All’Appennino tosco-emiliano il premio “Parchi Emissioni Zero 2026” di Legambiente
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All’Appennino tosco-emiliano il premio “Parchi Emissioni Zero 2026” di Legambiente
Il riconoscimento per la gestione sostenibile delle foreste e dei servizi ecosistemici. Il Parco tra le aree protette italiane protagoniste della transizione ecologica
Il Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano è tra le cinque aree protette italiane premiate da Legambiente con il riconoscimento “Parchi Emissioni Zero 2026”, assegnato alle migliori buone pratiche sviluppate nei parchi nazionali e regionali per accompagnare i territori verso la neutralità climatica.
Il premio è stato consegnato nell’ambito della serata conclusiva di Festambiente, l’eco-festival nazionale di Legambiente in Maremma, che quest’anno ha posto al centro dell’attenzione il ruolo delle aree protette nella tutela della biodiversità e nella transizione ecologica del Paese. Il riconoscimento assegnato al Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano riguarda la categoria “Gestione sostenibile delle foreste e delle filiere forestali” e premia il percorso intrapreso dall’Ente per la doppia certificazione internazionale FSC e PEFC relativa alla Gestione Forestale Sostenibile e ai Servizi Ecosistemici.
Un risultato che premia un modello di gestione capace di coniugare tutela della natura, contrasto ai cambiamenti climatici e valorizzazione delle risorse del territorio.
“Siamo particolarmente orgogliosi di questo riconoscimento – sottolinea il Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano – perché valorizza un percorso concreto e di lungo periodo. La doppia certificazione FSC e PEFC ci permette di riconoscere e misurare il valore della gestione responsabile dei nostri boschi e dei servizi che gli ecosistemi forestali offrono alla collettività. In un momento in cui gli effetti della crisi climatica sono sempre più evidenti, investire nella salute e nella resilienza delle foreste significa investire nel futuro dell’Appennino.”
Oggi il sistema di certificazione coinvolge 43 membri e 52 unità di gestione, con 34.834 ettari certificati FSC, tra boschi e aree aperte, e 28.515,98 ettari certificati PEFC per le superfici forestali. La certificazione riguarda anche i Servizi Ecosistemici: per FSC sono riconosciuti quelli legati a carbonio, biodiversità, acqua, suolo e turismo, mentre per PEFC quelli relativi a carbonio, biodiversità e turismo.
A questo percorso si affianca il sistema dei Crediti di Sostenibilità, attraverso cui i benefici generati dalla gestione sostenibile delle foreste possono essere certificati e valorizzati. Nel 2026 sono stati certificati 11.693 crediti, mentre complessivamente sono 66.396 i crediti certificati, dei quali 18.293 già venduti.
Numeri che raccontano un modello nel quale la tutela del patrimonio naturale diventa anche uno strumento concreto di sviluppo sostenibile, capace di generare valore per le foreste, per le comunità e per l’intero territorio dell’Appennino.
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