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  • 03/02/2026 08:39

Manifattura Tabacchi: riqualificazione sì, ma a quale prezzo?


Apprendiamo dalla stampa, e dall’albo pretorio del Comune di Lucca, che nella giornata del 31 Gennaio è stato dato avvio al bando che porterà alla possibile riqualificazione di una porzione della Manifattura Tabacchi (circa 13.000 metri quadri).
Senza approfondire troppo sembra questa essere un’operazione meritoria, volta a risolvere il ventennale problema della Manifattura e della sua destinazione.
Le problematiche arrivano nel momento in cui si va ad affidare la riqualificazione ad un soggetto privato, pur tenendo la proprietà pubblica dell’immobile.
Il capitolato del bando afferma che saranno principalmente considerate per l’assegnazione le funzioni sociali e culturali offerte al pubblico. Questo in sé è un dato positivo ma il bando prevede anche la destinazione degli spazi a funzioni commerciali, turistiche e ricettive, che serviranno, evidentemente, a far rientrare il gestore delle spese sostenute per la riqualificazione.
Ciò è un modello già applicato in moltissime città italiane, dove partendo da un progetto di partenariato pubblico-privato, la soglia pubblica, di fruizione da parte dei cittadini di servizi ed utilità si riduce sempre più in funzione del guadagno derivante da negozi, strutture turistiche ed altro. Questo è il caso di alcuni student hotel a Bologna, nati per ospitare gli studenti in cerca di un alloggio e finiti ad essere degli hotel in piena regola, dediti ai turisti.
Irrisorio è pure il canone richiesto dal comune per l’utilizzo delle strutture: poco più di un milione di euro in 50 anni. 22.000 euro l’anno. 1800 euro al mese.  

Ed infine. Che ne sarà della porzione venduta nel 2021 ad una società di comodo, la Goodcity srl? Dopo anni ancora la situazione non è chiara, nonostante ad oggi sia consigliere comunale di spicco quell’ Elvio Cecchini, che fu in prima linea contro la svendita di quel patrimonio immobiliare.
Come Circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista monitoreremo attentamente la situazione, sostenendo sempre che la riqualificazione dei luoghi parte dal basso, dalla partecipazione della cittadinanza e con un forte ruolo del pubblico e delle istituzioni.

Circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista

I commenti

Chi è Catarella??? Forse vuol dire Catella?? No, allora non ha capito. Il garante locale sarebbe stato la Fondazione CRL, mentre Catella era solo un privato che, come tutti i privati che fanno il loro mestiere, cercava di guadagnarci. La Fondazione CRL è una struttura locale che in parte è controllata dalla politica e che, comunque:

1. Deve rispondere a Lucca ed ai lucchesi di quello che fa (al contrario di qualsiasi privato)
2. Ha l'obbligo di legge di reinvestire sul territorio della provincia di Lucca tutto quel che guadagna. Facile capire che, se l'operazione immobiliare su ex Manifattura Sud fosse andata bene, allora i soldi introitati dalla Fondazione sarebbero rimasti al territorio (al contrario di quelli introitati dai privati di prima e da quelli di poi).

D'altro canto la Fondazione, che avrà i suoi difetti, mi pare abbia prodotto, negli ultimi anni alcuni effetti positivi; tra i tanti Le ricordo:

1) Recupero del complesso di San Francesco, che se la F. non fosse intervenuta, sarebbe un bel rudere
2) Consolidamento dell'università (IMT), che senza la Fondazione e senza il recupero del San Francesco (dove IMT ha la sede principale) avrebbe avuto buone possibilità di essere riassorbita dal sistema universitario pisano, lasciando a Lucca, si e no, una sede per fare due o tre conferenze all'anno.
3. Recupero e funzionamento del complesso di San Micheletto, dove funziona la Fondazione Ragghianti. Se la F. CRL non fosse intervenuta il San Micheletto sarebbe un altro rudere o sarebbe privatizzato e trasformato nell'ennesimo cubotto di appartamenti per non residenti; allo stesso modo la F. Ragghianti sarebbe una struttura dove, si e no, si farebbero due o tre conferenze l'anno.

Concludendo F. CRL sarebbe stata, per l'operazione Manifattura, un garante locale forte e di altissimo livello e questo non in base ad ipotesi, ma in base ai fatti rappresentati da quello che, negli anni la F. ha fatto. Ora vediamo se il bando comunale attrarrà privati capaci di investire, ovvero dotati di palanche e capacità imprenditoriale. In ogni caso l'operazione sarà garantita da nessuno.

Anonimo - 06/02/2026 01:09

lei scrive "Sia però chiaro che la proposta di COIMA aveva un garante locale di altissimo livello come Fondazione CRL" . E chi sarebbe Catarella? ma mi faccia il piacere !!!

Anonimo - 04/02/2026 08:33

I casi sono due. Il caso 1 consisterebbe nel restaurare tutto il complesso a spese pubbliche e usandolo poi nell'interesse pubblico. Un'operazione del genere sarebbe possibile solo se:

A) A Lucca ci fosse bisogno di una grande sede giudiziaria (tanto per esser chiari la famosa Corte d'Appello) e questo oggi non è
B) A Lucca ci fosse bisogno di un grande spazio per i militari, ma a Lucca i militari non ci sono più (e fu un errore enorme farli andar via)
C) A Lucca ci fosse bisogno di grandi spazi per l'alta formazione (università e conservatorio), per i musei comunali e per la ricerca.

Francamente il punto C lo avrei esplorato bene, per esempio parlando con IMT, che mentre si privatizza la Manifattura compra spazi nella zona Est del centro, con Campus (ma esiste ancora la convenzione per spostare il CdL in Scienze del Turismo in Manifattura Nord?? Oppure tutto è tramontato?) e con il Boccherini, che prospettive di crescita le avrebbe.

Forse una politica culturale di ampio respiro è superiore alle forze della politica lucchese!! Lasciamo perdere i musei comunali per carità di patria.

Passando al punto 2 è ovvio che, se non sussiste un interesse pubblico, si debba ricorrere ai privati. Se si ricorre ai privati mi pare naturale che chi investe debba guadagnarci, perché i privati devono far tornare i conti. L'unica proposta privata seria mai giunta sul tavolo del Comune di Lucca è stata quella di COIMA/Fondazione CRL. Provvidero a bocciarla ed il dibattito ha avuto aspetti ridicoli e fuorvianti. Alla fin della licenza il Comune ritenta con i privati; ammesso e non concesso che li trovino, state tranquilli che la proposta che arriverà non potrà essere tanto diversa da quella di COIMA, dunque ci saranno negozi, ecc. I privati devono guadagnarci!!! Sia però chiaro che la proposta di COIMA aveva un garante locale di altissimo livello come Fondazione CRL, quella che arriverà presenterà molte meno garanzie per la città. Comunque stiamo a vedere. Quando una proposta ci sarà tutti potranno analizzarla.

Anonimo - 03/02/2026 21:58

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