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  • 11/09/2026 08:44

11 settembre 2001-2026: memoria, sicurezza e responsabilità educativa a venticinque anni dagli attentati

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione del venticinquesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001, commemora le 2.977 vittime e richiama l’attenzione sul significato storico, istituzionale e civile di un evento che ha modificato in profondità gli equilibri internazionali, gli strumenti di prevenzione del terrorismo e i modelli di sicurezza adottati negli anni successivi.

L’installazione “2,977 Lights Over New York Harbor”, realizzata a New York con 2.977 punti luminosi, uno per ciascuna vittima, e culminata nella ricostruzione della sagoma delle Torri Gemelle, restituisce alla ricorrenza una dimensione che va oltre il valore simbolico dell’immagine. Il numero delle vittime torna a rappresentare persone e vicende individuali, mentre la distanza di venticinque anni impone di considerare come la memoria di quell’evento debba essere trasmessa a generazioni che non ne possiedono esperienza diretta.

L’11 settembre costituisce ormai un passaggio imprescindibile per comprendere l’evoluzione delle politiche pubbliche del primo quarto del XXI secolo. Gli attentati determinarono un profondo ripensamento dei sistemi di sicurezza, della cooperazione giudiziaria e di polizia, dei controlli alle frontiere e negli aeroporti, della circolazione delle informazioni e degli strumenti destinati alla prevenzione e al contrasto del terrorismo e del suo finanziamento. Ne derivò un processo normativo di ampia portata, sviluppatosi a livello nazionale, europeo e internazionale, che continua a incidere sull’azione delle istituzioni.

La dimensione economica di tale trasformazione non è stata meno rilevante. La sicurezza è divenuta una componente strutturale della programmazione pubblica e dell’organizzazione di numerosi settori produttivi, con effetti sui trasporti, sulle assicurazioni, sui mercati finanziari, sulle infrastrutture strategiche e sui costi sostenuti da amministrazioni e imprese per la gestione dei rischi. L’11 settembre ha quindi lasciato un’eredità che non appartiene soltanto alla storia politica, ma riguarda l’assetto regolatorio ed economico entro il quale ancora oggi operano Stati e operatori privati.

In questo quadro assume particolare rilievo la normativa europea in materia di contrasto al terrorismo, progressivamente consolidata anche rispetto alla prevenzione della radicalizzazione, al finanziamento delle organizzazioni terroristiche e alla cooperazione tra autorità competenti. L’evoluzione normativa dimostra come la risposta a fenomeni di tale complessità richieda strumenti coordinati, capacità preventiva e una costante valutazione dell’efficacia delle misure adottate.

Per la scuola, il venticinquesimo anniversario rappresenta pertanto un’occasione per collocare l’11 settembre nella sua effettiva dimensione storica e istituzionale. Non è sufficiente affidarne la conoscenza alle immagini del crollo delle Torri, per quanto indelebili nella memoria collettiva. È necessario fornire agli studenti gli strumenti per comprendere le trasformazioni normative, economiche e geopolitiche prodotte dagli attentati e il modo in cui la gestione del rischio terroristico abbia progressivamente assunto carattere transnazionale.

Le 2.977 luci apparse nel cielo di New York esprimono efficacemente il rapporto tra memoria individuale e storia collettiva. La loro temporaneità richiama, tuttavia, una responsabilità permanente: impedire che la distanza cronologica riduca l’11 settembre a una sequenza di immagini prive del contesto necessario per comprenderne la portata.

A venticinque anni dagli attentati, commemorare significa dunque non soltanto ricordare le vittime, ma comprendere le trasformazioni che da quel giorno hanno ridefinito sicurezza, istituzioni, economia e relazioni internazionali.

È su questo terreno che la memoria può diventare conoscenza e la conoscenza acquisire un autentico valore formativo.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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