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  • 01/08/2026 17:25

Potere al Popolo Toscana attacca Giani e la giunta regionale sull'aumento delle tariffe

Potere al Popolo Toscana attacca Giani e la giunta regionale sull'aumento delle tariffe di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale
Il partito denuncia le scelte contraddittorie del centro-sinistra che penalizzano il trasporto pubblico e favoriscono profitti privati e grandi opere

L'aumento delle tariffe deciso da Autolinee Toscane, dal novembre 2021 gestore privato unico dei trasporti pubblici locali in tutta la Regione, era stato annunciato da Giani in prima persona lo scorso giugno, da un lato prendendo le distanze perché "il contratto di servizio con AT non l'ha firmato lui", e dall'altro difendendo la decisione dell'azienda.
Non solo, Giani ha dichiarato che è meglio accettare gli aumenti, piuttosto che rischiare un contenzioso con il gestore del servizio.

Questo è ciò che succede quando si affida ad un privato un servizio pubblico essenziale. 
Questo avviene anche nella Toscana "progressista", dove la maggioranza di centrosinistra - da Italia Viva a Avs - a novembre ha votato compattamente a sostegno del programma di mandato Giani prevedendo grandi opere come gli assi viari della Piana di Lucca, che comportano spese faraoniche e sottraggono ingenti risorse pubbliche a politiche per una mobilità alternativa e sostenibile.

Non è un caso che gli aumenti scattino in piena estate, quando si spera che i pendolari siano pochi e distratti, e che l'annuncio sia stato accompagnato da promesse di grandi investimenti, per indorare la pillola. Come se, prima di oggi, AT non raccogliesse abbastanza utili per migliorare il servizio. Come se non avesse scientemente spolpato il TPL toscano fino a renderlo inaffidabile.

Sebbene tutti, dalla destra al centrosinistra, riconoscano a parole la necessità del TPL per pendolari, studenti e famiglie meno abbienti, nessuno si impegna davvero a evitare che i costi ricadano sulle spalle di quelle fasce di popolazione già affossate dal caro benzina, dagli stipendi al palo, dall'aumento costante delle bollette e dei beni di prima necessità.

Il rincaro dei biglietti è stato giustificato con una clausola di adeguamento inflattivo obbligatorio previsto dal contratto di gestione del trasporto e con le tensioni geopolitiche dovute alla chiusura dello stretto di Hormuz. A dimostrazione del fatto che qualunque sia la crisi, qualunque sia la guerra, qualunque sia il problema, i costi vengono sempre scaricati sulle classi popolari.

C'è una sola strada per rendere il trasporto pubblico veramente affidabile, conveniente e sostenibile: tornare alla gestione pubblica e destinare ingenti risorse a politiche di mobilità alternativa invece che a grandi opere inutili e devastanti per il territorio.

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