Il Volto Santo torna a casa nel tempietto
Nella Cattedrale di San Martino a Lucca si è chiusa una giornata carica di attenzione, silenzio e anche un po’ di emozione. Il Volto Santo è stato riportato nel suo tempietto dopo un lungo e delicato percorso di restauro che, negli ultimi anni, ha permesso di riscoprire dettagli nascosti da secoli.
Le operazioni di spostamento si sono concluse senza problemi, ma non è stato un lavoro semplice. Servivano precisione assoluta, mani esperte e una cura quasi maniacale. Non stiamo parlando soltanto di una delle opere religiose più amate della Toscana, ma di un simbolo che per molti lucchesi rappresenta un pezzo di identità personale, familiare e spirituale.
Per permettere tutto questo, la cattedrale era stata chiusa al pubblico. Dentro, tra impalcature, controlli e movimenti lentissimi, si respirava quella tensione che arriva quando si ha davanti qualcosa di fragile e prezioso. Ogni passaggio è stato seguito con estrema cautela.
Il restauro del tempietto di Matteo Civitali ha riportato alla luce particolari che per anni erano rimasti nascosti. Sono emerse decorazioni antiche, tracce medievali e persino una grande croce dipinta sulla parete di fondo, probabilmente pensata proprio come sfondo originario del Volto Santo. Una scoperta che ha colpito anche gli studiosi perché conferma quanto la storia della cattedrale abbia ancora cose da raccontare.
Per mesi il tempietto è rimasto vuoto, una scena insolita persino per chi lavora ogni giorno nel duomo. Vederlo adesso tornare ad accogliere il crocifisso dà l’idea di qualcosa che finalmente ritrova il proprio posto.
Il Volto Santo, che secondo gli studi più recenti sarebbe uno dei crocifissi lignei più antichi dell’Occidente, continua ad attirare fedeli, curiosi e turisti da tutta Europa. E forse il motivo è semplice: al di là della storia e dell’arte, c’è una presenza che a Lucca si sente ancora viva.