SABATO 30 MAGGIO MATTEO RACITI SI CHIUDE IN MANICOMIO E SI APRE AL MONDO
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Il Comitato RSA Futuro e Speranza, che riunisce familiari, operatori e associazioni, a tutela dei diritti degli anziani nelle Rsa della Provincia di Lucca, esprime profonda preoccupazione in merito all'emendamento, approvato in Senato all'interno del Ddl sulle prestazioni sanitarie (AS 1241), che mira a distinguere rigidamente la spesa sanitaria da quella socio-assistenziale nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA).
Questa modifica, se confermata, rischia di annullare di fatto anni di giurisprudenza della Corte di Cassazione, la quale ha stabilito che per i pazienti con gravi patologie degenerative (come l'Alzheimer) e in condizioni di elevata complessità, le due forme di assistenza sono indivisibili e, pertanto, l'intero costo di degenza dovrebbe essere coperto dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Il Ddl Sanità è ora alla Camera: l'Appello Urgente del Comitato
Il Ddl in questione è stato approvato dal Senato il 15 aprile 2025 e ha iniziato l'esame alla Camera dei Deputati (come Atto Camera C. 2365).
"Chiediamo ai Deputati di intervenire con urgenza per stralciare o modificare radicalmente l'articolo 13 bis che introduce questa distinzione," dichiara il portavoce del Comitato. "Queste misure metterebbero le RSA della Provincia di Lucca e di tutta Italia al collasso. Se lo Stato si sottrae al suo obbligo, la Regione Toscana avrà enormi difficoltà nel reperire le risorse necessarie per coprire l'assistenza sociosanitaria, scaricando il peso su bilanci già tesi o, in ultima analisi, sulle tasche delle famiglie."
"Non si può chiedere alle famiglie più vulnerabili, già provate dalla malattia dei propri cari, di farsi carico di costi che superano i 1.500 euro al mese e che per legge dovrebbero essere garantiti dal Servizio Pubblico. Questo è un taglio mascherato al diritto alla cura e la Camera ha ora l'opportunità e il dovere di bloccarlo."
Il Comitato RSA Futuro e Speranza sottolinea che questa mossa è in totale contraddizione con lo spirito della Riforma sulla non autosufficienza e rappresenta un grave passo indietro per l'assistenza sociosanitaria italiana.
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