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  • 01/08/2026 11:13

IL SUMMER HA DATO A LUCCA PIÙ DI QUANTO ABBIA RICEVUTO.

IL SUMMER HA DATO A LUCCA PIÙ DI QUANTO ABBIA RICEVUTO. QUINDI LUCCA CONSEGNI LE CHIAVI E NON DISTURBI 

Il Lucca Summer Festival 2026 è terminato, ma il concerto più interessante è cominciato dopo l’ultima nota. Sul palco della comunicazione sono saliti Mimmo D’Alessandro e Mario Pardini. 
Il primo ha annunciato 83mila presenze, oltre 400 persone impiegate, un importante indotto economico e, soprattutto, ha dichiarato: «Il Summer ha dato a Lucca più di quanto abbia ricevuto». 
Il secondo ha risposto che farà «tutto il possibile perché resti a Lucca», distinguendo le critiche “costruttive” da quelle “pretestuose”, categoria nella quale ha inserito chi propone di spostare i concerti lontano dal centro storico e dalle Mura. 
In pochi minuti è stato completato il nuovo ordinamento istituzionale cittadino: D’Alessandro concede il Festival. Pardini concede la città. I lucchesi possono concedersi qualche domanda, purché sia già approvata. 
IL BENEFATTORE E LA CITTÀ RICONOSCENTE.  Partiamo da una cosa seria: il Summer Festival è un evento importante. Porta pubblico, turismo, lavoro, visibilità e grandi artisti. Le 83mila presenze dichiarate e gli oltre 400 lavoratori rivendicati dall’organizzazione non sono numeri da liquidare con una battuta. Ma neppure numeri che conferiscono la cittadinanza onoraria a Luigi XIV. Dire che il Festival avrebbe dato a Lucca più di quanto abbia ricevuto è un’affermazione suggestiva. Per verificarla servirebbe però un bilancio completo, non un atto di fede. Quanto ha dato esattamente? Quanto ha ricevuto dall’utilizzo di Piazza Napoleone, degli spalti delle Mura, di Palazzo Ducale e dell’immagine internazionale di Lucca? Quali costi organizzativi, logistici e di servizio sono sostenuti direttamente o indirettamente dagli enti pubblici? Quanto dell’indotto resta nel territorio e come viene distribuito? Quanti dei 400 rapporti di lavoro riguardano persone del territorio, per quale durata e con quali mansioni? Quali sono invece i ricavi diretti dell’organizzazione? “Indotto molto importante” è una bella espressione, ma non è ancora un’unità di misura. Potremmo chiamarla mimmetro: strumento scientifico che misura i benefici annunciati e rende invisibili le condizioni concesse. Il Festival ha certamente dato molto a Lucca. Ma ha anche ricevuto qualcosa di difficilmente replicabile altrove: una delle città storiche più belle d’Italia trasformata in scenografia, un marchio ormai riconosciuto, luoghi monumentali, servizi, collaborazione istituzionale e una disponibilità politica che negli anni ha attraversato maggioranze di ogni colore. Non è beneficenza. È uno scambio economico e istituzionale che può essere vantaggioso per entrambi. Proprio per questo deve essere equilibrato, misurabile e trasparente. 83MILA PRESENZE NON SONO UN ATTO DI PROPRIETÀ Il punto non è stabilire se il Festival debba restare. Può restare, crescere e continuare a portare grandi artisti. Il punto è capire a quali condizioni. Perché 83mila presenze non cancellano i problemi di accessibilità, le occupazioni prolungate degli spazi, le esigenze dei residenti e le difficoltà denunciate da alcuni commercianti. Il successo non elimina il diritto al confronto. Altrimenti dovremmo concludere che, superata una certa quantità di biglietti venduti, entri automaticamente in vigore l’immunità diplomatica. Ottantamila spettatori: confronto facoltativo. Centomila: parcheggio libero sulle Mura. Centocinquantamila: il promoter può nominare direttamente l’assessore alla cultura. PARDINI E L’UFFICIO COMUNALE DELLA CRITICA AUTORIZZATA Mario Pardini sostiene che le critiche costruttive siano preziose. Ottima notizia. Subito dopo, però, spiega che alcune sono “pretestuose”, in particolare quelle di chi vorrebbe valutare luoghi differenti. È nato così il nuovo Sportello unico della critica comunale. Il funzionamento è semplice: se proponi un miglioramento che non modifica nulla, la critica è costruttiva; se chiedi compensazioni, sei divisivo; se parli dei disagi, non conosci la complessità; se proponi un’altra collocazione, sei pretestuoso; se applaudi, hai finalmente compreso il valore della manifestazione. Pardini afferma che andrà “a testa alta” contro le critiche di chi non conoscerebbe davvero il Festival. Ma il sindaco non dovrebbe stabilire quali cittadini hanno superato l’esame di conoscenza del Summer. Dovrebbe rappresentare anche quelli che non hanno il pass VIP. Una proposta può essere sbagliata, impraticabile o economicamente debole. Ma va confutata con numeri, studi e alternative, non classificata come pretestuosa perché disturba la narrazione ufficiale. La frase «farò tutto il possibile perché resti a Lucca» suona appassionata. La frase istituzionalmente corretta dovrebbe però essere: “Farò tutto il possibile perché resti a Lucca nel rispetto dell’interesse pubblico, dei cittadini, dei lavoratori, dei commercianti e del patrimonio monumentale.” Sono poche parole in più. Ma cambiano completamente chi governa e chi viene governato. PRIMA “NESSUN COMPROMESSO”, ADESSO “ASCOLTEREMO TUTTI” Il 21 luglio D’Alessandro aveva fatto sapere che il Festival non avrebbe lasciato Lucca a condizione che restasse com’è, senza scendere a compromessi con le richieste dei commercianti di Piazza Napoleone. Per il 2027 indicava inoltre il Campo Balilla come unica soluzione in caso di lavori a Palazzo Ducale. Oggi viene annunciata l’intera manifestazione sugli spalti delle Mura. Dunque la concertazione lucchese presenta una curiosa scaletta: il promoter stabilisce ciò su cui non accetterà compromessi; indica l’unica collocazione possibile; il sindaco promette che farà tutto il possibile; successivamente verranno ascoltati i cittadini. Il tavolo di confronto verrà probabilmente convocato. Peccato che il menù sembri già ordinato, il conto già compilato e il tavolo collocato al Campo Balilla. Spostare tutti i concerti sugli spalti potrebbe anche rappresentare una soluzione migliore rispetto alla lunga occupazione di Piazza Napoleone. Ma allora servono risposte precise: quanti giorni resterà occupata l’area? quali saranno le modifiche alla viabilità? quali misure tuteleranno Mura e spalti? quali costi ricadranno sugli enti pubblici? quali garanzie avranno residenti e attività economiche? quali iniziative gratuite verranno restituite alla città? quali condizioni economiche saranno previste nel prossimo accordo? Le dichiarazioni di oggi non lo spiegano. Ci informano soltanto che D’Alessandro vuole restare, Pardini vuole che resti e chi propone altro rischia di non aver capito “l’anima” della manifestazione. L’anima c’è. Il piano operativo arriverà probabilmente in una successiva reincarnazione. IL SUMMER È BIPARTISAN: CAMBIANO I SINDACI, RESTANO GLI INCHINI La vicenda presenta anche un magnifico capolavoro di continuità politica. Nel 2022 D’Alessandro espresse pubblicamente la propria stima per il candidato del centrosinistra Francesco Raspini, spiegando di apprezzarne la disponibilità verso il Festival. Nella stessa occasione definì Pardini un amico, ma criticò la presenza nella sua coalizione di persone ostili alla manifestazione. Quattro anni dopo Pardini promette di fare tutto il possibile affinché il Festival rimanga e risponde personalmente a chi ne propone una diversa collocazione. È la dimostrazione che il Summer Festival supera magnificamente la contrapposizione fra destra e sinistra. La destra e la sinistra cambiano amministrazione. Il patron resta al centro. Nel 2022 l’interlocutore affidabile sembrava Raspini. Nel 2026 Pardini è diventato il difensore ufficiale dell’anima del Festival. Il Summer non cambia maggioranza: è la maggioranza che, appena eletta, rinnova l’abbonamento. “IL NOSTRO GOAL È EMOZIONARE” D’Alessandro dice che il suo obiettivo è emozionare. Ed è giusto. Un promotore deve organizzare spettacoli, vendere biglietti e portare sul palco artisti capaci di emozionare il pubblico. Ma il Comune ha un altro compito. Il suo goal dovrebbe essere tutelare l’interesse generale. D’Alessandro deve difendere il proprio progetto imprenditoriale. Pardini dovrebbe negoziare condizioni favorevoli alla città. Se entrambi giocano nella stessa porta, non resta nessuno a difendere quella dei cittadini. La musica produce emozioni. La pubblica amministrazione dovrebbe produrre atti, criteri, controlli, dati e accordi trasparenti. Non si governa una città con l’accendino acceso durante il ritornello. IL PROBLEMA NON È IL FESTIVAL. È LA DEVOZIONE Contestare queste dichiarazioni non significa volere la fine del Summer Festival. Significa rifiutare l’idea che il valore della manifestazione autorizzi il promotore a dettare unilateralmente le condizioni e il sindaco a dividere le critiche fra meritevoli e pretestuose. Un grande Festival non dovrebbe temere le domande. Un buon promoter dovrebbe rispondere con un progetto. Un sindaco dovrebbe pretendere equilibrio. Un giornalista dovrebbe fare domande anche al potente di turno, non limitarsi a descriverne ogni dichiarazione come una nuova tavola della legge. Invece assistiamo al solito spettacolo: Mimmo rivendica. Pardini rassicura Mimmo. Una parte dell’informazione applaude. E Lucca viene invitata a non rovinare l’atmosfera. Il Summer Festival deve restare una risorsa per la città. Ma una risorsa non può diventare un ultimatum annuale. Il promoter non è il proprietario morale di Lucca. Il sindaco non è il direttore del fan club. Le Mura non sono il giardino privato di un’organizzazione. E i cittadini non sono comparse da spostare fuori dall’inquadratura quando comincia la conferenza stampa. La conclusione è molto semplice: Il Festival può e deve restare a Lucca. Ma anche Lucca deve restare dei lucchesi. Perché un concerto senza pubblico non esiste. Ma una città senza diritto di critica non è più una città. È un backstage. E Pardini sembra sempre più intenzionato a consegnarne le chiavi, purché il patron gli lasci almeno il pass istituzionale. ____________________________________ #Lucca #LuccaSummerFestival #MarioPardini #MimmoDAlessandro #PoliticaLucca #LuccaNonÈUnBackstage Fonti e documenti: https://www.noitv.it/2026/07/summer-dalessandro-allattacco-no-a-compromessi-con-i-commercianti-769553/ https://www.luccaindiretta.it/cultura-e-spettacoli/2026/07/30/il-summer-chiude-con-83mila-presenze-dalessandro-il-prossimo-anno-tutto-sugli-spalti-delle-mura/513845/ https://www.luccaindiretta.it/cultura-e-spettacoli/2026/07/30/summer-festival-pardini-faro-tutto-il-possibile-perche-resti-a-lucca/513858/ https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/non-voto-qui-ma-io-sono-con-chi-sostiene-il-summer-a5202b0d

tratto da Facebbok

I commenti

PS Per rendere agibile lo stadio di Lucca, compreso il restauro della tribuna coperta, ci vogliono una ventina di milioni.

Anonimo - 04/08/2026 02:51

"Il Patriarca di Lucca ha promesso un nuovo stadio"?
Non mi è chiaro, chi è esattamente il "patriarca di lucca"?
(Lucca ha un Patriarca? E chi è? Mimmo? San Frediano? Carlo Scorza?)
Quando, a che titolo, come e perché ha promesso ai suoi figli adoranti "un nuovo Stadio?" Me lo sono perso.

JD - 03/08/2026 11:37

Se non sono promesse vane, il.patriarca di lucca ha promesso un nuovo stadio

Anonimo - 03/08/2026 09:25

I concerti piccoli costa meno farli in una piazza. Allo stadio ci andrebbero fatti i concerti con pubblico sopra i 10.000 spettatori. Lo stadio di Lucca è oggi inagibile per i concerti. Se lo stadio venisse del tutto restaurato e avesse 15.000 posti a sedere, si potrebbero sfruttare 10.000 di tali posti (davanti a una delle quattro tribune dovrebbero montare il palco) e mettere altre 10.000 persone sul prato. Quindi ci si potrebbero fare concerti da 20.000 - 25.000 spettatori, il che non è male. Se il terreno di gioco è in sintetico basta stendere un tappeto di protezione, ma se è in erba naturale si fanno danni riparabili con un concerto l'anno, ma si sfascia tutto se si occupa lo stadio per settimane (come avviene al Balilla) ed in tal caso si deve riseminare.

Anonimo - 03/08/2026 04:40

Grazie Mimmo il PRIMO E UNICO IMPRENDITORE BENEFATTORE DEL PIANETA TERRA, COLUI che DONA alla città invece di prendere per sé e i suoi cari, colui che prima di andare in Paradiso va in giro per la terra col trabiccolo e il triccheballacche invece che sul Mercedes di ultima generazione come farebbe un qualunque altro imprenditore napoletano. GRAZIE MIMMO! SIA GLORIA A MIMMO! GRAZIE A TE anche quest'anno ho potuto comprare un paio di calzari nuovi ai miei figli, e pure una scodella di zuppa per la festa! VIVA MIMMO IL BENEFATTORE DI LUCCA! MIMMO SANTO SUBITO!
P.S. Dicono che invece del sangue, come quello del mitico San Gennaro, le reliquie di San Mimmo nei giorni di giugno-luglio faranno LIQUEFARE LE PALLE a tutti i cittadini lucchesi miscredenti che non lo adorano!!!

Un tuo devoto adoratore

Devoto - 03/08/2026 02:17

Assai appropriata la citazione dantesca! Città di barattieri, inguaribile. Chissà se anche gli organizzatori e i cantori del Summer festival finiranno in Malebranche?

Anonimo - 02/08/2026 16:35

Un po di propaganda è fisiologica nel cinico business.
Poi in quel di Lucca è detto tutto!
C A N T O XXI dell'Inferno della Divina Commedia:
(...) Del nostro ponte, disse: O Malebranche,
Ecco un degli anzian di santa Zita:
Mettetel sotto, ch’io torno per anche
A quella terra, che n’è ben fornita.
Ognun v’è barattier, fuor che Bonturo:
Del no, per li denar, vi si fa ita.
Là giù il buttò; e per lo scoglio duro
Si volse, e mai non fu mastino sciolto
Con tanta fretta a seguitar lo furo.
Quel s’attuffo, e tornò su col volto;
Ma i demon, che del ponte avean coperchio,
Gridar: Qui non à luogo il Santo Volto;
Qui si nuota altrimenti, che nel Serchio:
Però, se tu non vuoi de’ nostri graffi,
Non far sopra la pegola soperchio.
Poi l’addentar con più di cento raffi,
Disser: Coverto convien che qui balli,
Sì che, se puoi, nascosamente accaffi.
Non altrimenti i cuochi ai lor vassalli
Fanno attuffar nel mezzo la caldaia
(...)

... - 02/08/2026 12:35

Benefattori di voi stessi......suvvia almeno non pigliate in giro le persone...

Argentino - 02/08/2026 11:34

Io parlo di concerti minori, e in futuro, visto che l'attuale amministrazione promette per i prossimi anni non solo un nuovo stadio, ma ben due palasport, quindi dove sta il problema, o sono le solite bufale pre elezioni, i fascisti ha ragione allo stadio ci sono, ma in occasione delle partite della lucchese, non abitano nello stadio, magari quelli del terzo millennio in palazzo orsetti si, allora evitiamo pure quello? Poi vedo che inmolti stadi in Italia vengono svolti concerti utilizzando i prati, ci sarà un sistema di protezione?

Anonimo - 02/08/2026 09:55

Ma quanto scrivete!! Tutto giusto e tutto opinabile. LSF e’ LSF se si fa dentro un contesto che parla di Lucca, che sia piazza Napoleone o le Mura storiche. Lo stadio, brutto, tana di quei fascistazzi e’ brutto e svilirebbe tutto.

Anonimo - 02/08/2026 08:24

Ma chi ha scritto questo fiume di bischerate. Eppure non è difficile informarsi al giorno d'oggi. Mettere insieme una accozzaglia di inesattezze, errori, stramberie... non era facile. Non so chi sia, ma è un piccolo genio (incompreso)

Anonimo - 02/08/2026 08:14

Mi dispiace informarLa che a Lucca non esiste uno stadio. L'amministrazione Favilla sperava che lo stadio lo rifacessero Valentini e Giuliani (soprattutto il primo), ma fallirono entrambi. Nella speranza, l'amministrazione Favilla nello stadio non piantò un chiodo. L'amministrazione Tambellini sperava in non si sa cosa, ma nello stadio non ha piantato un chiodo per dieci anni. L'amministrazione Pardini ha rifatto il campo di gioco ed ha demolito l'impianto di illuminazione, che aveva 56 (!!!!!) anni ed era pericoloso, non solo per l'incolumità di chi va a vedere le partite della Lucchese, ma anche per tutti i cittadini che transitano in via Gramsci, via dello Stadio o frequentano i campi di calcetto che ci sono sul lato Est; in caso di forte vento le torri faro potevano schiantarsi al suolo uccidendo delle persone!!! Ora la situazione è la seguente:

- Tribuna coperta inagibile, se non per poche centinaia di spettatori; la tettoia, costruita nel 1933 (il secolo si avvicina) non è più a norma ed i lavori per sistemarla costerebbero milioni. D'altro canto la tribuna è un bene architettonico tutelato e non la si può demolire e ricostruire.
- L'impianto di illuminazione non esiste più e senza tale impianto fare concerti notturni è impossibile. Il Comune aveva stanziato i "quatrini" per un nuovo impianto, ma per ora la gara d'appalto è sospesa nella speranza che la Lucchese presenti un progetto generale di rifacimento dello stadio; inutile sarebbe installare nuove torri faro se poi il progetto di rifacimento generale prevedesse altre soluzioni. Mi permetto di dubitare che chi ha oggi in mano la Lucchese possa trovare i soldi per rifare lo stadio, ma spero con tutto il cuore di avere torto marcio
- La Gradinata Nord ha notevoli problemi strutturali e dato che le scale di uscita dalla zona alta sono inagibili perché a rischio di crollo se affollate di spettatori, la capienza è ridotta
- Le due Curve non sono pienamente agibili per il calcio perché mancano i tornelli, ma sarebbero agibili per un concerto; visto com'è fatto lo stadio a seconda della posizione del palco si potrebbero ospitare nelle curve al massimo 3500 persone.

Per concludere, allo stato attuale, lo stadio di Porta Elisa non è in grado di ospitare concerti. Lucca credo sia l'unico capoluogo italiano senza impianto di illuminazione allo stadio. Inoltre Le ricordo che lo stadio ha il campo in erba naturale e facendoci i concerti si dovrebbero spendere almeno 100.000 Eu l'anno per ripristinare il terreno di gioco... ma qualcosa di simile avviene anche al Balilla, per cui questo non penso sarebbe un problema. Comunque, per rifare l'impianto di illuminazione rimettere a posto (o demolire e ricostruire) la Gradinata Nord servirebbero almeno una decina di milioni. Lasciamo per ora perdere la Tribuna Coperta perché lì il lavoro è veramente molto complesso. Questa è la situazione ed è la conseguenza del fatto che, dal 2000 ad oggi, nello stadio si è investito molto poco e ciò con due delle quattro tribune esistenti che risalgono al 1933. Se si vogliono strutture efficienti è necessario spenderci dei soldi.

Anonimo - 02/08/2026 02:24

Esiste uno stadio , perché no usarlo per i concerti, sono stato al concerto dei pooh, la piazza era un forno, mentre allo stadio sono convinto che l'aria sarebbe stata più respirabile, purtroppo il clima sta cambiando e piazza grande non è più ottimale per i concerti, troppo chiusa e quindi per niente ventilata. Allora perché non si usa lo stadio per i concerti che richiamano non più di 10000 spettatori?

Anonimo - 01/08/2026 22:33

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