Infermieri :Sottopagati, sottovalutati, costretti a turni massacranti e aggrediti

Tgr Lazio Si celebra oggi la ricorrenza dedicata a questa fondamentale professione, che ha visto scendere in piazza chi tutti i giorni presidia la nostra sanità Sottopagati, sottovalutati, costretti a turni massacranti e aggrediti. Uno su tre nella sua vita lavorativa ha subito un attacco fisico o verbale. Il 30% neppure denuncia. E poi la fuga dalle corsie ospedaliere e il calo costante delle iscrizioni al corso di laurea per la scarsa attrattività della professione. Nella giornata internazionale dell’infermiere non solo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’importanza cruciale di questa figura per il sistema sanitario, ma anche le difficoltà che la categoria affronta. Una categoria sempre più povera in termini di personale. Solo nel Lazio si stima una carenza di 7mila infermieri. Molti di più se si considerano le opere legate al Pnrr: la realizzazione degli ospedali e delle case di comunità. “Rischiano di essere strutture vuote, prive di personale”, l’allarme del Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma, Maurizio Zega. “Nella sanità del futuro - aggiunge - centrale sarà la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità che segue il paziente sul territorio”. “L’OMS sottolinea quanto una forza lavoro infermieristica diffusa sia la chiave per raggiungere, nei prossimi anni, una copertura sanitaria universale. Per questo ritiene che, entro il 2030, il mondo avrà bisogno di altri 9 milioni di infermieri e ostetriche. Il problema della carenza del personale sanitario è, infatti, globale. Nel Lazio viviamo appieno la criticità: una questione che non si risolverà nel breve periodo, ma che va affrontata nell’immediato con adeguate politiche perché senza una sufficiente copertura non si può garantire il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione”.
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