NUOVO STATUTO COMUNALE, LA MINORANZA BLOCCA LE MODIFICHE. I CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA: «UN VOTO CONTRARIO CHE NON HA SENSO, ANDREMO AVANTI CON LE SUCCESSIVE VOTAZIONI»
Altopascio, 7 ottobre 2026 - «Ci sono temi sui quali è giusto dividersi e confrontarsi anche duramente. Ma ci sono anche passaggi istituzionali nei quali crediamo debbano prevalere il senso di responsabilità e la capacità di lavorare insieme. Ci dispiace che sull’aggiornamento dello Statuto comunale la minoranza abbia scelto una strada diversa, impedendone di fatto l’approvazione».
Intervengono così i consiglieri comunali dei gruppi di maggioranza di Altopascio dopo la mancata approvazione delle modifiche allo Statuto comunale. Per l’approvazione in prima votazione era infatti necessaria la maggioranza dei due terzi del Consiglio, pari ad almeno 12 consiglieri, mentre la maggioranza è composta da 11 consiglieri.
«Parliamo di uno Statuto approvato nel 2002 e modificato l’ultima volta nel 2009, che ha quindi bisogno di essere aggiornato alla realtà di oggi: eliminare disposizioni non più vigenti, sostituire riferimenti normativi ormai superati e adeguare alcuni istituti. Niente di ideologico e niente di rivoluzionario: semplicemente mettere mano, dopo tanti anni, alle regole fondamentali del nostro Comune.
Proprio per favorire la più ampia condivisione possibile, abbiamo scelto di intervenire essenzialmente sulle parti che necessitavano di essere adeguate alla normativa vigente, cercando fin dall’inizio un terreno comune con la minoranza. Tra le modifiche c’è anche l’introduzione del nuovo articolo 5-bis, dedicato alla promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che dà seguito all’adesione del Comune, approvata dal Consiglio comunale nel 2023, al programma UNICEF “Città Amiche dei Bambini e degli Adolescenti”. Un passaggio che, insieme agli altri contenuti, era stato oggetto del confronto preliminare».
«Per questo facciamo fatica a comprendere la scelta compiuta al momento del voto. Lo Statuto non appartiene alla maggioranza: è lo Statuto del Comune e quindi dell’intera comunità. Avremmo preferito che su un aggiornamento necessario, dopo oltre vent’anni, prevalesse il lavoro fatto insieme anziché la volontà di bloccare l’intero percorso.
Non consideriamo quanto accaduto un dispetto alla maggioranza, ma un’occasione persa per il Consiglio comunale nel suo complesso. Resta la nostra volontà di portare a termine questo lavoro e aggiornare finalmente lo Statuto. Per questo andremo avanti secondo quanto previsto dalla legge, con le successive votazioni nei tempi stabiliti».