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  • 19/12/2022 19:38

AAUDIOCOOP FAVOREVOLE ALL’INTERVENTO DI BEATRICE VENEZI, CONSULENTE PER LA MUSICA

AAUDIOCOOP FAVOREVOLE ALL’INTERVENTO DI BEATRICE VENEZI, CONSULENTE PER LA MUSICA DEL MIC Un giusto intervento a favore di quote per le produzioni indipendenti in radio e tv AUDIOCOOP: GRANDE APPREZZAMENTO PER L’INTERVENTO SU LA STAMPA DI BEATRICE VENEZI, CONSULENTE PER LA MUSICA DEL MINISTERO DELLA CULTURA, PER LA RICHIESTA DI QUOTE PER INDIPENDENTI IN RADIO E TV SI ‘ A RINNOVAMENTO FUS, SOSTEGNO WELFARE ARTISTI, MAGGIORE DIFFUSIONE PER LA CONOSCENZA DEGLI SGRAVI PER LE IMPRESE, SI A TAVOLO INTERMINISTERIALE: CONCORDIAMO CON TUTTE LE PROPOSTE DEL CONSULENTE PER LA MUSICA E PROPONIAMO UN INCONTRO E UN TAVOLO RAI-INDIPENDENTI PER CONCRETTIZARE LA PRIMA AZIONE A FAVORE DELLE QUOTE MUSICALI. AudioCoop, il coordinamento di 250 piccoli editori e produttori discografici indipendenti italiani, che fa da primo scouting, attraverso le sue prime produzioni, a tanta nuova musica italiana, ha letto e apprezzato l’intervento, uscito due giorni fa su La Stampa, di Beatrice Venezi, Consulente pe la Musica del Ministero per la Cultura, che ha sostentuto, come noi sosteniamo da tempo, l’inderogabile necessita’ di un rinnovamento del Fondo Unico per lo Spettacolo per un’apertura ai nuovi soggetti della musica popolare contemporanea, capaci di rinnovare teatri e agenzie e tutta la filiera della musica, cosi come siamo d’accordo sulla necessita’ di un sostegno continuato alla comunita’ degli artisti per ridurre la precarieta’ del settore. E’ inoltre con particolare piacere che supportiamo la sua richiesta di rendere ancora piu’ note le opportunita’ di sgravi e bonus possibili alla piu’ ampia platea possibile di utilizzatori come l’Art Bonus, che proponiamo di allargare anche ai festival musicali, come il Tax Credit per le opere prime e dei videoclip dove invitiamo la burocrazia a facilitare l’accesso coi documenti da presentare e ad abbattere ogni paletto limitativo per la partecipazione altrimenti resteranno sempre poche decine di domande come fatto fino ad ora sempre a favore di major e grandi case discografiche, così come applaudiamo alla sua richiesta di quote in tv e radio per le etichette indipendenti italiane, almeno fino al 40% come nei paesi avanzati, che limitino la presenza della major, che come e’ normale hanno interessi opposti per la loro natura a quelli delle etichette e imprese totalmente italiane e totalmente indipendenti , e che favoriscano la pluralita’ delle proposte musicali che nascono dal basso e che se nella prima fase di produzione e realizzazione di tour, festival, contest e live per indipendenti ed emergenti trovano la presenza di almeno una dozzina di generi e stili poi , con il “tappo” dei media radio e tv, si limitano a tre generi e stili, in linea di massima quelli prodotti dalle major, mentre quelli totalmente indipendenti restano ai margini, così come si realizza allo stesso modo anche una diminuzione della presenza femminile nella musica in radio e tv mentre e’ molto piu’ presente dal basso.. Per tale moitvo riteniamo utile e urgente un Tavolo di Lavoro degli Indipendenti con la Rai per attivare almeno con il servizio pubblico intanto la proposta di quote per indipendenti in radio e tv. Siamo infine favorevoli, e anche questo l’abbiamo proposto a piu’ riprese,. a tavoli comuni interministeriali per il settore, come a un Tavolo comune con il Ministero dell’Istruzione per lavorare insieme a un percorso nuovi di musica nelle scuole, così come riteniamo utili altri tavoli interministeriali come quello con il Mise per affrontare insieme lo stato di crisi in cui versa il settore della musica. Riteniamo percio’ l’intervento di Beatrice Venezi un primo passo importante per un nuovo approccio al settore della musica e per tale motivo siamo a dare fin da ora la nostra disponibilita’, anche attraverso un incontro, con idee , proposte e suggerimenti concreti, che hanno sempre contribuito a cercare di dare maggiori opportunita’ a chi lavora per rinnovare tutta la musica mantenendo un legame con le tradizioni e ii territori. Infatti e’ a gravissimo rischio cancellazione tutta la filiera della nuova musica italiana che si realizza al 100% grazie agli investimenti, alle competenze, alla passione delle piccole, piccolissime e microimprese della discografia musicale indipendente ed emergente italiana tutta e solo Made in Italy, per l’azzeramento degli introiti per gli esordienti, gli emergenti e gli artisti prodotti e distribuiti dai produttori totalmemente indipendenti , fuori da ogni circuito delle major (l’80% delle produzioni musicali ogni anno) dalla distribuzione digitale che non remunera piu’ in alcun modo i nuovi artisti indipendenti ed emergenti ed esordienti rischiando di inaridire la pianta dell’innovazione musicale, cosi come non remunera piu’ praticamente nulla la riscossione dei diritti d’autore e connessi visto che tali produzioni non riescono piu’ a passare nei Big Media presidiati solo dagli artisti Major delle multinazionali che non lasciano spazi a produzioni indipendenti (se non salvo rarissime eccezioni) in Rai e Privati), mentre con la ripartenza generale di tutti i live i dati di questa prima estate ci raccontano che sono sempre e solo i big a raccogliere quasi il totale del fatturato lasciando a secco tantissimi artisti indipendenti piccoli e medi. Insomma, siamo di fronte a un grave rischio di perdita di una filiera fondamentale della cultura del nostro paese al pari della perdita di una filiera importante dell’agricoltura. Tra le tante proposte, noi infatti chiediamo come avviene in Francia dal 1992 e in tanti altri paesi francofoni e del Nord Europa e di altre zone del mondo (Spagna, Canada, etc.) : il 40% delle proposte musicali nelle 24 ore di una tv e radio nazionale e multiregionale deve essere a favore di etichette discografiche indipendenti totalmente slegate dalle major, questo e’ favorire il circuito indipendente ed emergente vero e reale e la diversita’ musicale. Insomma, uno spazio vero e e reale di mercato (ogni inesistente) per tutti coloro che non hanno mai visto un Big Media passare un loro brano (escluse rarissime eccezioni) neanche con il binocolo pur facendo prodotti di altissima qualita’ artistica. Sara’ una delle nostre prime proposte a favore delle piccole e piccolissime imprese di produttori discografici indipendenti Made in Italy che permette alla produzione indipendente ed emergente 1) di farsi conoscere ed avere visibilita’ 2) di poter ottenere diritti d’autore e connessi dalla diffusione 3) di poter ottenere piu’ ingaggi live 4) durante i live di poter vendere il proprio merch compreso supporti fisici. Inoltre riteniamo che come hanno fatto altri Paesi come la Francia e la Germania serva un tavolo di confronto con le piattaforme multinazionali di distribuzione digitale presenti in Italia perche’ diano 1) piu’ royalties agli artisti piccoli emergenti indipendenti esordienti 2) maggiori diritti d’autore 3) investano una quota dei loro profitti realizzati in Italia almeno un quarto nell’investimento sui giovani artisti del nostro paese. Infine, la necessita’ di poter supportare anche il live del settore allargando il FUS ai festival pop rock (oggi non vi possono partecipare) e a sostegni a Festival Storici dell’ambito pop e ai Club Storici del pop come fossero Teatri e Cinema e Festival e Rassegne di Cinema e Teatro. Infine, va insediato presso il MIC un Tavolo della Musica e dello Spettacolo dal Vivo che contenga le maggiori voci rappresentative dalle piu’ grandi realta’ fino alle piu’ piccole , va sensibilizzato il MISE sullo stato di crisi del settore per l’apertura di un tavolo, sono infatti ben 90 mila i posti di lavoro persi da quetso settore dal 2019, e vanno realizzati i decreti attuativi del Codice dello Spettacolo per renderlo attivo cosi come va avviata la nuova Riforma sul Welfare dello Spettacolo cosi come una verifica sui fondi del PNRR a favore della musica e dello spettacolo vanno senz’altro monitorati e attenzionati mentre stanno per uscire i bandi sul digitale e snelliti gli sgravi e il tax credit e i bonus per la musica favorendo la semplicita’ burocratica e l’accesso anche alle piu’ piccole realta’. Infatti quasi il 90% del mercato e’ in mano alle major (75 direttamente e un’altra quota con distribuzioni e altre comproprieta’), si sono persi 90 mila posti di lavoro dal 2019 nel settore spettacolo dal vivo per lo piu’ musicale secondo i dati Inps/exEnpasl pubblicati sul bellissimo libro su Lavoro Culturale e Occupazione a cura di Antonio Taormina e tanti altri esperti ai quali vanno aggiunti secondo le stime di molte associazioni del settore altri 20/30 mila posti persi dal mondo del sommerso, lo streaming remunera oramai quasi zero per gli artisti e le etichette totalmente indipendenti e gli esordienti autoprodotti (sono solo poche centinaia di big delle major che riescono a monetizzare sullle piattaforme digitiali in modo consistente e significativo, mentre le altre decine di migliaia di artisti restano al palo) mentre Spotify viene condannata per la seconda volta per la creazione di artisti fake che danneggiano proprio gli artisti emergenti indipendenti, non certo i big delle major. A cio’ si puo’ aggiungere che su 714 proposte arrivate a Sanremo Giovani, delle quali la stragrande maggioranza provenienti dal mondo totalmente indipendente ed emergente, tra gli 8 finalisti ben 6 sono major. Per non parlare di spazi in big radio e tv dove gli indipendenti non entrano neanche sbirciando da fuori con il binocolo. Qui siamo a percentuali allarmanti e preoccupantissime a vantaggio delle multinazionali (che tra l’altro quest’estate hanno fatto anche incetta di incassi sul live con tutti i big in tour nei grandi spazi) ben oltre la soglia del 40% minimo del mercato alle aziende italiane della musica che invece viene garantito in Francia e in tanti altri paesi avanzati a tutela delle piccole imprese indipendenti del proprio paese. Serve un intervento urgente del Governo, oltre alle proposte presenti nell’articolo, anche per un sostegno a un festival totalmente indipendente nazionale e annuale che diventi la vetrina della musica indipendente Made in Italy del nostro paese in Rai oggi assente e a una piattaforma nazionale digitale oggi assente che valorizzi (mettendo insieme quelle pubbliche e private esistenti e facendolo gestire da un consorzio privato di produttori indipendenti) il Made in Italy musicale nel mondo realizzato da un migliaio di etichette indipendenti produttivamente e con la distribuzione affinche ‘ creino come fu per il mercato fisico un mercato indipendente alternativo alle major oggi monopoliste in Europa con due soli marchi rappresentativo della filiera della nuova musica italiana che altrimenti rischia di inaridirsi per sempre non riscuotendo piu’ alcun tipo di introito significativo. Siamo lieti di questo primo intervento a favorire del Made in Italy della musica del nostro paese che rappresenta l’80% delle produzioni musicali nazionali dei piu’ diversi generi e stili e il 70% degli eventi musicali, quelli piu’ piccoli e a km zero, e si resta a disposizione fin da ora per un incontro e per ogni approfondimento con Beatrice Venezi, AUDIOCOOP _Coordinamento degli Editori e Produttori Discografici Indipendenti Comitato Direttivo (Sangiorgi, Fornari, Mori, Barcellona, Pettinelli) www.meiweb.it

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