Salute online: come difendersi dalle bufale
Lucca – Mai come oggi internet è diventato il primo posto dove cerchiamo informazioni sulla salute. Un sintomo, una cura, un dubbio: basta una ricerca su Google e compaiono migliaia di articoli. Ma in mezzo a tanti contenuti seri, ci sono anche portali che diffondono vere e proprie bufale. Il rischio? Affidarsi a spiegazioni pseudoscientifiche e pericolose per la nostra vita.
I segnali della disinformazione
Gli esperti mettono in guardia: esistono campanelli d’allarme che aiutano a riconoscere subito una fonte inaffidabile.
Attacco ai medici: se un articolo parla di “camici bianchi corrotti” o “verità che non ti dicono”, è già un segnale di allarme.
Toni emotivi e aggressivi: linguaggio fatto di insulti, sarcasmo o frasi come “svegliati dal Matrix” non serve a spiegare, ma a confondere.
Assenza di fonti serie: senza riferimenti a riviste scientifiche o dati verificabili, si tratta quasi sempre di opinioni spacciate per fatti.
Soluzioni magiche: malattie complesse ridotte a “un solo colpevole” (il sole, lo stress, un conflitto emotivo) sono un altro chiaro indizio di pseudoscienza.
“Se un sito scredita la medicina ufficiale e propone verità semplici e salvifiche, è quasi sempre disinformazione”, spiegano i ricercatori.
Dove cercare informazioni affidabili
Per non cadere in trappola, esistono portali sicuri e certificati, gestiti da enti pubblici o fondazioni riconosciute.
Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità (ISS): i due riferimenti principali per linee guida, campagne e aggiornamenti ufficiali.
AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco): per tutto ciò che riguarda farmaci e terapie.
AIRC e Fondazione Veronesi: punti di riferimento per la ricerca oncologica e la prevenzione.
Dottore, ma è vero che…? (FNOMCeO): un portale dedicato a smontare le fake news mediche.
ISSalute: enciclopedia online curata dall’ISS, con spiegazioni semplici e chiare di patologie, prevenzione e corretti stili di vita.
Una regola semplice
Il web può essere un alleato della salute, ma serve prudenza. La regola d’oro è semplice:
diffidare di chi urla e promette verità nascoste, fidarsi solo di chi porta dati e fonti verificabili.
Perché l’informazione corretta può davvero fare la differenza: non solo per la prevenzione, ma anche per la vita.