singoli provvedimenti di un regime autoritario e la cornice di violenza e oppressione che li rende possibili? E, soprattutto, perché una constatazione che in ambito storiografico può apparire neutra diventa, in politica, un terreno minato?
Augias, forse senza volerlo, ha riaperto una faglia che attraversa da sempre la memoria italiana: la difficoltà di confrontarsi con il fascismo senza cadere né nell’apologia, né nella rimozione.
Se si è democratici, si è antifascisti ed anticomunisti. Fine. Poi tutti i regimi hanno fatto anche cose buone. I Nazisti fecero le olimpiadi del 36, fecero lavorare Leni Riefenstahl, lasciarono lavorare Luis Trenker, fecero volare il primo aereo a reazione, il primo missile, ec., ec. I comunisti fecero l'edilizia popolare, sia pure brutta, brutale e brutalista... allora??? Allora morte al nazismo e al comunismo!!!!
anonimo - 25/09/2025 05:45Dopo le contestazioni da p ...
Il confronto tra si e no a ...
Domani la Commissione Co ...
Dopo il comunicato di Di ...
Una bordata di soldi PNRR ...
Difendere Lucca replica ...
Parlare delle foibe signi ...
Il nostro super presidente ...
Difendere Lucca sul Gior ...
Soprattutto nelle ore sera ...
Lo schifo dei comunisti du ...
E chi lo avrebbe mai detto ...
Possibile che non ci sia t ...
Referendum sulla Giustizia ...
VERSO UNA GIUSTIZIA MODER ...
“lo ho un dubbio che è ...
Ma se alle prossime elezio ...
Il Comitato per S.Concordi ...
Lucca Cutura a voce del co ...
La chiamano “remigrazion ...