FONDAZIONE CRL: IDEE CHIARE SUL FUTURO TRA ASCOLTO E SUSSIDIARIETÀ
FONDAZIONE CRL: IDEE CHI ...
FONDAZIONE CRL: IDEE CHIARE SUL FUTURO
TRA ASCOLTO E SUSSIDIARIETÀ
Primo incontro con la stampa del presidente Massimo Marsili
Lucca, 17 luglio 2025
– Tra continuità e innovazione, sempre in ascolto del territorio.
Un’estrema sintesi che non racconta le tante sfumature del primo
incontro tra il nuovo presidente della Fondazione
Cassa di Risparmio di Lucca, Massimo Marsili, e la stampa
lucchese, con cui si è confrontato questa mattina (17 luglio)
illustrando di fatto la propria concezione dell’Ente e del suo ruolo sul
territorio.
CONTINUITÀ E ASCOLTO
Sul tema del rapporto con il passato Marsili ha precisato che “per continuità si intende innanzitutto una
‘continuità metodologica’, fondata su alcuni principi chiave:
diversificazione degli investimenti, solidità patrimoniale di lungo
periodo per tutelarne il valore nel tempo, con l’obiettivo di
fronteggiare eventuali criticità dei mercati, assicurare le
risorse da destinare alle finalità istituzionali e tutelare con
responsabilità le opportunità delle future generazioni”, aggiungendo che
“l’ascolto dei bisogni del territorio e il principio della
sussidiarietà restano gli elementi fondanti da cui partire per
programmare bandi e interventi”.
Un ascolto che,
nei fatti, è già iniziato: in questi mesi il presidente ha avuto modo di
confrontarsi con gli Organi della Fondazione, con le amministrazioni
pubbliche, con i soggetti del terzo settore
e con le categorie economiche, anche attraverso una serie di incontri
dedicati e finalizzati alla costruzione di un documento programmatico
per il 2026.
“Sono sempre più
convinto che la Fondazione non può essere percepita come un bancomat, ma
non può essere nemmeno una ‘mosca cocchiera’ di fronte al complesso
delle sfide che stanno attraversando la società. L’equilibrio
tra attività dirette e esemplari e la destinazione delle risorse
tramite i bandi e il loro congiunto indirizzo verso obiettivi condivisi
resta la strategia ottimale per Fondazione.”
Attività centrali
nell’operatività dell’Ente cui si aggiunge il supporto alle attività
promosse dal sistema nazionale delle fondazioni di origine bancaria,
orientate a colmare il gap di risorse tra Nord e Sud,
a sostenere il sistema nazionale del volontariato e a promuovere la
cultura digitale.
IL RAPPORTO CON GLI ENTI: LA SUSSIDIARIETÀ
Proprio grazie agli
strumenti dell’ascolto e al posizionamento attento e attivo della
Fondazione si esercita la sussidiarietà, ovvero intervenendo
a sostegno e non in sostituzione, sostenendo iniziative sorte dal
basso, collaborando con il territorio, allocando risorse competenze e
visione strategica, promuovendo partenariati e reti e svolgendo una
funzione di leva, di moltiplicatore delle fonti
finanziarie.
“L’idea – ha specificato
Marsili – è quella di una sussidiarietà attiva, in cui la fase di
ascolto dà vita ad un percorso le cui parole chiave sono visione,
partecipazione e impatto. Ovvero progettualità di largo
respiro, che coinvolgano reti utili anche a sommare risorse di
differente provenienza e che soprattutto producano effetti concreti su
ampi bacini di utenza e realmente in grado di migliorare la qualità
della vita delle comunità.”
SOSTENIBILITÀ, COESIONE SOCIALE, PATRIMONIO CULTURALE
Il presidente Marsili ha parlato dunque di altri concetti chiave, come
ambiente, transizione e innovazione, da cui emerge
l’immagine e la sostanza di una Fondazione attenta alle esigenze del
territorio ma mai avulsa dalle grandi questioni che, inevitabilmente, da
internazionali si traducono in locali.
“In linea con le sfide
globali – ha infatti dichiarato – la Fondazione ha posto la
sostenibilità al centro delle sue azioni. Questo si traduce in
interventi che riguardano sia l’ambiente, che la qualità della
vita. La Fondazione, infatti, promuove iniziative che supportano
l'adozione di pratiche ecologiche e sostenibili, incentivando progetti
che abbiano un impatto positivo sull’ambiente, come il recupero e la
valorizzazione di aree verdi urbane e periferiche e
il sostegno alla ricerca applicata a servizio dei settori produttivi.”
Ovviamente il tema della continuità non può che tornare su altri temi storicamente cari all’Ente, come la
coesione e l’inclusione sociale, ambito in cui negli anni sono
maturate anche scelte coraggiose e d’avanguardia per dare risposte a
persone, comunità e famiglie.
“La Fondazione intende
continuare a sostenere progetti che promuovano la solidarietà e il
benessere delle fragilità e delle fasce più vulnerabili della
popolazione. In questa fase di profonda instabilità, sarà
certamente grande l’impegno a supporto di attività che mirano a ridurre
le disuguaglianze sociali, a promuovere l’accesso alla cultura,
all’istruzione e alla salute, alla pratica sportiva, sia in relazione
alle fasce sociali, sia nei confronti dei territori
con minore presenza di servizi.”
Infine un riferimento, doveroso e inevitabile, all’importanza della
valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio e alla
salvaguardia dell’identità culturale delle tante – e tanto variegate –
specificità socioculturali che compongono il ‘mosaico’ delle aree della
provincia di Lucca.
“La cultura è da sempre
uno dei settori rilevanti delle attività della Fondazione. La
conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, in un territorio
caratterizzato da un diffuso patrimonio storico, artistico
e architettonico, è un atto dovuto all’identità culturale e
contemporaneamente una fonte di reddito per operatori e imprese
dell’edilizia e del restauro. Così come il sostegno ad eventi
caratterizzanti il territorio ha profonde ricadute formative e educative
e al contempo economiche sia per chi vi opera, sia per l’indotto dei
fornitori e del turismo.”
METODO: UN’ULTIMA NOTA
Una chiusura metodologica che richiama ancora il concetto di visione e di condivisione:
“I bandi e le
progettualità che concretizzeranno le soluzioni e le proposte su tutti
questi temi (e altri ancora) dovranno superare la logica dell’intervento
episodico e contenere un approccio documentato e pragmatico.
La misurabilità dei risultati sarà il criterio della loro valutazione.”
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