Cent’anni di una voce che attraversa l’inverno
La sera del 5 gennaio 1926 ...

CICOGNA 2.0
Jelena è nata e vive in un piccolo paese del Kosovo.
Jelena è una roda, una cicogna. Nessuno deve sapere quale sia il suo lavoro; è un segreto, soprattutto per amici, parenti e villaggio.
Ha prestato il suo utero a chi non poteva avere figli, anzi, in un mondo dove le parole rivestono estrema importanza, ha venduto, noleggiato, affittato il proprio utero, perché nel mondo ricco, eterosessuale ed omosessuale, il figlio è un diritto, che se non si ottiene per grazia, fortuna e natura, si compra con il danaro.
Il costo di un bambino fatto e finito, esente da difetti, con ragionevole garanzia, varia da 35.000 a 50.000 euro; la quota che percepisce la cicogna, la donna, che ha subito l’impianto, che lo ha portato in grembo per nove mesi e che lo ha partorito, solitamente è di 5.000 euro. Spesso le “rode” vengono convinte a vendersi, spinte anche una povertà estrema che apparentemente non lascia scelta.
I negozi dove commissionare il prodotto sono sparsi ovunque, alla portata delle diverse esigenze e possibilità:
Biotexcom, Kiev, Ucraina
Mediterranean Fertility Institute, Creta, Grecia
Feskov, Praga, Repubblica Ceca
Interfertility, Madrid, Spagna
Human resources, Charkiv, Ucraina
Gestife, Barcelona, Spagna
Growing generations, Londra, Regno Unito, con filiali negli Stati Uniti e in Canada, loro però sono cari; per il tuo bambino su misura, puoi arrivare a spendere sino a 3 volte di più, 150.000 euro.
Vorrei vivere in un mondo dove la maternità surrogata venga abolita, e dove invece tanti bambini orfani e privi di futuro possano essere adottati, e cresciuti con Amore da coppie che non possono avere figli.
Spero che questo post non fomenti inutili polemiche, ma sia uno spunto di riflessione per gente di buon senso, per chi non si adegua al pensiero unico, e vuole approfondire cosa ci sia dietro tanti slogan vuoti
Abolire una pratica così umiliante, meschina e dannosa, significherebbe riconoscere alle donne il fatto di non essere mere fattrici. Significherebbe dare loro dignità. Sicurmente si continuerà a farlo, però, non incentiviamolo.
Valeria
Anche se qualcuno dovesse "abolire" questa pratica, uno ricchissimo e disposto a pagare troverebbe sempre qualche donna povera disposta a fargli un figlio. La proibizione farebbe solo aumentare i prezzi.
anonimo - 24/03/2023 02:19La sera del 5 gennaio 1926 ...
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