FLAMENCO: FLASHMOB A SCUOLA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE
La Nueva Luz danza per le ...

Coreglia celebra Santa Cecilia, ma il Parroco non
gradisce la presenza del Comune in Chiesa. Il Sindaco: “Atto ostile”
COREGLIA ANTELMINELLI – Il Sindaco di Coreglia Antelminelli Marco Remaschi interviene dopo quanto
accaduto domenica mattina (23
novembre) nella Chiesa di San
Michele a Coreglia Antelminelli,
in occasione della celebrazione religiosa in onore di Santa Cecilia.
“Dopo aver correttamente informato
telefonicamente Mons. Paolo Giulietti, Vescovo di Lucca, rendiamo pubblico
quanto successo – esordisce il primo cittadino -. Il Parroco della nostra Comunità - che, da questa primavera, non prende
più parte alle cerimonie organizzate dal Comune e ritiene non gradita la
partecipazione dello stesso a quelle religiose - ha invitato la rappresentante
del Comune a non prendere parte alla cerimonia e a non pronunciare alcun
discorso. Avrebbe potuto rimanere, ma a titolo personale e senza fascia
tricolore. Naturalmente, la Consigliera – incredula, ma rispettosa - ha
lasciato la cerimonia, ancorché il Comune fosse stato invitato ufficialmente
per scritto dalla “Filarmonica Catalani”.
“Il
tutto – spiega il Sindaco - pare
derivare da una banale questione burocratica o, meglio, di natura tributaria fra
l'Ufficio Comunale Tributi e le Parrocchie. Sì, avete capito bene, una
"questio" che può benissimo essere risolta nelle giuste sedi, fossero
anche quelle della giustizia tributaria, ma assolutamente non dovrebbe
incrinare i secolari e corretti rapporti fra Chiesa e Comune”.
“Simili atti ostili al Comune –
riporta il primo cittadino di Coreglia - si
erano già manifestati In occasione della processione di San Lorenzo, patrono di
Piano di Coreglia, a Coreglia Capoluogo lo scorso 7 maggio per le festività legate
a San Michele, a Gromignana, Tereglio ecc. In tutti questi casi, facendo uso di
buonsenso e incondizionato rispetto per l'abito talare, era sempre stato
evitato l'incidente diplomatico”.
“Domenica 23 novembre – incalza -, avendo ricevuto invito scritto dal
Presidente della Banda, non era possibile né tanto meno giusto sottrarci
all'Ufficio di rappresentare la massima Istituzione Civile del nostro
territorio. Il comportamento del Parroco, inutile ripetersi, è stato forte,
chiaro, ostile: il Comune vada fuori dalla Chiesa. Lasciamo ad ognuno la libera
interpretazione di quelli che sono i fatti rappresentati. All'Amministrazione
Comunale non interessa sollevare alcuna polemica, anzi; in ogni modo, ha
cercato - e cerca - di ricondurre il "motivo del contendere" ad un
ragionevole, razionale ed esaustivo confronto, rispettoso dei ruoli e della legge”.
“Proprio con l'assenso del Parroco, in
questi giorni, stava prendendo forma, grazie alla iniziativa spontanea e
gratuita di un noto legale, un tentativo di conciliazione - se così si può
definire - fra le parti, con la precisazione dello stesso Sacerdote che, per le
parrocchie del Comune, sarebbe intervenuto un rappresentante della Curia –
evidenza il Sindaco -. Tuttavia, anche in
ragione del plateale comportamento scorretto tenuto in pubblico dal Curato,
l'Amministrazione Comunale ritiene doveroso e corretto rendere conto alla
popolazione ed ai fedeli, le ragioni della propria assenza in forma ufficiale a
cerimonie, riti e momenti di fede, che da secoli si professano nelle Chiese del
nostro Comune”.
“Rimane intatta, da parte propria, la
volontà di recuperare fiducia, collaborazione, rispetto e pace fra l'Autorità
Religiosa e quella Civile, nel caso il Comune – ci tiene a ribadire il
primo cittadino di Coreglia -. Pace che
anche don Giuseppe, in una delle varie missive inviate, pare invocare quando auspica
che la processione sia "un seme di speranza e di pace in un mondo lacerato
da interessi di poteri e di forza". Il Comune lavora per costruire pace,
progresso e giustizia sociale, ripudia la forza e gli interessi di potere; rispetta
e si adopera per far rispettare le leggi a tutti, anche alla Chiesa, nelle
forme nei modi e nei tempi dovuti, come da prassi e giurisprudenza consolidata”.
“Fedele
e rispettosa di questi principi – chiarisce il Sindaco -, l'Amministrazione Comunale ha inteso e
intende agire supportando, fino a prova contraria, l'operato dei propri Uffici
accusati - a nostro avviso ingiustamente - di agire in maniera “illegittima” e
“ideologica”. Al punto in cui siamo, non può esserci spazio per illazioni,
ambiguità, malafede e pressappochismo. Il Comune riconosce l'importante ruolo
sociale, culturale, educativo ed aggregativo che le Parrocchie hanno e stanno
svolgendo sul territorio. Più volte è stata manifestata la volontà di aiutare
(economicamente, con opere di urbanizzazione, manutenzione, contributi ecc.) le
Parrocchie attraverso legittimi interventi di bilancio. Mitigare da parte del
Comune i costi che le Parrocchie sopportano nelle loro lodevoli attività
sociali, è una scelta, una autonoma volontà, una facoltà; riscuotere i tributi
a tutti, in maniera puntuale e legittima, è un dovere”.
“Se anche Don Giuseppe accetta queste regole – conclude il primo cittadino -, il perimetro entro il quale possono nascere incomprensioni è veramente risibile. Naturalmente si rimane sempre a disposizione per incontrare Sua Eccellenza Mons. Giulietti, Don Giuseppe Andreozzi e autorizzati rappresentanti della Curia”.
La Nueva Luz danza per le ...
DOMENICO CARUSO (NOI MODE ...
Coreglia celebra Santa Cec ...
BORGO A MOZZANO, 28 ...
L’Unione Comuni Garf ...
SIMG – BPCO, la piaga d ...
Barga in Cioccolato 20256- ...
L’Associazione Nazional ...
Un ritratto bronzeo di Gia ...
La Fraternita di M ...
la programmazione del cine ...
Piano di Coreglia, approva ...
Shelley Project 2025: a Ba ...
Ettore Bassi apre la sta ...
Il format culturale i ...
La Presidente dell’U ...
DOMENICO CARUSO (NOI MODE ...
BORGO A MOZZANO, 24 novemb ...
Alla Biblioteca comunale d ...