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  • 28/06/2022 16:07

Alla fine il PD con il suo contorno di liste civette ha raccolto i frutti di dieci anni di malgoverno.

 “Adesso è l’ora dell’organizzazione: saremo pronti a ricostruire cultura politica e a portare l’alternativa concreta, non nei palazzi, ma nelle piazze, nelle strade e in tutti gli spazi politici che attraverseremo.”


Alla fine il PD con il suo contorno di liste civette ha raccolto i frutti di dieci anni di malgoverno.

Dieci anni di risposte mancate alle domande della città, di partecipazione negata e servilismo ai poteri economici che da ormai troppo tempo dirigono l'azione politica delle amministrazioni locali.
Dalla finta consultazione della città in merito ai progetti realizzati a San Concordio, alla svendita della Manifattura Tabacchi, fino al malfunzionamento del sociale su cui tanto ha potuto battere la destra in campagna elettorale, il progetto di Raspini è stato percepito, correttamente, come continuità di scelte asservite e poco coraggiose.

Alla luce della caduta del PD e del centro-sinistra in generale, il poco scarto al secondo turno tra Pardini e Raspini suggerisce che il ballottaggio sia stato percepito come un referendum sulla continuità. Tra il 2012 e il 2022 abbiamo assistito alla progressiva chiusura e l’asservimento ai giochi di potere del PD, fino alla scelta di Raspini, un candidato evidentemente incapace di parlare alla maggioranza silenziosa.

A vincere più di tutti, più di Pardini che si dice consapevole, giustamente, della frattura dei votanti spaccati al 50%, è infatti l'astensionismo.

Lo spauracchio del fascismo al governo stavolta non ha funzionato e non poteva funzionare: la sinistra radicale e i movimenti da anni denunciano il troppo spazio – fisico e culturale – dato alle forze politiche ispirate al fascismo. Ricordiamo ad esempio l’ordine del giorno scritto dall’Anpi nel 2013 approvato in commissione Cultura e mai discusso in Consiglio Comunale, per non parlare del voto all’unanimità dato alla mozione Barsanti sulla piazza dedicata a Cossetto e il silenzio assordante sul convegno reazionario Anti-DDL Zan organizzato dal Vescovo di Lucca. Gridare ora all’antifascismo in fase di ballottaggio, dopo aver tralasciato la questione per anni, non può che risultare opportunista e inefficace.

I dieci anni di amministrazione Tambellini sono stati la graduale morte della partecipazione. In questa campagna elettorale abbiamo visto infatti volti noti delle lotte civiche per la sanità, l’ambiente e i beni comuni dare apertamente sostegno a Pardini. Scelte di campo che non condividiamo, ma che esprimono un malcontento mai ascoltato e un progressivo allontanamento della macchina amministrativa dalle esigenze della gente.

C’è poi la maggioranza silenziosa, quel 53% che non ha votato: non sarà nascosta (anche) tra chi vive nelle case popolari ammuffite, chi non arriva a fine mese e chi non può pagare asili nido e cure mediche, chi vive nella periferia profonda e non sa come raggiungere il centro anche solo per cercare lavoro?

Anche la sinistra radicale ha evidentemente smesso di incrociare i percorsi di queste persone.

Ha preteso di proporsi come loro rappresentante, persa nell’illusione di ricoprire questo ruolo per diritto, senza ascoltarle e senza incontrarle, senza condividere con loro lo schifo di una vita annaspante, persa nei mille rivoli della burocrazia e di fasce di reddito mai abbastanza aderenti alla realtà.

Ci permettiamo di fare queste considerazioni senza alcun compiacimento e senza alcuna verità in tasca, ponendoci a nostra volta tra gli sconfitti. Nonostante il grande impegno profuso negli ultimi anni nello Sportello Sociale alla Casa del Popolo e nelle attività mutualistiche a favore delle classi più disagiate del territorio, il nostro tentativo di partecipare a queste elezioni, lanciato più di un anno fa, non ha trovato un terreno fertile su cui costruire un progetto solido, concreto, partecipato e combattivo. Una strada che sapevamo essere in salita e che abbiamo appena iniziato a percorrere, consapevoli della necessità storica di ricostruire da zero un blocco popolare alternativo alle politiche della destra e del centrosinistra liberale.

Adesso è l’ora dell’organizzazione: ricostruire cultura politica, portare l’alternativa concreta, non nei palazzi, ma nelle piazze, nelle strade e in tutti gli spazi politici che attraverseremo.


Potere al Popolo Lucca, 27 giugno 2022

I commenti

Amici del popolo, con tutta la simpatia, volete sapere perché non vi si fila più nessuno? Perché siete elitari, faziosi, arroganti. Perché non volete "mescolarvi" con chi è meno puro di voi, meno eletto, meno nobile d'animo. Il fatto è che la politica si fa "sporcandosi le mani", parlando con gli altri, anche con chi non ha la purezza ideologica che voi pretendete di possedere.
Le vicende degli ultimi due anni lo dimostrano: vi siete isolati da tutti, da tutta quella società civile che ha portato avanti, in una incredibile diversità di punti di vista, l'opposizione a questa giunta affaristica.
Siete puri, purissimi. I più puri di tutti. Siate contenti, ma non veniteci a fare le prediche…

Anonimo - 29/06/2022 11:13

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