Era il 20 ottobre 2011 e si appressava l’ora di cena, quando la telefonata rimbalzò ben presto nelle case di moltissimi amici, colleghi, conoscenti, ex allievi. “È morto il professor Romano Silva”. A distanza di quindici anni da una scomparsa che ha lasciato un grande vuoto nella città di Lucca e non solo, la moglie Carla Landucci e il figlio Luca Silva ricordano l’uomo e il professore. E lanciano anche una proposta: un convegno, ad anno nuovo, che parta dal ricordo di Silva per poi parlare della Lucca tra passato e futuro. Una sorta di omaggio ad una persona che ha dato tanto a questa città e al tempo stesso un modo per stimolare il dibattito cittadino.
di Carla Landucci e Luca Silva
Sono
tante le persone che oggi mancano a questa città. Persone che
purtroppo ci hanno lasciato e che hanno contribuito moltissimo alla
crescita culturale e non solo di questo territorio. Persone di cui
sentiamo ogni giorno un vuoto. Come noi lo sentiamo soprattutto per
il nostro Romano. Eppure il continuo ricordo di amici, conoscenti, ex
allievi, ci riempie di immenso affetto. La frase “persone come il
professor Romano Silva mancano davvero a questa città” rischia di
suonare come un monotono ritornello. Però, quando ce lo sentiamo
dire così spesso, crediamo che non sia solo una frase fatta. Sono
trascorsi già quindici anni da quel fatidico 20 ottobre 2011 quando
se n’è andato per sempre.
Eppure abbiamo davanti a noi ancora
così nitido il suo ricordo nello studio, “tra le sue amate carte”,
o a passeggio per la città che osservava con sempre nuova
meraviglia. Sì, perché lui amava Lucca. Medievista, storico
dell’arte, musicologo, preciso, puntuale, attento autore di testi
storico-scientifici, non nascondeva però anche un’incredibile –
e forse inaspettata – verve creativa e ilare. Come quando dette
alle stampe una serie di storie, edite dalla Pacini Fazzi, dal titolo
‘Racconti Fantastici’.
Ma l’impegno per la sua città era sempre al primo posto e non si tirava mai indietro. Era stato infatti presidente della Fondazione Ragghianti e dell’Opera delle Mura, membro del CdA della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, socio dell’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere ed Arti, e tra i fondatori dell’Istituto Storico Lucchese. E, soprattutto, era circondato da tantissimi amici. Quegli stessi amici che ancora oggi lo ricordano con tanto affetto. E proprio parlando di loro, ci torna in mente una frase di Umberto Sereni che in un articolo lo definì “uomo mite, capace di intensa dolcezza, dotato di una grande intelligenza, sorretto da una vasta cultura. Se esistesse una classifica in questo campo – scrisse Sereni – Romano Silva risulterebbe l’uomo più colto di Lucca”. Parole che ci hanno sempre riempito di orgoglio e affetto: non siamo certo interessati a classifiche però. Vogliamo solo ricordare l’uomo, il marito e il padre. Per questo lanciamo la proposta di realizzare un convegno, ad anno nuovo, che partendo dalla figura e dal lavoro di Romano affronti anche a tutto tondo il tema della Lucca tra passato e sfide future. Un modo per contribuire al dibattito cittadino.
Grazie Romano per tutto quello che sei stato per noi e per questa città.