• 8 commenti
  • 12/12/2022 21:09

Chiudere pronto soccorso mandare tuti a Pisa

Sanità in crisi Lucca, pronto soccorso sovraffollato. Quiriconi: «Manca il personale» di Gianni Parrini La struttura è in sofferenza: dei circa 29 medici previsti in pianta organica in servizio ce ne sono solo la metà. Il presidente dell’Ordine: serve una riforma o non so cosa succederà






(ndr: foto di archivio)

I commenti

Il pronto soccorso è sempre pieno di gente e pertanto è ovvio che viene utilizzato impropriamente...quindi non è solo un problema di carenza di personale (che comunque esiste)
Il pronto soccorso deve gestire solo situazioni emergenziali; pertanto:
- il ps non deve essere usato per anticipare la data di un esame; devono essere assicurati tempi brevi per gli esami (se necessario con il supporto del privato);
- il ps non deve trattare i codici bianchi; per quello devono esistere dei presidi territoriali; va pertanto rafforzata la figura del medico di base che ad oggi è svilita solo da continui adempimenti burocratici.

anonimo - 15/12/2022 15:43

Lei dice di rivedere le attese in base al colore del codice? Rosso, passi subito, Verde, sei voluto andare al PS per una cretinata, aspetti un'ora?

Anonimo - 15/12/2022 13:34

La soluzione passa da rivedere il modo di lavorare dei medici di famiglia
che ricevono su appuntamento, a casa loro, quando gli pare e che staccano il telefono alle 8 di sera.
Purtroppo qui per ogni cretinata si va al pronto soccorso, magari pure in ambulanza a sirene spiegate.

Anonimo - 15/12/2022 12:47

specialmente se la pigliano sul serio alla lettera,
che come sian messi è poco probabile ma anche possibile.

... - 13/12/2022 21:28

La primavera e l’estate 2022 saranno ricordate, tra le altre cose, anche per la crisi sempre più grave che stanno vivendo i Pronto soccorso e in generale la medicina di emergenza-urgenza. Negli ultimi mesi si sono ripetuti casi di ospedali non più in grado di accogliere pazienti, come al Cardarelli di Napoli che per un momento è stato costretto a chiudere gli accessi ad eccezione dei codici rossi. La medicina di emergenza -urgenza, del resto, sconta anche la sempre più grave carenza di medici: sono 4.200 i camici bianchi mancanti nei Pronto soccorso italiani secondo la Simeu (Società italiana di medicina di Emergenza e Urgenza), un fenomeno aggravato dalle dimissioni dei professionisti gravati da turni massacranti, aggressioni e una remunerazione non adeguata ai carichi di lavoro. Sull’eccessivo affollamento dei Pronto soccorso pesano anche i tanti accessi impropri e le carenze della medicina territoriale che non riesce a fare da filtro. Ne abbiamo parlato con Manuel Monti, da maggio nuovo direttore del Pronto soccorso dell’ospedale di Gubbio–Gualdo Tadino, vicepresidente della Simedet, allievo dell’immunologo Fernando Aiuti e a lungo in forza presso il Policlinico Tor Vergata di Roma.

Dottor Monti, i Pronto soccorso di mezza Italia sono sempre più in difficoltà. Come si può risolvere un problema ciclico come quello dell’affollamento?
«Si tratta di un’emergenza che dura da tanti anni. Il problema principale del Pronto soccorso è che ormai è diventato un punto di riferimento delle persone che hanno necessità e si trovano in difficoltà, un fenomeno aggravato anche dalla pandemia. È fondamentale che ci sia una riorganizzazione del Pronto soccorso che deve avere un ruolo chiave all’interno dell’ospedale, deve diventare il capofila di tutti i servizi affinché le persone possano trovare una risposta all’interno del dipartimento emergenza-accettazione».

L’idea di avere degli ospedali di comunità all’interno delle strutture ospedaliere può aiutare?
«Può essere utile, ma va fatto bene, con criteri certi, coinvolgendo sia i professionisti che lavorano in Ps che quelli che lavorano sul territorio. Non devono diventare degli ospedali di scarico. Invece attraverso un forte coordinamento tra i vari attori può avere un ottimo risultato».

Ci sono ancora molti accessi impropri?
«Sicuramente. Molte persone vengono perché hanno difficoltà. Non è colpa loro, è improprio perché non è un’urgenza ma evidentemente hanno esigenza, una difficoltà e vengono al Ps per cercare di risolverla. Diventa fondamentale che le strutture territoriali rispondano h24, sette giorni su sette dando delle risposte efficaci come quelle del Pronto soccorso».


concordo col post - 13/12/2022 18:34

certo e dei cretini che non leggono articolo e non capiscono il senso rendendosi ridicoli

gianni - 13/12/2022 18:33

Ma secondo me basterebbe un decretino che ridefinisca la struttura.
Invece di "PRONTO Soccorso", "Quando Cazzo ci Pare Soccorso - ci abbiamo 2 medici e 1 infermiere, che cazzo pretendete, pezzenti"
Così a costo zero, si risolve tutto.

JD - 13/12/2022 16:48

Chiudere pronto soccorso...
Aalmeno ci si libera prima di tutti i cretini che scrivono e che avrannno bisogno di un pronto soccorso.

... - 13/12/2022 11:01

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