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  • 21/07/2026 15:23

QUARANT’ANNI DI SLOW FOOD

QUARANT’ANNI DI SLOW FOOD:
dal diritto al piacere alla sostenibilità ambientale e sociale



LUCCA, 21 luglio 2026 - Quarant’anni di Slow Food, di cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti: un traguardo da festeggiare e celebrare, anche a Lucca, cogliendo l’occasione per ricordare e omaggiare pubblicamente anche l’ideatore e fondatore dell’associazione, patrimonio ormai internazionale della tutela della biodiversità e dei tempi della terra, del cibo a chilometri zero e del lavoro agricolo, Carlo Petrini, scomparso lo scorso 21 maggio, appena due mesi fa. L’appuntamento inizia domenica 26 luglio, con una cena in piazza San Francesco, e prosegue fino al 2 agosto con menù speciali nelle sette osterie del territorio presenti nella Guida Osterie d’Italia di Slow Food, tutti dedicati a uno dei grandi protagonisti della cucina lucchese: il pomodoro canestrino presìdio Slow Food. 

L’iniziativa è promossa da Slow Food Lucca, Compitese e Orti Lucchesi dalle sette osterie lucchesi della rete Slow Food Lucca, Compitese e Orti Lucchesi dagli Osti di piazza San Francesco e dalle associazioni Fermento e Comitato Popolare di piazza San Francesco.


Gli eventi sono stati presentati questa mattina in una conferenza stampa a cui hanno partecipato Massimo Rovai, presidente Slow Food Toscana, Marco Del Pistoia, referente regionale dei Presidi Slow Food, Stefano De Ranieri in rappresentanza delle Osterie lucchesi presenti in guida Slow Food Italia e del gruppo Osti di San Francesco.

LA CENA IN PIAZZA. Primo appuntamento della settimana dedicata al canestrino sarà la serata in piazza San Francesco, in programma domenica 26 luglio, a partire dalle 19.15.  Si inizia con un aperitivo a cura delle sette osterie lucchesi presenti nella Guida di Slow Food (Osteria da Gigi, Osteria di Lammari, Ristorante Mecenate, Locanda Buatino, Osteria dal Manzo, Osteria Meati, Locanda Posapiano) per proseguire poi con la cena, preparata dagli Osti di San Francesco, insieme all’associazione Fermento e al Comitato Popolare di piazza San Francesco. Il menù della cena, con i doverosi adattamenti per intolleranze e allergie e realizzato esclusivamente con presidi Slow Food e prodotti dell’Arca del Gusto, prevede l’antipasto con scarpaccia, formaggi di Monica di Valgiano, prosciutto Bazzone della Garfagnana e pane di patate della Garfagnana, pappa al pomodoro canestrino e spezzatino di carne di razza garfagnina accompagnato da stringhe in umido. Si chiude in dolcezza con le pesche del Morianese al vino. Il costo per la cena è di 30 euro a persona (27 per i soci slow food). Sono disponibili 150 posti a sedere: la prenotazione è obbligatoria al numero 329.7399748.

La serata sarà arricchita dalla presenza di espositori Slow Food, con la dimostrazione dell’utilizzo della cassetta di cottura, e dei banchi dell’azienda agricola Calafata, della bottega Equinozio, dell’Apicoltura biologica Stefania Costanza e del bioagriturismo Alle Camelie. La piazza sarà inoltre allestita con la mostra delle vignette di Sergio Staino “Cavoli a merenda”, alla presenza della figlia dell’autore, Ilaria Staino, e animata dalla musica da strada live della Manolo Strimpelli Nait Orkestra. In piazza, a cena, inoltre sarà presente Luca Marinotti, vice presidente di Slow Food Italia.

LA SETTIMANA DEL CANESTRINO. Per tutta la settimana, fino al 2 agosto, le sette osterie  lucchesi presenti nella Guida Osterie d’Italia di Slow Food proporranno un fuori menù dedicato al pomodoro canestrino. All’Osteria da Gigi (piazza del Carmine, Lucca) saranno preparate tagliatelle fatte in casa con canestrino, ricotta salata e rucola; all’Osteria di Lammari (via Lombarda, 143), sarà presente invece la passata di ceci, canestrino e cipolla fresca. E ancora, il ristorante Mecenate (via del Fosso, 94) presenterà tacconi casalinghi con canestrino fresco, pepolino e pecorino. Un tuffo nel passato con il canestrino ripieno anni Ottanta della Locanda Buatino (Borgo Giannotti, 508) e uno in Spagna con il gazpacho di canestrino dell’Osteria del Manzo (via Cesare Battisti, 28). Chiudono le proposte le linguine al canestrino e burrata dell’Osteria Meati (via per Gattaiola e Meati, 1237) e l’insalata di canestrino, pane fritto e maionese al basilico della Locanda Posapiano (via Stefanini, 14, Montecarlo).

LA SENSIBILIZZAZIONE. I quarant’anni di Slow Food sono, però, soprattutto l’occasione per innescare una riflessione necessaria sul cibo, sulla sua qualità e sulla sostenibilità ambientale e sociale. L’attività di Slow Food, infatti, punta a tutelare l’alimentazione come atto politico e culturale, inevitabilmente legato alla giustizia sociale e alla salvaguardia dell’ambiente e delle biodiversità. Si rivendica, quindi, il diritto di accesso al cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti, attraverso la sensibilizzazione continua e la valorizzazione di una rete globale che unisce cuochi, contadini, accademici e cittadini.

LA SALVAGUARDIA DEI LEGUMI LOCALI. È in questo ambito che si sviluppa il progetto di recupero e consolidamento delle produzioni di legumi locali, che intende rivitalizzare la produzione tradizionale della Lucchesia. L’obiettivo è avviare una strategia per unire ambiente, economia locale, cultura del cibo e partecipazione della comunità istituendo un fondo rotativo mutuale che servirà come compartecipazione dei costi sostenuti da parte dei produttori in modo da ripartire fra sostenitori e produttori il rischio di annate negative,  ormai frequenti a causa dei cambiamenti climatici e di eventi atmosferici eccezionali.

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