Medicinale introvabile al San Luca di Lucca, proteste di familiari e pazienti lasciati soli
La vicenda arriva da Lucca e ha un volto molto concreto: quello di pazienti fragili e dei loro familiari, costretti a fare avanti e indietro senza ottenere risposte certe. Tutto ruota attorno a un medicinale fondamentale per chi è in dialisi, diventato di fatto irreperibile nella farmacia ospedaliera dell’Ospedale San Luca, dove normalmente viene distribuito gratuitamente tramite il Servizio sanitario.
A sollevare il caso è un uomo di Porcari, che racconta la situazione vissuta dalla suocera, 93 anni, sottoposta a dialisi e quindi impossibilitata a sospendere la terapia. Dopo più accessi in ospedale, la risposta è sempre la stessa: il farmaco non c’è. Nessuna data certa per il rifornimento, nessuna soluzione immediata. A quel punto resta solo la farmacia privata, dove però il costo del medicinale arriva a cifre altissime, anche diverse centinaia di euro a confezione. Una spesa che, per una terapia continuativa, diventa insostenibile.
La rabbia non nasce solo dalla mancanza del farmaco, ma dalla sensazione di essere lasciati soli. “Chi è anziano e malato cronico non può aspettare – è il senso della lamentela – e non può nemmeno pagare di tasca propria ciò che dovrebbe essere garantito”. Altri cittadini segnalano situazioni simili, con terapie modificate all’ultimo momento o sostituite con farmaci diversi, vissuti però come meno efficaci o meno adatti.
Dall’azienda sanitaria arriva la spiegazione tecnica: le carenze di alcuni medicinali esistono, sono monitorate e, quando possibile, si cerca di garantire lo stesso principio attivo in un’altra formulazione o attraverso canali alternativi. Una risposta che però, per chi deve somministrare il farmaco ogni giorno, suona lontana dalla realtà quotidiana.
Quello che resta, al di là delle giustificazioni, è il disagio di famiglie che chiedono solo continuità nelle cure. Questa storia, partita dal San Luca di Lucca, mette in luce un problema più ampio: quando un medicinale essenziale manca, il confine tra organizzazione sanitaria e vita reale si spezza, e a pagare sono sempre i più deboli.