mozione di Vito - Ricci

Dispiace dover tornare sull'argomento e offrire il fianco a chi, senza ulteriori argomentazioni, ci accuserà di non saper parlare d'altro, ma questa volta non siamo stati noi a trascinare la città in un dibattito ideologico, e ciò a cui abbiamo assistito l'altra sera in Consiglio comunale ha indignato tante persone, a cui sentiamo il dovere di dare voce.

Difficile scegliere ciò che più ci ha sconcertato di tutta la seduta. Se l'infantile ostruzionismo portato avanti dalla maggioranza durante la discussione degli ordini del giorno precedenti al fine di fiaccare il numeroso pubblico presente, o il tentativo di dare una giustificazione giuridico - amministrativa alla mozione Di Vito - Ricci, presto smascherato e riportato sul vero piano, ovvero quello strettamente politico. Gli attacchi rivolti all'ANPI rientrano senz'altro fra i momenti più tristi, mentre fanno sorridere le più svariate dichiarazioni di essere antifascista da parte di tanti membri di maggioranza, a cui crediamo senza ombra di dubbio, ma ai quali quindi viene da chiedere: che problema c'è allora a dichiararlo anche per scritto?

Sul podio sale sicuramente il sindaco e le sue dichiarazioni a fine seduta, a notte inoltrata. In un impacciato tentativo di giustificare l'urgenza di presentare a nemmeno sei mesi dall'insediamento una mozione del genere (quando provvedimenti ben più importanti rimangono nel cassetto) ammette candidamente che dichiararsi per valori come l'antifascismo e l'antirazzismo, il professarsi contro omofobia, xenofobia e antisemitismo è divisivo. Ebbene sì, divisivo. Siamo al paradosso.

Secondo il sindaco di tutti, dichiararsi rispettosi della costituzione basta e avanza, tutto il resto è ridondante. A che serve dichiarare altro con frasi esterne, ci chiede. Gli rispondiamo noi allora. Serve nel momento in cui prima si apparenta, per poter vincere le elezioni, e poi si mette in giunta una persona (e la forza politica che rappresenta) che si è dichiarato fascista del terzo millennio. Proprio per questo, per dimostrare davvero di essere il sindaco di tutti e garantire i diritti di tutte e tutti, una tale precisazione non solo non era pleonastica, ma doverosa e necessaria.



Stefano Tomei

Segretario Circolo PD Sant’Anna

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