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  • 28/08/2026 16:02

I NEGOZI CONTANO LE PERDITE, SANTINI ORGANIZZA IL PROSSIMO FESTINO

I NEGOZI CONTANO LE PERDITE, SANTINI ORGANIZZA IL PROSSIMO FESTINO 

Nel centro storico i consumi rallentano, le attività fanno i conti e qualche serranda non si rialzerà più. Ma niente panico. A Palazzo Orsetti hanno trovato la cura: I FESTINI DI SANTINI. 
Solo turismo mordi e fuggi? Festino. Commercio in difficoltà? Festino. 
Centro storico che perde negozi? Festino. 
Ristoratori che vedono clienti dividere un piatto in due? Remo, prepara le transenne. Perché nella Lucca di Pardini e dell’assessore al Turismo Remo Santini, sembra valere una nuova teoria economica: SE C’È GENTE IN PIAZZA, ALLORA SONO TUTTI RICCHI! Peccato che Confcommercio racconti un’estate un po’ meno carnevalesca: presenze sostanzialmente stabili, ma consumi in calo. Traduzione per Palazzo Orsetti: la folla non è fatturato. Un turista può passeggiare in Fillungo, fare tre selfie, ascoltare musica, fotografare San Michele e spendere quanto un lucchese fermo al semaforo. 
Ma nella "Repubblica dei Festini", basta vedere una piazza piena per partire con i fuochi d’artificio. E intanto dal 2012 al 2025 dentro le Mura sono spariti 99 negozi al dettaglio. Non li ha chiusi Pardini, naturalmente. Ma oggi governa Pardini. E davanti a un centro sempre più fragile, la domanda è semplice: oltre ai palchi, alle feste, ai coriandoli e alle foto di Santini sorridente, esiste anche una strategia economica? Perché il commerciante non paga le bollette con “l’attrattività”. Non paga gli stipendi con i comunicati stampa. E soprattutto non paga l’affitto con le presenze (mordi e fuggi) turistiche. Lo paga con gli incassi. Quindi magari, prima del prossimo festino, proviamo un esperimento rivoluzionario: CONTARE GLI SCONTRINI INVECE DELLE TESTE IN PIAZZA Perché Santini può organizzare tutte le feste che vuole. Ma se alla fine restano i coriandoli per terra e le serrande abbassate, più che turismo, sembra una festa di chiusura! 

Il Comune Denominatore Lucca
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I commenti

Fortuna che a luccalasvegas c'è fascio seduto, che difende lucca dagli invasori stranieri festanti e i lucchesi dagli sfratti per i tanti b&b.

Anonimo - 01/09/2026 16:52

Classico da manuale!
"l'orchestrina suona mentre la nave affonda".

... - 29/08/2026 16:47

Un si pole vedè....ahahahah

Anonimo - 29/08/2026 16:01

Stavolta studierà il paese dei balocchi, dove i giovani invece che in asini verranno trasformati in votanti felici.

Anonimo - 29/08/2026 14:27

Il commercio è in crisi in tutto il mondo.
A Lucca possiamo dire che resiste grazie al turismo. Un brand dove passa la gente ci sarà sempre, non solo per le vendite al dettaglio nel negozio, ma soprattutto come forma di marketing e immagine.
Ovvio che andrà riprogettata la citta e qui ci dovrà pensare la politica per evitare esagerazioni, come nel caso degli esercizi di somministrazione.
Sui festini penso che dovremmo fare bene gli eventi principali e non crearne di nuovi di continuo.

Boh - 29/08/2026 12:42

...ma neanche il Padre Eterno potrebbe evitare che i negozi chiudano tutti nel giro di qualche anno. Si deve prendere atto della realtà, trasformare i fondi al pian terreno in abitazioni e togliere ogni limite all'apertura di bar e ristoranti. Insistere con attività che non hanno più mercato non ha senso. Si pensi piuttosto a tassare gli oligopolisti del commercio on line!!

Anonimo - 29/08/2026 02:53

Bella copertina, peccato che il soggetto è orrendo.

Anonimo - 28/08/2026 23:27

I problemi del commercio a Lucca sono reali, ma raccontarli come se fossero colpa dei “festini di Santini” è una semplificazione politica, non un'analisi della realtà.

I numeri dicono che tra il 2012 e il 2025 Lucca ha perso il 28,5% dei negozi: è un dato serio e non va minimizzato. Ma è altrettanto serio ricordare che il fenomeno è iniziato molti anni prima dell'attuale amministrazione e riguarda praticamente tutti i capoluoghi toscani. Confcommercio parla infatti di una vera trasformazione del commercio urbano, legata anche a e-commerce, cambiamento dei consumi, turismo e desertificazione commerciale.

È vero anche che quest'estate le presenze turistiche sono rimaste sostanzialmente stabili mentre i consumi sono diminuiti. Quindi sì: avere più persone in centro non significa automaticamente avere più incassi nei negozi.

Ma da qui a sostenere che organizzare eventi equivalga a non avere una politica economica ce ne passa.

L'amministrazione, nel 2026, ha per esempio esteso la “zona rossa” a piazza Napoleone, piazza San Michele e tutta via Fillungo, vietando nuove aperture di numerose attività di somministrazione e nuovi negozi di souvenir in tutto il centro storico. Si può discutere se queste misure siano sufficienti, ma dire che esistano soltanto palchi, feste e comunicati stampa semplicemente non corrisponde ai fatti.

E c'è un altro dato che meriterebbe attenzione: nel 2025 le vendite al dettaglio in provincia sono cresciute nominalmente dello 0,7%, ma in termini reali sono diminuite dello 0,9%. Nel primo trimestre 2026, invece, le stime indicano una crescita reale dell'1,1%. Il quadro quindi è debole e complesso, non una fotografia fatta soltanto di “serrande abbassate”.

Criticare l'amministrazione è legittimo. Anzi, la domanda più importante è proprio capire se gli eventi producano davvero ricadute economiche per i commercianti.

Però allora misuriamole: quanti visitatori arrivano, quanto spendono, quali attività ne beneficiano e quanto rimane sul territorio.

Perché dire “piazza piena uguale tutti ricchi” è una caricatura. Ma dire “piazza piena uguale festino inutile” lo è altrettanto.

A Lucca serve meno propaganda, da una parte e dall'altra, e più numeri. Quelli sì che permettono di capire se una politica funziona oppure no.



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