Fantozzi (Fdi) “ Sono tanti i risultati positivi del governo Meloni che oggi celebra il record di permanenza in carica
Fantozzi (Fdi) “ Sono ta ...

Schlein non vuole aiutare l’Ucraina, mentre i socialisti europei vogliono armarla ancora di più
Per non irritare i compagni del Campo Lavrov, la segretaria del Partito democratico rinnega la solidarietà a un popolo sotto attacco, e continua a minimizzare l’aggressione russa all’Europa
A Genova, due giorni fa, Elly Schlein ha ribadito, virgola per virgola, la linea del Partito democratico sulla politica estera. In sintesi: a fianco dell’Ucraina, ma contro «l’escalation bellica e la corsa al riarmo»; bisogna mettere al centro diplomazia e dialogo. Poi, sulle spese militari, ha richiamato la linea del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e ha bocciato «il pericoloso riarmo nazionale di ventisette diversi Stati» e l’aumento della spesa militare voluto dal governo Meloni. Nulla di nuovo sotto il sole del Nazareno. Da mesi le parole sono sempre le stesse. La posizione resta «con l’Ucraina, ma». Cioè: ma senza aiutarla a difendersi. Cioè, non con l’Ucraina. La segretaria del Pd, come lei stessa vuole accreditare, è testarda. Tanto testarda da non cogliere le novità della situazione. Tira dritto e così rimane spiazzata dagli eventi e dalle posizioni politiche della sua stessa famiglia europea.
Mentre Schlein si attarda su una linea di appoggio all’Ucraina, morale ma a parole, capita che a Bruxelles il gruppo dei Socialisti e Democratici emani un comunicato forte, in cui si chiede agli Stati membri dell’Ue di fare di più, molto di più, per rafforzare le capacità di difesa dell’Ucraina, fornendo sistemi di difesa aerea, munizioni e strumenti di attacco a lungo raggio.
Qui si può, a buon diritto, parlare di doppiezza: il Pd sta nel gruppo europeo che chiede più armi a Kyjiv e, contemporaneamente, sposa la linea imbelle dei compagni del campo largo. È una posizione più che ambigua, che sì e no poteva reggere fino a qualche mese fa, ma oggi il quadro è diverso. Perché la questione non è più soltanto come aiutare l’Ucraina a resistere all’aggressione russa, ma come difendere l’Europa da Vladimir Putin.
È infatti sempre più chiaro che la Russia sta minacciando l’Europa, come da ultimo dimostra la grande preoccupazione tedesca per l’incidente del drone a Lipsia, che vedrebbe la responsabilità del Cremlino. Ormai non passa giorno senza che da Berlino, Londra, Copenaghen, Stoccolma e Parigi si alzi l’allarme per gli attacchi ibridi di Mosca. Persino Antonio Tajani, un ministro – diciamo così – poco scattante, ieri non ha escluso possibili tentativi del Cremlino di condizionare le elezioni nei Paesi dell’Unione europea, Italia compresa.
A Bruxelles si lavora per sbloccare gli asset finanziari russi congelati dalle istituzioni finanziarie europee, per destinarli all’Ucraina, e non è chiaro se l’Italia si stia dando da fare in questo senso oppure continui a fischiettare (o a essere contraria). Ma ormai è chiarissimo che nessuno dei due poli vuole mettere mano a questo dossier in prossimità delle elezioni: le armi a un popolo offeso fanno perdere voti. Meglio, dunque, perdere la dignità.
Per il governo, in procinto di organizzare una festa di regime per celebrare la propria longevità, è normale continuare a fare e disfare. Ha Roberto Vannacci alle calcagna, quel Vannacci che il Financial Times ipotizza possa essere uno strumento di Mosca. Qui c’è il più grande e paradossale incrocio politico tra l’estrema destra e la sinistra cosiddetta pacifista, entrambe in marcia sul terreno della lotta al riarmo, dell’insofferenza per i costi della guerra e della riapertura dei rapporti con la Russia.
Il Pd si trova in mezzo a tutto questo. Se Schlein, pur di non irritare gli alleati, o – peggio – perché ne ha assunto la linea, finisce per allontanarsi dalla posizione prevalente della propria famiglia socialista europea, non siamo più davanti a una semplice cautela elettorale. Siamo davanti a una svolta politica. Gravida di conseguenze.
Mario Pardini e Salvado ...
Schlein non vuole aiutare ...
FdI Lucca in piazza per il ...
Difendere Lucca: “No a p ...
MPS: MICHELOTTI (FDI), SIE ...
L’Europa non sarà auton ...
Fratelli d’Italia Lucca ...
Ipse dixit Lazzareschi, ca ...
MANIFATTURA TABACCHI LUCCA ...
Venerdì 4 settem ...
UNO NON VALE UNO, stronzi. ...
Nel dibattito politico i ...
MANIFATTURA TABACCHI : LE ...
Sora TentennaLe incertezze ...
IL FRIGO VUOTO NEL COMUNE ...
Ho letto l’intervento di ...
Museo del Risorgimento. Ri ...
SALANETTI, Fratelli d’It ...
Lucca. Spostare il centro ...
Fantozzi (Fdi) presenta ...