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  • 01/01/2026 11:43

Mauro Favilla, il sindaco che parlava a Lucca con gentilezza

A Lucca ci sono amministratori che passano lasciando poche tracce e altri che, senza fare rumore, diventano parte della storia quotidiana della città. Mauro Favilla è stato uno di questi. Un uomo che ha attraversato decenni di vita pubblica mantenendo sempre lo stesso stile: sobrio, rispettoso, profondamente umano. Nato a Lucca il 5 gennaio 1934, Favilla era prima di tutto un cittadino legato alla sua terra. Insegnante e professionista stimato, arrivò alla politica con un bagaglio fatto di studio, lavoro e ascolto. Quando divenne sindaco per la prima volta, nel dicembre del 1972, aveva solo trentotto anni ma già un’idea chiara di cosa significasse amministrare: prendersi cura della città senza prevaricare, decidere senza dimenticare le persone. Il suo primo lungo periodo alla guida del Comune durò fino al 1984. Furono anni intensi, in cui Lucca cambiava e cresceva, e Favilla seppe accompagnare queste trasformazioni con equilibrio. Non era un sindaco da proclami, ma da presenza costante. C’era, e questo per molti bastava a sentirsi rappresentati. Tornò brevemente alla guida della città nel 1988, quasi a confermare quel legame mai interrotto con Palazzo Orsetti. Ma il ritorno più significativo arrivò molti anni dopo, nel giugno del 2007, quando fu nuovamente eletto sindaco e rimase in carica fino al maggio del 2012. Un mandato vissuto con la serenità di chi conosce i limiti del potere e il valore dell’esperienza, mettendo la competenza al servizio di una Lucca ormai diversa, ma sempre amata. Nel frattempo, Favilla aveva portato il nome della città anche a livello nazionale, senza mai perdere quel tratto tutto lucchese fatto di misura e rispetto. Non amava i riflettori, non cercava lo scontro. Preferiva il confronto pacato, il ragionamento, la soluzione condivisa. Per questo in tanti lo ricordano come il “sindaco gentiluomo”, un appellativo che non nasce dalla retorica, ma dall’osservazione quotidiana. La sua scomparsa, il 16 marzo 2021, ha lasciato un silenzio particolare. Non quello delle grandi polemiche, ma quello che segue l’assenza di una figura familiare. Mauro Favilla è stato per Lucca un punto di riferimento discreto, uno di quelli che non impongono la propria presenza ma che, quando mancano, si sentono. Resta il ricordo di un uomo che ha servito la città in più stagioni della sua vita, sempre con lo stesso spirito. E resta l’idea, oggi più che mai preziosa, che si possa amministrare con fermezza senza rinunciare alla gentilezza. Lucca, questo, non lo ha dimenticato.

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