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  • 04/12/2023 17:00

Contro la famiglia patriarcale fondata sulla schiavitù domestica della donna

Con la famiglia patriarcale, e ancor più con la famiglia singola monogamica, le cose cambiarono. La direzione dell'amministrazione domestica perdette il suo carattere pubblico. Non interessò più la società. Divenne un servizio privato ; la donna divenne la prima serva, esclusa dalla partecipazione alla produzione sociale. Soltanto la grande industria dei nostri tempi le ha riaperto, ma sempre limitatamente alla donna proletaria, la via della produzione sociale. Ma in maniera tale che se essa compie i propri doveri nel servizio privato della sua famiglia, rimane esclusa dalla produzione pubblica, e non ha la possibilità di guadagnare nulla; se vuole prender parte attiva all'industria pubblica e vuole guadagnare in modo autonomo, non è più in grado di adempiere ai doveri familiari. E come accade nella fabbrica, così procedono le cose per la donna in tutti i rami della attività, compresa la medicina e l'avvocatura. La moderna famiglia singola è fondata sulla schiavitù domestica della donna, aperta o mascherata, e la società moderna è una massa composta nella sua struttura molecolare da un complesso di famiglie singole. Al giorno d'oggi l'uomo, nella grande maggioranza dei casi, deve essere colui che guadagna, che alimenta la famiglia, per lo meno nelle classi abbienti; il che gli dà una posizione di comando che non ha bisogno di alcun privilegio giuridico straordinario. Nella famiglia egli è il borghese, la donna rappresenta il proletario. Nel mondo dell'industria lo specifico carattere dell'oppressione economica gravante sul proletariato, spicca in tutta la sua acutezza soltanto dopo che tutti i privilegi legali particolari della classe capitalistica sono stati eliminati, e dopo che la piena eguaglianza di diritti delle due classi è stata stabilita in sede giuridica. La repubblica democratica non elimina l'antagonismo tra le due classi: offre al contrario per prima il suo terreno di lotta. E così anche il carattere peculiare del dominio dell'uomo sulla donna nella famiglia moderna, e la necessità, nonché la maniera, di instaurare un'effettiva eguaglianza sociale dei due sessi, appariranno nella luce più cruda solo allorché entrambi saranno provvisti di diritti perfettamente eguali in sede giuridica. Apparirà allora che l'emancipazione della donna ha come prima condizione preliminare la reintroduzione dell'intero sesso femminile nella pubblica industria, e che ciò richiede a sua volta l'eliminazione della famiglia monogamica in quanto unità economica della società. (F. Engels “L’origine della famiglia della proprietà privata e dello Stato” - PMLI Piccola biblioteca marxista-leninista – pag. 75-76) Il comunismo e i nuovi rapporti tra uomo e donna Ciò che per una donna è un delitto che si tira dietro gravi conseguenze legali e sociali, è considerato per l'uomo cosa onorevole, e nel peggiore dei casi come una lieve macchia morale che si porta con piacere. Ma quanto più l'antico eterismo tradizionale, ai tempi d'oggi, grazie alla produzione capitalistica delle merci, si muta e si adatta ad essa, e quanto più si trasforma in aperta prostituzione, tanto esso esercita un influsso demoralizzante. E demoralizza precisamente molto gli uomini che le donne. La prostituzione degrada tra le donne solo le infelici che in essa precipitano, e anche costoro in una misura molto minore di quello che comunemente si crede. Invece essa degrada il carattere di tutto il mondo maschile. In tal modo, in nove casi su dieci, un lungo fidanzamento è una vera e propria scuola preparatoria alla infedeltà coniugale. Andiamo ora verso uno sconvolgimento sociale in cui le basi economiche della monogamia, come sono esistite finora, scompariranno tanto sicuramente quanto quelle della prostituzione che ne è il complemento. La monogamia sorse dalla concentrazione di grandi ricchezze nelle stesse mani, e precisamente in quelle di un uomo, e dal bisogno di lasciare queste ricchezze in eredità ai figli di questo uomo e di nessun altro. Perciò era necessaria la monogamia della donna e non quella dell'uomo; cosicché questa monogamia della donna non era affatto in contrasto con la poligamia aperta o velata dell'uomo. Ma il sovvertimento sociale imminente, mediante trasformazione per lo meno della parte infinitamente maggiore delle ricchezze durature ereditabili — dei mezzi di produzione — in proprietà sociale, ridurrà al minimo tutta questa preoccupazione della trasmissione ereditaria. Poiché dunque la monogamia è sorta da cause economiche, scomparirà se queste cause scompaiono. Si potrebbe, non a torto, rispondere: scomparirà così poco che invece soltanto allora sarà realizzata sul serio. Infatti, con la trasformazione dei mezzi di produzione in proprietà sociale viene anche a scomparire il lavoro salariato, il proletariato, e quindi anche la necessità per un certo numero di donne, statisticamente computabile, di concedersi per denaro. La prostituzione sparisce e la monogamia, invece di tramontare, diventa finalmente una realtà... anche per gli uomini. La posizione degli uomini in ogni caso subirà un grande cambiamento. Ma anche quella delle donne, di tutte le donne, subirà un notevole cambiamento. Col passaggio dei mezzi di produzione in proprietà comune, la famiglia singola cessa di essere l'unità economica della società. L'amministrazione domestica privata si trasforma in un'industria sociale. La cura e la educazione dei fanciulli diventa un fatto di pubblico interesse; la società ha cura in egual modo di tutti i fanciulli, legittimi e illegittimi. E con ciò cade la preoccupazione delle «conseguenze», la quale oggi costituisce il motivo sociale essenziale — sia morale che economico — che impedisce ad una fanciulla di abbandonarsi senza riserve all'uomo amato. Non sarà tutto ciò una causa sufficiente per il sorgere graduale di un più disinvolto commercio sessuale, e quindi di una opinione pubblica meno rigida e chiusa sull'onore delle fanciulle e sul disonore femminile? E infine, non abbiamo forse visto che nel mondo moderno monogamia e prostituzione sono, certo, antagonismi, ma antagonismi inseparabili, poli opposti del medesimo stato di cose della società? Può scomparire la prostituzione senza trascinare con sé, nell'abisso, la monogamia? (...) Quello che noi oggi possiamo dunque presumere circa l'ordinamento dei rapporti sessuali, dopo che sarà spazzata via la produzione capitalistica, il che accadrà fra non molto, è principalmente di carattere negativo, e si limita per lo più a quel che viene soppresso. Ma che cosa si aggiungerà? Questo si deciderà quando una nuova generazione sarà maturata. Una generazione d'uomini i quali, durante la loro vita, non si saranno mai trovati nella circostanza di comperarsi la concessione di una donna col danaro o mediante altra forza sociale; e una generazione di donne che non si saranno mai trovate nella circostanza né di concedersi a un uomo per qualsiasi motivo che non sia vero amore, né di rifiutare di concedersi all'uomo che amano per timore delle conseguenze economiche. E quando ci saranno questi uomini, non importerà loro un corno di ciò che secondo l'opinione d'oggi dovrebbero fare; essi si creeranno la loro prassi e la corrispondente opinione pubblica sulla prassi di ogni individuo. (F. Engels “L’origine della famiglia della proprietà privata e dello Stato” - PMLI Piccola biblioteca marxista-leninista – pag. 76-77 e pag. 82-83) 29 novembre 2023 PMLI. IT

I commenti

La "proletaria" che ho qui io in casa non ha alcuna voglia di andare a lavorare. Per cui, mio malgrado, faccio il "borghese". Se riusciste a convincerla mi metterei volentieri a fare il proletario, o almeno a lavorare per i cazzi miei senza l'obbligo di darle dei soldi.

Anonimo - 05/12/2023 03:33

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