Un saluto al caro Egisto Matteucci
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Il Pathos Quartet fa rivivere la musica del Flonzaley al Real Collegio
Un
concerto-conferenza dedicato al primo violino e lucchese nel mondo
Adolfo Betti
Interventi a cura di Valentina Ciardelli, Marco
Gallenga e Stefano Teani
Un pomeriggio con la musica che all'inizio del Novecento ha offerto popolarità oltreoceano al violinista lucchese Adolfo Betti (Bagni di Lucca, 1875 – Lucca, 1950). La giornata concerto-conferenza a lui dedicata anche quest'anno, in programma per sabato (22 ottobre) alle 17 nella Sala del Teatro al primo piano del Real Collegio di Lucca, è l'esito performativo e divulgativo di un progetto di ricerca e studio promosso dall'associazione Animando con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Il vasto repertorio composto per il Flonzaley Quartet, di cui Betti è stato primo violino dal 1903 al 1929, è conservato all'Harry Ransom Center dell'Università del Texas, ad Austin. È lì che i giovani studiosi Valentina Ciardelli e Stefano Teani hanno condotto le loro ricerche, oggi oggetto di approfondimento anche da parte del musicologo Marco Gallenga, dell'Università di Firenze.
L'appuntamento
di sabato prevede interventi a cura dei tre studiosi inframezzati da
alcuni brani che hanno consacrato negli Stati Uniti i musicisti del
Flonzaley Quartet, eseguiti dal Pathos Quartet, costituito dal
Silvia Mazzon e Valentina Danelon (primo e secondo violino), Marco
Nason (viola) e Volodymyr Zubytskyi (violoncello). Stefano Teani
accompagnerà al pianoforte.
Dopo l'inquadramento della figura di Adolfo Betti fra Bagni di Lucca e Austin verrà proposto all'ascolto Caprice per violoncello e pianoforte di Freed e lo Scherzo per quartetto d’archi di Schilling.
Gli studiosi illustreranno quindi le collaborazioni artistiche maturate nel tempo da Adolfo Betti e il sostegno ricevuto dal mecenatismo; a seguire sarà suonato il primo movimento Allegro frenetico per Quator à cordes n.1 di Bloch e poi la punta di diamante della giornata, i ritrovati Three Pieces per quartetto d’archi scritti da Stravinsky nel 1920 proprio per il Flonzaley Quartet.
Il terzo e ultimo intervento riguarderà l'attività professionale e la vita dell’artista nella modernità, con un focus sull’importanza delle trascrizioni per il gruppo cameristico. Chiuderanno quindi la giornata Two Sketches for string quartet di Pochon (secondo violino del Flonzaley): Lord Gregory e My love, she’s but a lassie yet.
L'ingresso è libero e non è necessaria alcuna prenotazione
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