IL QUADRO OCCUPAZIONALE A LUCCA
IL QUADRO OCCUPAZIONALE A ...

Diffusi
da Cisl Toscana Nord che osserva il quadro occupazionale della
provincia sono arrivati i dati del 4° trimestre 2025 relativi alle
assunzioni, a vario titolo, nella provincia di Lucca, registrati e
diffusi da ARTI, l’agenzia della Regione che si occupa dell’avviamento
al lavoro.
I dati sono negativi e scontano, relativamente alle
assunzioni a vario titolo messe in campo dalle imprese e dalle
amministrazioni, anche pubbliche, un –3,83%, passando da 19.786 a
19.030. Nel merito delle categorie e dei relativi codici,
specificatamente, le assunzioni diminuiscono nel settore “alberghi e
ristoranti” di circa 90 unità; scendono di ca. 250 unità nell’industria;
perdono una settantina di unità nell’edilizia ed una trentina nel
commercio. Sempre in calo, di ca. 500 unità, le PP.AA. Aumentano
sensibilmente di ca. 800 unità i servizi alle imprese, mentre i
trasporti e magazzinaggio perdono una ventina di unità. Con l’ultimo
trimestre 2025 è possibile anche dare un’occhiata più ampia
all’andamento del settore su tutto l’anno. Il dato che avevamo già
notato confrontando il 3° trimestre 2024 con il 3° trimestre 2025 era
leggermente negativo. L’andamento complessivo è pertanto non positivo e,
su base annua, si passa da 93.677 assunzioni nel 2024 a 92.341 nel
2025, pari a un –1,43%.
Specificatamente, anno 2024 su anno 2025:
alberghi e ristoranti: +274
industria: –120
commercio: –566
edilizia: –77
PP.AA. e scuola: –538
servizi alle imprese: –3.917
trasporti e magazzini: –543
“altro”: –3.450
"In
pratica, dopo il periodo Covid avevamo assistito a una buona ripresa
generalizzata è il commento dei vertici Cisl Toscana Nord - ,
distribuita nel 2023, con una coda di beneficio anche nel 2024. Questo
calo sostenuto sull’annualità, ma purtroppo anche in tendenza
nell’ultimo trimestre 2025, lascia intendere un inizio del 2026 non
proprio ottimale (cosa che verificheremo alla luce dei dati disponibili)
e delinea quindi un quadro non particolarmente confortante. Aumentano
le assunzioni in alberghi e ristoranti; cala un pò l’industria. In
precedenza, invece, questo dato teneva. Sostanzialmente però, anche
conteggiando le “costruzioni” che più o meno rimangono tali, è possibile
stabilire una certa tenuta di sostanza: le realtà turistiche alla fine
crescono anche se, forse, con la Versilia, ma non solo, dovrebbero
essere più o ben più sostanziose".
"Come detto, anche le varie
realtà industriali o manifatturiere tengono conto della presenza delle
filiere della carta, farmaceutiche, della 'buona' nautica in Versilia ed
anche di quelle industriali; i numeri allora calano e sensibilmente
nelle voci più aleatorie e meno stabili, anche riguardo alla qualità
delle nuove assunzioni fatte.
Scende in modo rilevante anche il
numero degli assunti nel commercio, confermando una tendenza settoriale
negativa. Calano le amministrazioni pubbliche, anche a causa delle
riorganizzazioni dei servizi in area vasta e di un calo sistematico
legato alla dinamica demografica, sempre più incidente a partire dalla
scuola.
Si registra quindi un forte calo dei “servizi alle imprese”:
si tratta spesso di lavoro povero, servizi collaterali poco strutturali,
talvolta episodici, che indicano una riorganizzazione di attività
precedentemente affidate a personale strutturato, anche a tempo
determinato. Dà però l’idea di una provincia vivace che registra una
positiva evoluzione di tutta una serie di attività a sostegno delle
imprese, spesso difficili anche da censire.
Calano i trasporti e il
magazzinaggio. Preoccupa poi il crollo del codice “altro”: già molto
mutevole e variabile, questo settore rappresenta spesso lavoro povero o
episodico, anche domestico, caratterizzato da contratti intermittenti e
saltuari, legati a eventi o situazioni non continuative nel tempo. Non è
una buona notizia, perché l’alternativa a queste forme di lavoro non
strutturato (voce 'altro') si traduce in lavoro nero".
"Andando ad
esaminare se il lavoro “buono”, a tempo indeterminato o anche
determinato, ha tenuto nel 2025 rispetto al 2024, anche per dare un
contesto migliore ai dati sopra riportati relativi alle assunzioni a
vario titolo effettuate dalle imprese e dalle PP.AA., si verifica
purtroppo una conferma negativa: le assunzioni a tempo indeterminato,
cioè le stabilizzazioni, sono scese da 7.935 nel 2024 a 7.577 nel 2025.
Le assunzioni a tempo determinato scendono da 50.096 a 48.631 - rileva
il sindacato-. Che dire: stiamo entrando in una tendenza negativa, dove
il lavoro “buono” cala sia a tempo indeterminato sia a tempo
determinato, con picchi negativi nei settori più strutturati e una
turbolenza da verificare nel medio termine sul lavoro più precario.
Anche
l’esportazione di marmo, che cuba volumi notevoli di euro di
produzione/escavazione, non dà molto lavoro né in escavazione né nella
lavorazione (Versilia e Garfagnana).
Vale la pena di sottolineare,
per quanto attiene la produzione industriale, l’aumento di un indotto
poco strutturato, che viene da fuori, spesso sostitutivo di manodopera,
lasciando peraltro (e sempre più) al territorio la gestione sociale di
una presenza significativa di immigrazione spesso poco inserita
strutturata nel lavoro che invece dovrebbe essere intercettata ed
opportunamente formata, in base alle esigenze del Territorio".
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