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  • 13/01/2026 09:24

Stazzema RINGRAZIAMENTO ALLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI LUCCA

RINGRAZIAMENTO ALLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI LUCCA
 
Testo mail inviato ieri mattina, domenica 11 gennaio 2026, all'attenzione della Segreteria della Fondazione
 
Spett.le Fondazione,
 
come membro del Gruppo Labaro Martiri di Mulina ma soprattutto come cultore di storia locale che si è speso dal 1991 in poi per togliere dalla profonda  dimenticanza di 47 anni la memoria dovuta ai Martiri di Mulina e  a don Fiore Menguzzo, pastore di quel piccolo grande gregge di anime sterminate dai nazifascisti il 1,l'8 e il 12 agosto 1944, voglio esprimere  l'enorme riconoscenza per i contributi destinati alla messa in sicurezza del tetto della chiesa di San Rocco, intervento ormai terminato, e per il Campo della Rimembranza  della frazione.
 
Senza il vostro contributo la memoria che dal 1991 è stata recuperata da sotto la lastra del silenzio e della dimenticanza in cui è rimasta per quasi mezzo secolo avrebbe corso  il serio rischio di andare di nuovo dispersa.
 
Con la  messa in sicurezza  della chiesa che ebbe come primo parroco la medaglia d'oro Don Fiore Menguzzo, questo rischio è stato scongiurato.
 
Senza la sensibilità della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ma soprattutto senza l'elargizione del notevole contributo che ha evitato che dopo l'oblio della storia subentrasse l'oblio delle macerie, la memoria che si custodisce nella frazione di Mulina, nonostante le criticità che ancora devono essere sanate,  ha ancora una grossa opportunità per essere valorizzata e tenere vivo il sogno di vedere realizzato quel piccolo museo della Resistenza Evangelica negli spazi della canonica che purtroppo sta peggiorando la sua stabilità strutturale.
 
Un sogno iniziato nel 1997 con tre lettere che alcuni parenti delle vittime inviarono all'attenzione dell'allora sindaco di Stazzema Gian Piero Lorenzoni.
 
Concludo esprimendo il mio più sentito GRAZIE per quanto la Fondazione ha  operato a favore della frazione di Mulina di Stazzema ma soprattutto per quella parte di storia e di memoria di cui per 47 anni è rimasto privato il crimine contro l'umanità compiuto dai nazifascisti il 12 agosto 1944, iniziando a perpetrarlo  proprio da Mulina di Stazzema.
 
Con riconoscenza
 
Giuseppe Vezzoni
 
membro del Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema
 

autore che ha levato dall'oblio don Fiore Menguzzo e le vittime civili di Mulina di Stazzema
 
CON LA MESSA IN SICUREZZA DEL TETTO DELLA CHIESA DI SAN ROCCO ABBATTUTO ANCHE IL MAGAZZINO MERCI DEL COMMERCIANTE FARNOCCHINO MANCINI GERMANO
 
 
 
L'immagine esteriore della chiesa è ritornata quella del pre manufatto/commerciale
 
Stazzema_ Nell'ambito dell'intervento di messa in sicurezza della copertura della chiesa di San Rocco di Mulina è stato abbattuto il fu magazzino merci della bottega di alimentari e dell' appalto di Germano Mancini di Farnocchia, poi conosciuti come Alimentari, Bar e Trattoria de La Franca. Il magazzino fu costruito posizionando le travature del manufatto sul muro esterno della chiesa, lato mulattiera. Al magazzino di Mulina facevano i viaggi i due storici mulattieri farnocchini, Ulivi Egidio, vulgo Pittirillo, e Antonucci Alfredo. La storia del magazzino iniziò il 5 febbraio 1957, anno della stipula del contratto. La strada carrozzabile era appena iniziata a costruire con il Piano Fanfani e la frazione poteva essere raggiunta a piedi percorrendo la mulattiera che passa davanti al sagrato delle chiesa e prosegue sulla destra dell'edificio. Le merci erano trasportate dai muli. La realizzazione del magazzino di Germano, che poteva essere rifornito con camioncini e motocarri fino a Mulina, fu pagata interamente dallo storico commerciante farnocchino con una spesa di 185 mila lire, il quale riconobbe che la costruzione fosse avvenuta sul terreno della chiesa di Mulina e che “a essa spetta la proprietà su detto edificio”. Il consiglio della Compagnia del SS. Sacramento di converso riconobbe all'affittuario Mancini Germano il diritto d'usufruire del manufatto per anni quindici, stabilendo che il contratto sarebbe scaduto il 5 febbraio 1972 e convenendo che la spesa sostenuta era il pagamento anticipato dell'affitto. Tra il soggetto locatario e quello affittuario fu stabilita anche questa clausola: “Qualora in questi quindici anni concordati il tronco stradale Molina-Farnocchia venisse terminato e che la viabilità di detta strada possa permettere il transito di un'automobile fino a Farnocchia la Compagnia si ritiene sciolta da ogni obbligo senza che il signor Mancini Germano possa avanzare il diritto di rimborso della cifra predetta”. L'affittuario inoltre riconobbe al parroco, e solo al parroco, di usufruire “in parti uguali” del locale. Firmatari del contratto Don Dilvo Martelli (parroco), Mancini Germano (Affittuario) Bottari Enrico (Priore della Compagnia), Puliti Amalio ( Camarlingo), Bramanti Fioravante, Puliti Angelo, Matana Oscar, Garbati Bruno (Consiglieri). Poiché il primo pullman del servizio pubblico giunse a Farnocchia il 16 agosto 1973, si presume che nel 1972 la frazione di Farnocchia fosse già raggiungibile in auto. Il magazzino dopo il 1972 funse da garage dell'auto del parroco fintanto che la parrocchia di San Rocco di Mulina fu retta dal successore di don Dilvo Martelli, don Antimo Rosa e sua sorella Maria, vulgo “la Signorina”, i quali risiedettero fino alla fine degli anni '80 nella canonica di San Rocco prima di trasferirsi in quella della parrocchia di Brancaliana (Ponterosso). Poi il locale/magazzino funse da ripostiglio degli attrezzi da muratore di don Donato Morosini e, dopo l'alluvione, delle attrezzature utilizzate per le sagre organizzate dal Comitato Mulina, organismo che si costituì a seguito l'evento alluvionale del 19 giugno 1996 e che ebbe come sede legale la disponibilità dei locali della canonica.
 
Giuseppe Vezzoni
 
Responsabile di Libera Cronaca,addì 12.1.2026

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