SAN MICHELE: TERMINATO IL RESTAURO DEL CAMPANILE
Lucca, 29 settembre 2026 – Da qualche giorno le impalcature sono state rimosse, ma adesso la notizia è ufficiale:
il restauro e la riqualificazione funzionale del campanile della Chiesa di San Michele in Foro è terminato.
Una
campagna attesa e necessaria, iniziata grazie al sostegno della
Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che tra l’altro ha curato
direttamente i lavori, affidati alle competenze
degli architetti Leonardo Casini e Patricia Cid, supportati da
Alessandro Lenci e Massimiliano del Bino per il progetto strutturale da
Paolo Cecchettini per il restauro degli elementi lapidei.
“La
rilevanza religiosa, culturale e civile della Chiesa e del Campanile di
San Michele - ha commentato il presidente della Fondazione Massimo
Marsili – è indiscutibile. Il restauro
della torre campanaria e la sua destinazione rappresentano per la città
un’ulteriore fonte do consapevolezza della sua storia e delle proprie
radici e per la Fondazione la perfetta esemplificazione di una prassi
operativa virtuosa: la restituzione alla comunità
dei propri inestimabili beni culturali coniugando la tutela e la
conservazione con la volontà di dargli nuova vita e nuove occasioni di
visita e conoscenza.”
“È
motivo di grande soddisfazione – ha dichiarato il Sindaco di Lucca,
Mario Pardini – essere qui oggi, nella festa di San Michele, a
celebrare la restituzione alla città di uno
dei suoi simboli più iconici. La chiesa, il campanile, la piazza sono
da secoli il cuore pulsante della città, tanto da punto di vista
religioso, quando sotto la prospettiva del vivere civile. Oggi sono qui
soprattutto per ringraziare tutti gli ‘attori’ che
hanno consentito questa bellissima esperienza di recupero: la
Parrocchia, la Fondazione, la Soprintendenza e ovviamente progettisti e
maestranze. Un lavoro di squadra esemplare per la riqualificazione di un
bene comune.”
“Così
come le altre torri campanarie di Lucca, il campanile di San Michele in
Foro - ha dichiarato Don Lucio Malanca, parroco del Centro storico -
non rappresenta soltanto un elemento
architettonico o religioso: la sua altezza, la posizione centrale e la
risonanza delle campane hanno da sempre scandito il tempo della
comunità, indicato momenti di culto, eventi civili e segnali di
emergenza, diventando un punto di riferimento visivo e sonoro
riconoscibile da ogni angolo della città. Questa "restituzione" è
frutto, oltre che delle competenze di tutti coloro che si sono
appassionati a questo lavoro, dell’importante intervento della
Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della partecipazione del
Ministero della Cultura attraverso la Soprintendenza di Lucca, Massa
Carrara e Pistoia, a cui va, da parte della parrocchia, un “grazie”
sincero e sentito:”
“Si
è conclusa la prima fase del progetto San Michele rinnovato - aggiunge
Ilaria Boncompagni, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza –
con il restauro del Campanile,
grazie al finanziamento di Ministero e Fondazione Cassa di Risparmio di
Lucca, che ha interessato l’apparato lapideo interno ed esterno, la
cella campanaria con le sette campane e ha ripristinato la scala
interna, offrendo alla città la possibilità di salire
e visitare l’ambiente, vedere da vicino le campane e scoprire lo
splendido panorama. Un cantiere esemplare, un anno di lavoro, una
squadra di professionisti e operatori che ha lavorato con grande
passione e competenza, un intervento complesso e necessario che
ha portato nuova conoscenza e spunti per nuovi approfondimenti.”
IL RESTAURO
L’intervento,
durato complessivamente un anno, si è articolato in tre direzioni
principali: il restauro delle superfici, la riqualificazione degli
interni e il recupero delle campane.
In particolare, l’eliminazione delle patine ha permesso di riportare
alla luce la reale consistenza materica dei prospetti — con particolare
riguardo per quelli meno conosciuti dell'interno — consentendo di
apprezzarne appieno l’importanza. Contestualmente,
si è resa necessaria la sostituzione delle scale e degli
orizzontamenti, ormai pericolanti e compromessi nella stabilità. Il
nuovo corpo scale è stato concepito per rimanere in subordine e
armonizzarsi con la struttura, richiamando le forme e i materiali tipici
dell’edilizia premoderna. Infine, l’intervento sulle campane ha
previsto il restauro degli importanti antichi bronzi e la loro
ricongiunzione ai mozzi originali conservati alla base della torre, dai
quali erano stati separati nella seconda metà del Novecento.
Se
gli interventi strutturali sono sostenuti dalla Fondazione CRL con 1,7
milioni, importante è il contributo del Ministero della Cultura che
stanziando la cifra di 380 mila euro
ha consentito il restauro delle antiche campane.
LA STORIA
San
Michele è più che una chiesa. È lo storico fulcro politico e sociale
della città, e non solo perché sorge sull’antico Foro, ma soprattutto
perché a questo ruolo è stata chiamata
dalla comunità secolo dopo secolo.
Se
le origini della basilica risalgono all’XI secolo, la presenza del
campanile è attestata per la prima volta in un documento del 1170,
quando doveva presentare un aspetto del tutto
simile all’attuale, caratterizzato da un serie di monofore che
ascendendo diventano bifore e quindi trifore. Sappiamo poi che una delle
attuali campane venne fusa nel 1215, cui ne seguono altre tre nel 1258 e
un’altra ancora nel 1273, mentre, vera curiosità,
nel XIV secolo, durante il periodo dell’occupazione pisana, il
campanile fu abbassato di un ordine.
Numerosi poi nei secoli gli interventi di restauro e modifica, fino ad arrivare al 1983, quando un fulmine ne colpisce la copertura con conseguenti lavori di risanamento, e al 1986, quando il parroco, lamentando le cattive condizioni delle scale, auspica che con “un idoneo rinnovamento potrebbe inoltre essere soddisfatta la sempre più consistente domanda di quanti (lucchesi e turisti) richiedono di poter accedere alla cella campanaria per fruire del panorama della città”.