VENERDÌ 16 DICEMBRE SERATA IN SOLIDARIETÀ AD AFREDO COSPITO ALLA CASA DEL POPOLO DI VERCIANO


Venerdì 16 dicembre alla Casa del Popolo di Verciano Potere al Popolo promuove una serata in solidarietà ad Alfredo Cospito e di approfondimento sul 41 bis e la repressione politica.


Cospito è in sciopero della fame dal 20 ottobre scorso e attualmente è imprigionato nel carcere di Bancali (Sassari). È stato condannato per la gambizzazione dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi avvenuta nel maggio 2012 e per due pacchi bomba nella scuola allievi carabinieri di Fossano (Cuneo) esplosi tra il 2 e il 3 giugno 2006. Per questa seconda vicenda ha ricevuto una condanna all’ergastolo ostativo perché la Cassazione, nonostante nell’attentato non ci siano stati morti né feriti, ha riqualificato il capo di imputazione da strage contro la pubblica incolumità a strage contro la sicurezza dello Stato. Si tratta del reato più grave dell’ordinamento penale italiano. Non è stato applicato nemmeno per le stragi che negli ultimi decenni hanno causato decine di morti: da piazza Fontana alla stazione di Bologna, dall’Italicus a Capaci e via d’Amelio. 


Non solo: l’ex ministra della giustizia Marta Cartabia ha anche firmato, d’accordo con il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, il decreto per sottoporre Cospito al regime di carcere duro: il 41 bis. Questa disposizione dell’ordinamento penitenziario italiano è stata introdotta nel 1986 dalla legge Gozzini. Il suo scopo dovrebbe essere impedire al recluso non pentito di coltivare relazioni con l’organizzazione criminale esterna. In pratica comporta l’interruzione di qualsiasi rapporto tra il detenuto e il mondo attraverso l’isolamento e il divieto di comunicare. Significa seppellire una persona da viva nei pochi metri quadrati della sua cella. 


Una disposizione ai limiti dell’incostituzionalità per cui l’Italia è stata duramente criticata a livello internazionale. Una misura che nei casi di un prigioniero anarchico, che non fa riferimento ad alcuna associazione criminale strutturata ma a un’area politica di affinità, mostra il suo carattere vendicativo. 


Contro il 41 bis a Cospito e in sostegno al suo sciopero della fame, per cui il prigioniero ha già perso oltre 20 kg, sono state organizzate manifestazioni in diverse città italiane: la prima, il 25 ottobre, è stata l’occupazione della sede nazionale di Amnesty International, silente sull’argomento. Scritte e manifesti di solidarietà sono comparsi in tutta Italia. Da qualche settimana prendono la parola in sostegno alla sua denuncia esponenti della giurisprudenza, dell’università, della cultura e della società civile. 


Il caso di Alfredo Cospito è la punta dell’iceberg di un fenomeno di carattere sistemico. Uso spregiudicato dell’associazione a delinquere o sovversiva, diffusa sproporzione tra fatti e accuse, ampio ricorso al carcere preventivo anche in regime di alta sorveglianza, condanne pesantissime e, infine, il 41 bis. È con questa realtà che anarchiche e anarchici si devono confrontare nelle aule dei tribunali italiani e in misura ancora maggiore durante la fase delle indagini preliminari.


La lotta estrema di Alfredo, unita al recente nuovo ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Torino per la storica militante del movimento No Tav in Val di Susa, Nicoletta Dosio, è occasione per un dibattito pubblico più ampio sul senso della pena, sulle attuali tendenze politiche in materia di giustizia e sullo stato delle carceri in Italia. 


Di questi temi si parlerà venerdì 16 dicembre alle 21,30 alla Casa del Popolo di Verciano con Francesca Trasatti, avvocato penalista e membro del tavolo nazionale giustizia di Potere al Popolo, e con esponenti della sezione lucchese di Alternativa Libertaria - FDCA.

L’iniziativa sarà preceduta da una cena a buffet di autofinanziamento a partire dalle 19,30.

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