Omaggio a Giovanni Pascoli, una notte tra poesia e musica nel segno di San Francesco e Puccini
Omaggio a Giovanni Pascol ...

Omaggio
a Giovanni Pascoli, una notte tra poesia e musica nel segno di San
Francesco e Puccini
Strepitosa
serata di musica e poesia ieri, nel giardino della Casa Museo, per il
tradizionale Omaggio a Giovanni Pascoli: le letture di Alessio Boni e
la lirica del “Serchio delle Muse” tributano anche San Francesco
e Puccini
11 agosto 2026
CASTELVECCHIO
PASCOLI – Una serata magica costruita come un viaggio interiore tra
poesia, musica e memoria.
Straordinario successo ieri sera
(lunedì 10 agosto), nel giardino della Casa Museo
di Castelvecchio, per il tradizionale Omaggio a Giovanni
Pascoli organizzato da Fondazione Giovanni Pascoli in
collaborazione con Comune di Barga, Confraternita di
Misericordia di Castelvecchio Pascoli e il festival lirico
“Serchio delle Muse” che, ogni anno, sceglie un tema
diverso attraverso il quale rileggere la poetica di Zvanì.
Per
l’edizione 2026 il filo conduttore è stato San Francesco
d’Assisi, nell’anno dell’ottavo centenario dalla morte,
con un richiamo ai valori di fratellanza, amore, semplicità e gioia
che ben si intrecciano con la sensibilità pascoliana. Un tributo
anche al compositore lucchese Giacomo Puccini, in occasione
dei 100 anni di “Turandot”, per un dialogo
tra poesia e lirica capace di attraversare memoria, spiritualità e
impegno civile.
Ad aprire la serata è stata la Sindaca
del Comune di Barga Caterina Campani, seguita dalla Presidente
della Fondazione Giovanni Pascoli Maria Bruna Caproni, che ha
ricordato anche il prossimo appuntamento del 23 agosto, quando a Casa
Pascoli sarà messa in scena “La novella di Caprona” dai
ragazzi del Gvs di Barga.
A introdurre lo spettacolo è stata
Debora Pioli, che ha invitato il pubblico a vivere la serata
come “un viaggio dentro la coscienza”, sottolineando come
appuntamenti di questo tipo non siano soltanto commemorazioni, ma
occasioni per interrogarsi su chi siamo, su chi vogliamo essere e
sulle persone che scegliamo di avere accanto. “Questa è una
serata speciale e necessaria - ha ricordato - perché porta
con sé una promessa limpida: chiede a ciascuno di noi di essere
coscienze in cammino”.
Il 10 agosto, notte delle
stelle cadenti, è diventato così anche un simbolo. Gli astri,
richiamati più volte nel corso della serata, sono stati letti come
segni di coscienza, coraggio, forza e mitezza - qualità che
appartengono profondamente anche al mondo poetico di Pascoli.
La
musica ha avuto un ruolo centrale. Sul palco la soprano Valentina
Boi, il tenore Amadi Lagha e il baritono Massimo
Cavalletti, accompagnati dalla prestigiosa ensemble
strumentale composta dai Solisti dell’Orquestra Classica Do
Centro del Portogallo e dal pianoforte del Direttore Artistico
del “Serchio delle Muse” M° Massimo Salotti. Il programma
ha reso omaggio anche a Puccini attraverso pagine come E lucevan
le stelle, Senza mamma, O Mimì tu più non torni, Tu che di gel sei
cinta e, naturalmente, Nessun dorma. Proprio
quest’ultimo brano ha offerto uno dei messaggi più forti della
serata: le parole hanno la possibilità di trasformare la paura in
energia, di sgretolare le tenebre e opporsi alla rassegnazione. Un
invito che ha trovato un legame naturale con il percorso costruito
intorno a San Francesco e alla poetica pascoliana.
Al leggio
uno dei volti più amati del cinema e del teatro italiani: Alessio
Boni. Il percorso ha preso le mosse da X Agosto, la
poesia che nasce dalla memoria dell’assassinio del padre Ruggero
Pascoli e che, ancora oggi, mantiene intatto il suo valore civile
contro ogni forma di violenza. La lettura è stata accompagnata dalla
musica dell’ensemble e da un programma costruito con grande
attenzione, nel quale poesia e lirica si sono continuamente
richiamate.
La scaletta ha alternato testi pascoliani
e brani di Mascagni, Giordano, Puccini, Morricone e Ortolani,
passando da L’Aquilone a Il Viatico, fino a L’ora
di Barga e al Cantico delle Creature di San Francesco.
Particolarmente intenso il passaggio dedicato ai Poemi Italici,
nei quali Pascoli guarda esplicitamente alla figura di San Francesco.
Nel componimento Paulo Ucello emerge il tema della libertà
attraverso il racconto di un piccolo uccello desiderato dall’uomo
per compagnia: è proprio il Santo a ricordare che la felicità non
può nascere dalla privazione della libertà altrui. Un messaggio
semplice e potentissimo, che si inserisce perfettamente nel tema
scelto per la serata.
Altro momento significativo quello
dedicato a Tolstoj, immaginato da Pascoli in un percorso
spirituale che attraversa figure come Dante, Garibaldi e San
Francesco, alla ricerca di una pace interiore e di un senso più
profondo dell’esistenza. Con L’Aquilone, invece, il
viaggio si è spostato sul tema del ricordo e della perdita. Dopo
tanti lutti vissuti nella propria esistenza, Pascoli torna alla
memoria di un compagno di scuola morto giovane e affida alla poesia
la possibilità di trasformare il dolore in una forma di quiete.
Nel corso della serata non è mancato anche il ricordo del M° Luigi Roni, ideatore e fondatore del festival “Serchio delle Muse” portato avanti oggi, con passione e competenza, dal Presidente Fosco Bertoli e il suo affiatatissimo staff. A chiudere idealmente il percorso, la celebre frase attribuita a San Giovanni Crisostomo: “I Re Magi non si misero in cammino perché videro la stella, ma videro la stella perché si erano messi in cammino”. Un augurio rivolto al pubblico affinché il cammino iniziato nel giardino di Casa Pascoli possa continuare anche fuori da quel luogo.
Il concerto si è concluso tra lunghi applausi e alcuni bis. Nel finale, i tre cantanti hanno regalato al pubblico anche “’O sole mio”, accompagnati al pianoforte da Massimo Salotti.
“Ancora una volta – ha
commentato il Presidente dell’Associazione Musicale “Il Serchio
delle Muse” Fosco Bertoli - il giardino di Casa Pascoli
ha dimostrato di essere molto più di una cornice. È diventato parte
stessa dello spettacolo, luogo nel quale poesia e musica riescono a
parlare al presente. E forse è proprio questo il senso più profondo
dell’Omaggio a Pascoli: custodire sì la memoria di un poeta, ma
continuare a farla vivere, interrogando attraverso le sue parole la
coscienza di chi ascolta”.
Il festival “Il Serchio
delle Muse” è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di
Lucca, dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca e dalla
Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana, dalle aziende e dai
media partner e dalle Istituzioni: i 14 Comuni della
Valle coinvolti, l’Unione dei Comuni della Garfagnana,
l’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio, l’Unione
dei Comuni del Frignano, il Comune di Pievepelago, il
Comune di Glasgow, la Regione Emilia-Romagna, la
Provincia di Modena, e la Regione Toscana e la
Provincia di Lucca.
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