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  • 06/01/2026 11:46

PFAS ACQUE POTABILI A LUCCA

Alla c.a del Sindaco di Lucca, degli Assessori Regionali all’Ambiente ed alla Sanità della

Regione Toscana, della Direzione Arpat di Lucca, della Direzione Asl Nord Ovest.

Con la presente desideriamo portare alla vostra cortese attenzione una questione delicata

riguardante la qualità delle acque destinate all'uso umano, provenienti dalla falda idrica

superficiale situata in località San Filippo, nel Comune di Lucca. Tali acque, immesse nella

rete acquedottistica previa filtrazione da parte del gestore locale del servizio idrico,

risultano interessate da problematiche legate alla presenza di varie sostanze inquinanti. In

particolare, è stata segnalata la presenza di acidi appartenenti alla famiglia dei PFAS,

come rilevato dall’Agenzia Regionale ARPAT il 3 marzo 2024, con una concentrazione

complessiva di 107,8 ng/l, somma delle sei sostanze analizzate. Successive analisi

condotte e pubblicate dall’associazione Greenpeace tra luglio e ottobre 2024 hanno

evidenziato valori di 54,2 ng/l e 22,7 ng/l nelle acque estratte, trattate e successivamente

distribuite. In aggiunta, chi scrive ha commissionato un ulteriore campionamento il 1°

dicembre 2025, sottoponendolo ad analisi presso un laboratorio certificato. I risultati hanno

mostrato una concentrazione di 25,1 ng/l, sempre come somma delle stesse sei sostanze

precedentemente analizzate, oltre alla rilevazione di acido perfluorometansulfonico

(PFMS) per 4,4 ng/l, non incluso nella sommatoria, e di acido trifluoroacetico (TFA) con un

valore pari a 117,2 ng/l. Tali parametri aggiuntivi sono attualmente oggetto di dibattito

scientifico e non ancora regolamentati dalle normative vigenti. Negli ultimi due anni, la

questione ha suscitato un ampio dibattito pubblico nella città di Lucca, con dichiarazioni

rassicuranti da parte del Gestore del servizio idrico e del Comune. Tuttavia, non sono stati

forniti dati ufficiali relativi alle analisi di controllo qualità delle acque immesse in rete dal

campo pozzi in relazione alla presenza di PFAS.

Ci rivolgiamo a voi in data odierna anche perché il governo italiano ha adottato le nuove

regole europee sui PFAS ammessi nell'acqua potabile. Queste regole stabiliscono un

limite massimo di 100 nanogrammi per litro per la quantità totale di PFAS nell'acqua

potabile e un limite ancora più basso di 20 nanogrammi per litro per la somma di 4

sostanze tra le 6 controllate.

Da quanto sappiamo (come si vede nel documento ARPAT allegato e relativo ai soli livelli

di PFBA nelle acque sotterranee), questa sostanza è presente in quantità significative tra

le 6 monitorate, ma non rientrerebbe nel calcolo delle 4 sostanze per il limite di 20

nanogrammi per litro consentito. ARPAT, però, ritiene che la sua presenza renda l'acqua

di quella falda "probabilmente a rischio", come indicato nella scheda tecnica allegata.

Considerando tutto ciò, vi chiediamo di rassicurarci sulla reale sicurezza di queste acque,

dato che la legge italiana che recepisce le regole europee, cui facciamo riferimento è

entrata in vigore il 18 luglio scorso.

Ci chiediamo anche se, in questa situazione particolare, non sia necessario agire con

estrema cautela, interrompendo la fornitura di acqua per uso umano proveniente dalla

falda e avviando subito progetti e lavori per proteggere gli impianti.

Confidando in una vostra risposta rapida e precisa, vi salutiamo cordialmente.



A nome del Forum Acqua Pubblica e Si-Cura di Lucca

Baronti Eugenio, Bianucci Daniele, Bertini Virginio, Fatarella Maurizio, Galeotti Franco,

Lombardi Mirco, Manfrotto Marinella, Panigada Tommaso, Santambrogio Enrico, Strambi

Giulio, Tronchetti Cristina, Venturini Ugo

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