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  • 03/07/2026 19:00

Violenza giovanile, bullismo, cyberbullismo, discriminazione: rafforzare gli strumenti educativi di prevenzione

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l'attenzione delle Istituzioni sulla crescente complessità delle emergenze educative che interessano il sistema scolastico nazionale. L'incremento degli episodi di violenza giovanile, bullismo, cyberbullismo, discriminazione, hate speech e aggressioni ai danni di studenti e personale scolastico impone una riflessione sulla necessità di rafforzare gli strumenti educativi di prevenzione, ponendo al centro dell'azione formativa la cultura della legalità, del rispetto della persona e della responsabilità costituzionale.


Le più recenti rilevazioni dell'ISTAT confermano la diffusione del fenomeno: oltre due terzi degli studenti tra gli 11 e i 19 anni dichiarano di aver subìto almeno un comportamento offensivo, aggressivo o discriminatorio nell'arco dell'ultimo anno, mentre bullismo e cyberbullismo continuano a rappresentare una delle principali criticità educative del Paese, con ricadute significative sul benessere psicologico, sul rendimento scolastico e sulla qualità delle relazioni sociali.


La scuola della Repubblica, ai sensi degli articoli 2, 3, 33 e 34 della Costituzione, è chiamata a promuovere il pieno sviluppo della persona umana e la formazione del cittadino. In tale prospettiva si collocano la Legge 20 agosto 2019, n. 92, che ha introdotto l'insegnamento trasversale dell'Educazione civica, nonché la Legge n. 71 del 2017, recentemente rafforzata dalla Legge n. 70 del 2024, che attribuisce alle istituzioni scolastiche un ruolo strategico nella prevenzione e nel contrasto del bullismo e del cyberbullismo.


Il Coordinamento ritiene che il modello attualmente vigente, pur rappresentando un significativo passo in avanti, necessiti di un ulteriore sviluppo ordinamentale. La crescente domanda di formazione giuridica da parte degli studenti e la complessità delle nuove forme di illegalità rendono opportuno prevedere un insegnamento curricolare specificamente dedicato all'Educazione alla legalità, stabile, continuativo e fondato su solide competenze disciplinari.


Per tali ragioni il CNDDU propone l'istituzione, in tutte le istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo di istruzione nelle quali la classe di concorso A-46 non sia già presente, di un insegnamento curricolare di Educazione alla legalità, da attribuire ai docenti della classe di concorso A-46 – Discipline giuridiche ed economiche.


Tale proposta trova fondamento nel principio di coerenza tra disciplina insegnata, competenze scientifiche e profilo professionale del docente. L'Educazione alla legalità rappresenta infatti una naturale declinazione degli studi giuridici, comprendendo l'approfondimento della Costituzione, dell'organizzazione dello Stato, delle fonti del diritto, della tutela dei diritti umani, della responsabilità civile e penale, della cittadinanza digitale, dell'educazione economico-finanziaria, del diritto dell'Unione europea e dei principi fondamentali della convivenza democratica.


L'introduzione di tale insegnamento consentirebbe di rafforzare la funzione preventiva della scuola, offrendo agli studenti strumenti culturali idonei a comprendere il significato delle regole giuridiche, il valore dei diritti inviolabili della persona e il rapporto inscindibile tra libertà individuale e responsabilità sociale. Al tempo stesso favorirebbe una maggiore uniformità dell'offerta formativa sull'intero territorio nazionale, superando l'attuale eterogeneità derivante dall'affidamento di tali contenuti a iniziative progettuali o a percorsi affidati alle autonome determinazioni delle singole istituzioni scolastiche.


La proposta determinerebbe altresì effetti positivi sotto il profilo organizzativo, consentendo una più razionale valorizzazione della classe di concorso A-46, oggi interessata da un organico numericamente insufficiente rispetto alle competenze possedute dal personale docente. Tale situazione continua a produrre rilevanti criticità, tra cui il prolungato blocco della mobilità territoriale, il rallentamento delle immissioni in ruolo e una significativa compressione delle prospettive professionali di docenti altamente qualificati, il cui contributo potrebbe essere pienamente posto al servizio delle finalità istituzionali del sistema nazionale di istruzione.


Alla luce delle considerazioni esposte, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un rispettoso appello al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e al Sottosegretario di Stato, Paola Frassinetti, affinché promuovano un confronto istituzionale con il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, le competenti Commissioni parlamentari, il mondo accademico e le rappresentanze professionali della scuola, volto a valutare l'introduzione dell'insegnamento curricolare di Educazione alla legalità affidato alla classe di concorso A-46. Una scelta di tale portata rappresenterebbe un investimento strategico nella prevenzione educativa, nella diffusione della cultura costituzionale e nel rafforzamento della funzione formativa della scuola italiana.


Ogni stagione della scuola italiana è stata chiamata a confrontarsi con le trasformazioni della società, adeguando i propri strumenti educativi ai bisogni emergenti delle nuove generazioni. Oggi la sfida non consiste soltanto nel trasmettere conoscenze, ma nel fornire agli studenti gli strumenti giuridici e culturali per comprendere la complessità della vita democratica, riconoscere il valore delle istituzioni, esercitare consapevolmente i propri diritti e adempiere ai doveri inderogabili di solidarietà sanciti dalla Costituzione.


La legalità non può essere ridotta a un principio etico affidato esclusivamente alla sensibilità individuale o a iniziative episodiche. Essa costituisce un sapere disciplinare, fondato sul diritto, che richiede continuità didattica, rigore metodologico e specifiche competenze professionali. Riconoscere tale evidenza significa rafforzare il ruolo della scuola quale presidio della democrazia costituzionale e della tutela dei diritti umani, assicurando alle future generazioni una formazione all'altezza delle sfide educative e civili del nostro tempo.


prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

I commenti

Liberi! Liberi! Liberi!...avanti il prossimo!
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Anonimo - 15/07/2026 12:52

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... - 12/07/2026 23:10

ANSA 9 luglio 2026 - 'Cosa guardi? Sono uomo e musulmano', e sfregia una ragazza a Milano - E' accaduto in centro, la vittima è una 23enne marocchina. La Polizia locale ha fermato il 27enne per sfregio permanente al viso. L'uomo era stato arrestato la scorsa notte e rilasciato (...)

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Il Tirreno 8 luglio 2026 - Livorno, prende a schiaffi la madre perché gli toglie il cellulare: arriva la polizia - La scena ha impressionato un vicino di casa che ha deciso di chiamare il 112 (...)

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Tantissimi auguri!
ANSA 6 luglio 2026 - Accoltellato a Milano, l'aggressore è stato in carcere in Inghilterra - Nel Trevigiano ha lavorato in una nota azienda alimentare. E' a Milano dal 23 giugno (...)

... - 06/07/2026 13:35

Il buonismo porta solo l'autorizzazione ai violenti.
I danni che fanno gli ideologi idealisti al potere lo sa solo Dio!
Comunque oh! Tanto pagate Voi, io no certificato.
Il Tirreno 6 luglio 2026 - Pisa, terrore sul bus in corsa: aggredisce l’autista e sfonda un vetro - Ennesimo atto di violenza a bordo di un mezzo del trasporto pubblico: è avvenuto in viale Bonaini, sulla tratta dalla stazione ferroviaria a Cisanello (...)

... - 06/07/2026 13:27

Troppo buonismo verso i ragazzi di oggi, malcontenti di tutto, più hanno e più vorrebbero. Da piccolo c'è la gara fra i genitori per portarli a fare qualsiasi sport o discipline, bene sapendo che a loro non interessa. Solo perché i figli di amici lo fanno. Madri nevrotiche spesso non contente della vita che fanno che parcheggiano i figli ogni dove, mariti malati di calcetto e di voglia di libertà, in un clima di questo tipo crescono i figli , la scuola considerata come un obbligo per tutti i ragazzi non considerando che non tutti sono portati per lo studio. Una volta c'era il lavoro , non vai a scuola , lavori. Questo era un modo di responsabilizzarli, ora questo i genitori lo escludono, pensando di arrivare al traguardo della laurea. Non è così che si trattano i ragazzi, in questo modo nascono solo delusioni , frustrazioni da entrambe le parti.

Anonimo - 06/07/2026 13:01

De non bastano i calci nel culo ai figli, allargherei la terapia anche ai genitori.

Anonomo - 06/07/2026 10:24

Vedere commenti di
Persone che condanna con la pena di calci nel c...,chi è violento è veramente divertente, e preoccupante, come al solito il problema è alla base, figli trattati come principi dai genitori, come dice un noto psichiatria, i ragazzi da piccoli in casa sono i nuovi Budda, sacri, decidono loro che canali vedere, viziati, super protetti, che vi aspettate da i loro comportamenti una volta adolescenti, ai primi rifiuti o difficoltà, sicuramente reagiranno in maniera negativa e violenta, ma questa è la società del consumismo e di chi vede nei figli il riscatto dei propri fallimenti, concedendo a loro tutto.

Anonimo - 06/07/2026 08:01

ANSA 5 luglio 2026 - Accoltella uno sconosciuto in un bar: 'Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio' (...)

... - 05/07/2026 13:16

Calci nel culo a chi la scuola non la digerisce.

Anonimo - 05/07/2026 07:34

Discorsi tanti, da almeno quarant'anni.
D'altra parte è cosa endemica in tutti i campi della società moderna.
Quarant'anni di discorsi.
Alle superiori, ai 'miei' tempi, in prima sembra eravamo sui ventotto-ventinove. Un mese e mezzo ed il primo 'bullo' assai violento fu espulso...adesso penso fa sempre il barista. Adesso? Denuncerebbero professori e preside e chiederebbero i danni!
Alla fine all'esame di stato eravamo rimasti in sette, zoccolo duro 'interessato' o quasi, probabilmente di quei sette eravamo due i 'veri' interessati, gli altri erano anche allora 'parcheggiati', in classe erano dediti ad 'altro'.
Tra gli altri ventuno-ventidue, tre o quattro espulsi, una metà bocciati poi probabilmente 'a calci' saranno arrivati, l'altra metà abbandono e/o cambio scuola.
Oggi, vogliono salvare tutti, paparini, mammine, presidi, ministri, vogliono tutti dottori chirurghi!
Ricordatevelo quando state sotto i ferri di 'quei' bulli chirurghi!
Auguri!

... - 04/07/2026 15:16

Calci nel c..o, ecco cosa ci vorrebbero.

Anonimo - 04/07/2026 11:57

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