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  • 22/07/2026 12:13

Forum della Pace “ripudiamo la guerra” - Lucca e Abderrahim Fakir

Domenica mattina a Bologna era caldo ed afoso a Bologna. Abderrahim Fakir era cardiopatico e soffriva di crisi respiratorie. Alcuni testimoni (tra cui Parveen Akhrar, casalinga, pakistana di 73 anni) hanno detto che stava male e stava chiedendo aiuto, probabilmente aveva un problema. Anzi due. La sua faccia non era abbastanza “italiana” per gli agenti che sono intervenuti.
Le immagini diffuse mostrano Abderrahim immobilizzato a terra da due agenti, ammanettato e con il volto contro l’asfalto, mentre chiede ripetutamente aiuto e manifesta difficoltà respiratorie, fino a perdere conoscenza.
Il Forum della Pace di Lucca esprime dolore, indignazione e solidarietà alla famiglia e alle persone care di Abderrahim Fakir, lavoratore di origine marocchina di 42 anni, assassinato il 19 luglio a Bologna durante un intervento di polizia. Denunciamo la violenza feroce esercitata durante il fermo e anche noi chiediamo che sia accertata ogni responsabilità per la morte di Abderrahim, senza coperture istituzionali, zone d’ombra o forme di impunità.
Denunciamo la dimensione razzista e sistemica di una violenza istituzionale che colpisce con particolare frequenza persone migranti, spesso oggetto di pregiudizi razziali, povere o considerate socialmente marginali.
Riteniamo gravissimo anche il comportamento del personale sanitario presente sul posto: dal video emerge che gli operatori assistono alla scena mentre Abderrahim invoca aiuto, senza che risulti un intervento tempestivo volto a interrompere l’immobilizzazione e prestargli soccorso.
Chiediamo un’indagine rapida, indipendente e trasparente, l’acquisizione e la pubblicazione integrale delle registrazioni delle bodycam, la tutela dei testimoni e il pieno coinvolgimento della famiglia attraverso i propri legali e consulenti. Chiediamo che le responsabilità siano accertate non soltanto in relazione all’operato degli agenti, ma anche rispetto alle azioni e alle omissioni dei sanitari presenti.
Respingiamo ogni tentativo di spostare l’attenzione sulla condotta precedente di Abderrahim: nessun comportamento può giustificare un’immobilizzazione potenzialmente letale né l’inerzia di fronte alle richieste di soccorso.
La morte di Abderrahim si inserisce nel clima repressivo alimentato dai ripetuti decreti sicurezza, che criminalizzano il dissenso e colpiscono soprattutto persone migranti e marginalizzate. Il Forum della Pace denuncia la deriva sempre più inquietante del controllo sociale, vicina anche ai metodi dell’ICE statunitense: un processo che normalizza pratiche coercitive e violenze istituzionali potenzialmente letali. Aderiamo infine alla richiesta di verità e giustizia per Abderrahim Fakir e ci uniamo alle mobilitazioni contro il razzismo, la violenza istituzionale e l’impunità degli agenti implicati in questi tipi di condotta.


Forum della Pace “ripudiamo la guerra” - Lucca

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