• 6 commenti
  • 04/05/2026 14:30

DIFENDERE

Ma solo Barsanti difende Venezi. Abbandonata improvvisamente dai suoi, forse per eccesso di sicurezza aveva solo detto quello che dice tutta la destra. Ora comandiamo noi, si fa tutto come diciamo noi, la CGIL comanda ancora ma non comanderà più. Forse smarrita un pò la via a son di offendere gli orchestrali si attacca anche l'attuale direzione della Fondazione che, appena è stato possibile, l'ha salutata. Il fatto non chiaro ancora a tutti a destra è che c'è stato il referendum, il vento è cambiato non ne va una dritta. Poi da icona della rivincita culturale della destra sull'egemonia della sinistra, al nulla è un soffico di comunicato stampa. Ci vorrà qualcosa per chiudere la questione legale, ma la favola sembra finita.

I commenti

A Venezi le garba Buttafuoco, il verginello della libera espressione artistica di Putin e Lavrov. Mandateli tutti in gita premio a Mosca, magari laggiù la faranno dirigere l'orchestrone.

Anonimo - 08/05/2026 04:14

Cosi’ come era stata innalzata, non parlando di musica, e’ precipitata, sempre non parlando di musica, di interpretazioni, di arte. Se invece di fare finta di niente o fare esternazioni acide e da scontro politico, avesse fatto proposte di incontri con gli orchestrali per cercare di conquistarseli forse non sarebbe finita cosi’.

Anonimo - 07/05/2026 05:48

dai non è all'altezza. tutto il resto sono chiacchiere.

Anonimo - 05/05/2026 09:54

Il problema è invece quello che gli orchestrali hanno sempre segnalato, ovvero che il curriculum della V. era deboluccio per assumere la direzione artistica di un teatro come La Fenice. Chi ha sbagliato?

1. La Venezi, le cui ambizioni erano eccessive. Mancanza di senso del limite
2. I politici che hanno consigliato la Venezi a Colabianchi (il Sovrintendente della Fenice)
3. Colabianchi che ha scelto la Venezi senza prima consultarsi con l'orchestra
4. Ancora la Venezi quando ha cominciato a caricare a testa bassa prima con il discorso di Pisa, veramente brutto nella sua supponenza e poi con l'intervista. Se la V. fosse stata intelligente avrebbe potuto dimettersi da sola chiarendo di aver capito l'insensatezza di pretendere di dirigere un'orchestra che non la voleva, oppure, in alternativa, offrire all'orchestra stessa un dialogo aperto ed un confronto.

Saggia e tardiva la decisione finale di Colabianchi. Vero che su tale decisione ha influito la fase politica seguita al referendum in quanto la Meloni ha chiarito che non avrebbe più difeso nessuno di quelli che commettevano sbagli grossolani; le dichiarazioni di Pisa e la successiva intervista sono giustamente apparse alla Presidente del Consiglio come cose sbagliate. La V., visto il suo CVS, la vedrei bene a dirigere un teatro come il Giglio (non Puccini).

Anonimo - 05/05/2026 02:50

Chi si intende di musica dice che manca di capacità in alcuni settori e molte orchestre si erano già lamentate. Appoggiatissima dal governo lei è vittima delle sue smisurate ambizioni .Non basta essere bella ed elegantissima, bisogna studiare .dicono gli intenditori.

Costanza - 04/05/2026 21:28

Anche il sindaco ha sempre difeso la Venezi, giustamente.

Anonimo - 04/05/2026 19:33

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