L’ottobre rosa, il
mese dedicato al tumore al seno, alla prevenzione/diagnosi precoce e alla cura
del cancro alla mammella, volge al termine.
La Città delle Donne
OdV da anni si occupa di questo tema, che mina la salute delle donne e la loro
vita in generale, con riflessi sulla loro cerchia familiare, lavorativa e
sociale.
Quest’anno abbiamo
deciso di occuparci di un aspetto non secondario, l’alimentazione durante il
percorso di terapia oncologica: troppo spesso infatti, le donne (ma anche gli
uomini) che si trovano ad affrontare un cancro e le relative terapie, dopo
l’impatto e traumi iniziali, devono riorganizzare la loro vita, i loro tempi dell’esistenza,
anche relativamente all’alimentazione. Le cure comportano spesso effetti
secondari sgraditi e spiacevoli, che un’alimentazione adeguata contribuisce ad
alleviare, ma non tutti i reparti oncologici dispongono di specialisti sul
tema.
L’esperienza diretta
di alcune nostre socie e non solo ci ha sollecitato ad individuare modalità per
affrontare questo argomento e quest’anno, grazie alla collaborazione che
abbiamo da anni con la Breast Unit di Lucca, il nostro ottobre rosa è stato
volto ad organizzare, con la Azienda Usl Toscana NordOvest (UOD Chirurgia
oncologica e ricostruttiva della mammella, Gruppo multidisciplinare oncologico
mammella, ambulatorio medicine integrate, Unità Funzionale Cure Primarie -
Ambito Territoriale Lucca) insieme a LuccaHostel Ristogest e al Ristorante
Inpasti, un corso di cucina durante la terapia oncologica per pazienti in cura.
Il progetto ha subito
visto l’adesione di partner che hanno supportato l’iniziativa, come SPI CGIL
Lucca, Sezione Soci Lucca Coop Firenze, Cemon, Amoena e Maria Pacini Fazzi
editore (che dal prossimo anno pubblicherà un libro tratto da questa
esperienza).
Il corso è consistito
in 4 appuntamenti settimanali presso i locali di Luccahostel con gli interventi
della nutrizionista dott.ssa Francesca Milani e di Samuele Cosentino ed Elena
Mondini di Inpasti, coordinati dalla dott.ssa Lucia Da Valle.
Tantissima
partecipazione da parte delle persone presenti, tante domande, curiosità e
suggerimenti, nonché un clima di autentico coinvolgimento emotivo di tutte.
Questo, a nostro avviso, è stato l’aspetto più importante, sentirsi parte di un
progetto che riguarda chi è colpita direttamente dal tumore, ma anche chi lo
vive indirettamente, scrollandosi di dosso lo stigma della malattia,
percependosi invece parte di un gruppo di persone che desidera vivere al meglio
anche durante i momenti più difficili e farsi forza reciprocamente, con idee e
proposte.
Nel solco di questo
entusiasmo si inserisce la sollecitazione ad ideare, sulla base delle indicazioni fornite nelle
giornate di corso, ricette nuove, da inserire nel libro che vedrà la luce il
prossimo anno: emerge con chiarezza l’esigenza di tenere alta l’attenzione su
di sé, sui propri bisogni (compreso quello di mangiare bene, per una migliore
qualità della vita) e sui propri desideri, è questo l’insegnamento più
importante che si può trarre dall’esperienza legata alla malattia, che grazie
alla medicina oggi riusciamo ad affrontare e, sempre più spesso, a sconfiggere.
Il nostro ottobre
rosa 2026 finisce così, con tanta soddisfazione per un risultato raggiunto
insieme a tutte le donne e uomini che hanno lavorato a questo progetto (un
grazie speciale alla nostra socia volontaria Chiara Cinelli per la consulenza
sulla comunicazione!), e alle donne e uomini che hanno partecipato agli
incontri (e ci dispiace non aver potuto accontentare tutte le richieste di
adesione!): Cucinare con Cura è stato un progetto sperimentale, un numero
“zero” riuscito e confidiamo che la ASL voglia dare continuità a questa
esperienza.