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  • 26/01/2026 13:57

Cerimonia davanti alla pietra d’inciampo per Guglielmo Lippi Francesconi

Cerimonia davanti alla pietra d’inciampo che ricorda la figura del professor Guglielmo Lippi Francesconi, trucidato dai nazifascisti nel 1944. Si terrà martedì (27 gennaio) alle 12, aperta al pubblico, proprio di fronte all’ingresso dell’abitazione che fu abitata dal direttore nell’ospedale di Maggiano fino al giorno della sua cattura. Un luogo simbolico, un emblema che ricorda la figura dell’illustre psichiatra che pagò con la vita la sua dedizione ai malati di mente e ai perseguitati in generale. Nella Giornata della Memoria, il Centro studi Lippi Francesconi, in collaborazione con altre associazioni e fondazioni, ricorderà la vicenda del direttore del manicomio, dal 1936 al 1944, non solo per la tragica fine, ma anche per quanto lo psichiatra seppe fare per la cura della malattia mentale. Non fu infatti soltanto una persona coraggiosa e generosa. Ebbe una grande capacità organizzativa e scientifica nel rimodernare tutto l’ospedale psichiatrico, esprimendo nei suoi scritti la volontà di far diventare quel luogo quanto di più salubre e sanificante da tutti i punti di vista. Dette tra l’altro il via, attraverso una lunga serie di iniziative e di ammodernamenti, alle pratiche innovative di ergoterapia e di ludoterapia, dato il suo grande talento pittorico che coltivò per tutta la vita e lo rendeva sensibile all’utilizzo dell’arte nella riabilitazione psichiatrica, di cui fu pioniere. Modalità tutt’oggi alla base di una moderna cura della malattia mentale attraverso il reinserimento lavorativo, abitativo e le varie tecniche di arteterapia. Tradito e denunciato, Lippi Francesconi pagò con la vita il fatto di aver difeso i diritti dei suoi pazienti, non rivelando la presenza di ebrei all’interno dell’ospedale psichiatrico e rifiutandosi categoricamente di trasformare e falsificare perizie psichiatriche su dissidenti che il regime voleva catalogare e clinicizzare come malati di mente, per toglierli ogni diritto. Arrestato dai nazifascisti che lo scoprirono nella Certosa di Farneta, dove si era rifugiato, fu trucidato pochi giorni dopo in provincia di Massa, dove era stato deportato. Il Centro studi che porta il nome dell’illustre psichiatra, presieduto dal professor Enrico Marchi, ha anche come scopo conservare e recuperare i luoghi dell’Antico Santa Maria di Fregionaia, così come veniva battezzato il convento che, prima del manicomio, era stato un luogo religioso, addirittura un eremo, intorno al 500 dopo Cristo. Di recente il Centro studi ha ottenuto attraverso un bando dalla Asl l’utilizzo della vecchia portineria e della tessenda, il cui recupero richiederà grande impegno. I locali sono funzionali al conseguimento dell’obiettivo principale: combattere lo stigma contro la malattia mentale, avvicinando soprattutto i giovani, proponendo tra l’altro interventi diretti di prevenzione primaria del disagio giovanile nelle scuole superiori e nelle medie cittadina. Il centro Studi collabora con molti enti e realtà associative locali (Comuni di Lucca e Capannori, Fondazione coesione sociale, Cesvot, Fondazione Mario Tobino, Centro di cittadinanza Il Bucaneve, Associazione musicale lucchese, Società medico chirurgica lucchese, Anpi, Isrec, Associazione Alpa, Archimede, Artespressa e molte altre), nonché prende attivamente parte anche al Coordinamento toscano per la salute mentale, al Collegio nazionale dei dipartimenti di salute mentale e all’Associazione internazionale di arte e psicologia, come presenza nel comitato direttivo. Attraverso bandi specifici i progetti sono supportati dalla Fondazione cassa di risparmio di Lucca e dal Comune di Lucca. Il Centro studi e ricerche professor Guglielmo Lippi Francesconi, di cui è fondatrice Micaela Lippi Francesconi, nipote del celebre direttore di Maggiano, utilizzerà i locali di pertinenza dell’associazione nell’ex psichiatrico per raccogliere la copiosa documentazione sulla figura e l’opera dello psichiatra, ma anche per organizzare corsi e attività per i ragazzi con disagio psichico segnalati da strutture e associazioni, oltre che dalla scuola. Il progetto, prevede in sintesi corsi, affidati a volontari e personale con competenze certificate, da in inserire in un costante sistema di prevenzione cura per i ragazzi. Per l’inserimento e il recupero dei quali nel progetto sono in programma una gran quantità di attività: teatro, musica, fotografia, disegno, comunicazione, tecnologia, agricoltura, sport, cucina, alimentazione. “L’obiettivo che ci proponiamo – dice Micaela Lippi Francesconi – è non solo inserire i ragazzi in un attento sistema di prevenzione clinica, ma insegnare loro anche un mestiere che apra sbocchi e li renda autonomi. I casi da seguire sono purtroppo tanti e in forte aumento”. https://www.facebook.com/alaplucca

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