PIANETA TERRA FESTIVAL 2026: FORME DI INTELLIGENZA

PIANETA TERRA FESTIVAL 2026

Lucca, da giovedì 8 a domenica 11 ottobre 2026

Presentato il programma della quinta edizione del festival diretto da Stefano Mancuso

FORME DI INTELLIGENZA
Oltre 90 appuntamenti per esplorare le intelligenze naturali e artificiali, individuali e collettive,

cognitive, emotive, creative e strategiche

Tra i protagonisti:

Alessandro Arduino, Ferdinando Boero, Paola Bonfante, Antonio Bicchi, Marcello Ceccaroni, Sergio Della Sala, Davide “Boosta” Dileo, Marco Dorigo, Fausto Caruana, Lorenzo Cremonesi, Tim Flannery, Giulio Ferroni, Vittorio Gallese, Nicola Gardini, Piero Martin, Barbara Mazzolai, Luca Mercalli, Riccardo Milani, Telmo Pievani, Gino Roncaglia, Raffaella Rumiati, Gaetano Savatteri, Antonio Scurati, Gianluigi Simonetti, Michela Marzano, Daniela Perani, Giorgio Vallortigara, Walter Siti

Roma, 21 settembre Da giovedì 8 a domenica 11 ottobre 2026, Pianeta Terra Festival ritorna in alcuni dei luoghi più suggestivi della città: la Chiesa di San Francesco, Palazzo Ducale, l’Orto Botanico, Auditorium del Suffragio, Biblioteca Civica Agorà.

Oltre 90 eventi in quattro giorni da trascorrere insieme a biologi, zoologi, ecologi, neuroscienziati, fisici, informatici, ingegneri, filosofi, economisti, esperti di geopolitica, scrittori, giornalisti e artisti. Specialisti di diversa formazione che, da una parte, mostrano le molteplici declinazioni dell’intelligenza, umana e non, e dall’altra indagano la natura, le opportunità, i pericoli, le sfide che ci sta ponendo l’intelligenza artificiale su molti piani, non ultimo quello etico.

Definire l’intelligenza è pressoché impossibile, sfugge da tutti i lati perché si manifesta in molte forme: biologiche e artificiali, individuali e collettive, cognitive, emotive, creative e strategiche. Per lungo tempo l’intelligenza è stata identificata con una facoltà individuale e centrata sulla razionalità logico-matematica. Oggi, alla luce delle conoscenze scientifiche e delle trasformazioni tecnologiche, questa definizione appare parziale.

Le intelligenze naturali emergono da processi biologici evolutivi; come tali sono coscienti, provano emozioni e hanno piena comprensione dei contesti, apprendono dall’esperienza diretta e possiedono intenzionalità autonoma. Le intelligenze artificiali sono sistemi computazionali progettati dall’uomo, basati su algoritmi e dati. Eccellono in compiti anche molto difficili, ma mancano di vera comprensione, autoconsapevolezza e capacità di generalizzazione spontanea. L’intelligenza naturale è adattiva, creativa e radicata nell’esperienza corporea; quella artificiale è specializzata, deterministica e dipendente dalla programmazione umana. Insomma — afferma Stefano Mancuso, il direttore scientifico del festival — sono cose molto differenti ed è arrivato il momento di comprenderle alla radice.”

Una comprensione tanto più urgente perché, come suggerisce il presidente della casa editrice Laterza, Giuseppe Laterza, “Chiedersi cos’è l’intelligenza significa, in ultimo, chiedersi cosa voglia dire essere umani. Intelligenza vuol dire capacità di operare a favore della convivenza, di stabilire anche limiti alla forza e all’accaparramento di risorse, diversamente da come sembrano suggerire diversi leader della scena internazionale. Pianeta Terra Festival ci ha abituati a comprendere come le dinamiche sane siano ben visibili dall’esempio offerto dalla natura. Sta a noi, ora più che mai, esercitare la nostra intelligenza in questa direzione. L’intelligenza artificiale, nuovo e potente protagonista del nostro tempo, offre e offrirà delle opportunità che dobbiamo saper cogliere senza però mai distrarci e vigilare sui rischi che può comportare.”

La crisi ecologica ci ricorda che l’intelligenza più necessaria è quella capace di riconoscere le relazioni. Per questo — dichiara il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Massimo Marsili — in questa quinta edizione, Pianeta Terra Festival chiama nuovamente scienza, filosofia, arte, tecnologia e istituzioni a confrontarsi perché nessuna disciplina, da sola, è in grado di interpretare la complessità del presente. Ma l’intelligenza è anche una forma di responsabilità: la capacità di trasformare l’informazione in conoscenza, la conoscenza in giudizio, il giudizio in cura del mondo comune. È in questa alleanza tra sapere, innovazione e coscienza che si gioca il futuro della Terra e della possibilità dei sapiens di abitarla e di consegnarla abitabile alle future generazioni.”

IL PROGRAMMA

Il festival si inaugura giovedì 8 ottobre alle ore 16.30 nella Chiesa di San Francesco, con Lorenzo Casini Eugenio Giani, Giuseppe Laterza, Luigi Lazzareschi, Stefano Mancuso, Massimo Marsili, Mario Pardini, Marcello Pierucci, Valter Tamburini e Massimo Tononi, moderati da Eva Nuti.

Intelligenze

Sarà Stefano Mancuso, insieme alla docente di Arbicoltura Elisa Masi e al CEO di PNAT Camilla Pandolfi, ad aprire il festival parlando dell’intelligenza che si manifesta nel mondo vegetale, quella ravvisabile nei comportamenti, nella difesa, nella comunicazione, nelle strategie di espansione, nella resistenza, nell’organizzazione, nella stessa evoluzione delle piante. In una parola, nella capacità delle piante di risolvere problemi. Tra neuroscienze, etologia ed evoluzione, con il neuroscienziato Giorgio Vallortigara si indagherà l’intelligenza degli animali, i meccanismi che guidano il loro comportamento. Alle intelligenze umane (al plurale), ci introdurrà il filosofo della biologia ed evoluzionista Telmo Pievani, mostrando che la nostra intelligenza non ha una sua specifica esclusività (ogni specie è diversamente intelligente) e che il suo tratto distintivo è di renderci al contempo una specie molto creativa e molto distruttiva. Su un aspetto specifico e molto misterioso della nostra specie — il riso — indagherà il neuroscienziato Fausto Caruana e scopriremo che ha una funzione ben più importante di quella che immaginiamo. Su un altro tratto misterioso della nostra specie — l’oblio — indaga il neuroscienziato cognitivo Sergio della Sala che ci stupirà nel mostrarci la necessità del nostro dimenticare. Dell’origine delle emozioni, della grammatica emotiva propria di ciascuna età della vita ci parlerà Daniela Perani, tra i neuroscienziati italiani più conosciuti a livello internazionale, accompagnandoci in un viaggio all’interno del cervello. Facendo interagire cultura e pregiudizi con le recenti ricerche nell’ambito delle neuroscienze, la psicobiologa Raffaella Rumiati verificherà se esiste una differenza e specificità della mente femminile rispetto a quella maschile, in barba ai più comuni stereotipi. A proposito di specificità dell’intelligenza femminile, Ildegarda Di Bingen è un esempio straordinario di intelligenza integrale: la storica Maria Giuseppina Muzzarelli ne racconterà la vita, vedendo in lei una antesignana della concezione olistica della salute. Ma esistono degli aspetti della nostra umanità che restano irriducibilmente nostri, nello sviluppo inesorabile dell’IA? A rispondere sarà il neuroscienziato Pietro Pietrini, in un’indagine al confine tra cervello, mente e tecnologia, esplorando le radici biologiche della coscienza e il rapporto tra processi inconsci, decisione e responsabilità. Curiosamente l’udito è una nostra caratteristica distintiva. Il fisico Marco Sozzi, analizzando la fisica del suono, ne descrive le caratteristiche e ci mostra perché l’IA non riesce a riprodurre l’intelligenza dell’orecchio. Che l’intelligenza umana fiorisca essenzialmente nella relazione e nelle emozioni condivise è quanto dimostrerà il neuroscienziato Vittorio Gallese. Le spettacolari evoluzioni degli storni, i banchi di pesci, le colonie di formiche, i batteri, sono esempi di intelligenza collettiva. Ce ne parlerà il biologo Donato Grasso spiegando che sono sistemi in cui decisioni, memoria e adattamento emergono dalle interazioni tra molti individui senza alcun controllo centrale.

Intelligenza naturale, intelligenza artificiale ed Embodied Intelligence

L’obiettivo ultimo dell’intelligenza artificiale? Costruire sistemi intelligenti come noi. quello che rivendica l’AGI, Artificial General Intelligence. Gino Roncaglia, fra i più noti esperti italiani nel campo delle culture digitali e di rete, ci porterà a comprendere se sia possibile o no. A ragionare sull’intelligenza non concentrata in un individuo, ma in molti, ci porterà il ricercatore Marco Dorigo, il quale traduce l’intelligenza di sciame osservata in natura, di cui è uno di maggiori esperti mondiali, in modelli e metodi per coordinare gruppi di robot. Per lungo tempo la scienza, la filosofia e la tecnologia hanno separato nettamente mente e corpo, considerando l’intelligenza indipendente dalla forma fisica che la ospita. Ma nei sistemi viventi questa separazione non esiste. È proprio a partire da questa osservazione che nasce il concetto di embodied intelligence. A parlarne, in un importante incontro sulla frontiera della ricerca, a cura di Sofidel, sarà Barbara Mazzolai, direttrice del Bioinspired Soft Robotics Laboratory presso l’Istituto Italiano di Tecnologia, mostrandone le implicazioni sul modo in cui si progettano i robot.

Usi ed etica dell’IA

L’ingresso della robotica e dell’intelligenza artificiale sta trasformando anche la chirurgia. Marcello Ceccaroni, primario e chirurgo di fama internazionale per l’endometriosi severa, ne illustrerà gli sviluppi e discuterà l’evoluzione del ruolo del medico in questa nuova frontiera della cura.

Ma l’IA sta modificando anche il modo di fare la guerra: a verificarne i cambiamenti saranno uno dei massimi esperti internazionali in difesa e sicurezza Alessandro Arduino e l’inviato di guerra del Corriere della Sera Lorenzo Cremonesi, smontando l’illusione che con l’IA i conflitti saranno brevi e meno sanguinosi. Ma l’IA non è soltanto una rivoluzione tecnologica: è una sfida etica. Che rapporto deve esserci tra progresso scientifico e tutela della libertà umana? E tra autonomia tecnologica e responsabilità umana? Sono solo alcune delle domande su cui ci aiuterà a riflettere il filosofo Mario De Caro. Un altro aspetto riguarda invece la responsabilità e il coraggio di decidere richiesti da alcune attività sportive, come l’alpinismo ad alta quota: Riccardo Bergamini, sulla base della sua esperienza di scalatore e guardando anche all’alpinismo del passato, si chiede se l’intelligenza artificiale abbia introdotto o possa introdurre cambiamenti che non siano soltanto strumentali.

Numerosi appuntamenti saranno dedicati al confronto con il mondo produttivo, istituzionale e della ricerca, relativamente alle trasformazioni apportate dall’uso dell’IA. Banco BPM riunirà Francesca Marzi, vicepresidente di Confindustria Toscana Centro, Adolfo Pellegrino, Chief Innovation Officer di Banco BPM e Marco Giorgio Valori, Responsabile Direzione Territoriale Tirrenica (CARLUPILI), per discutere opportunità e sfide dell’intelligenza artificiale nella trasformazione digitale del sistema economico. Sofidel propone un altro importante appuntamento di alfabetizzazione all’intelligenza artificiale con Marco Camisani Calzolari, esperto di trasformazione digitale, che ci guiderà attraverso i meccanismi dell’IA, per capire come funziona, cosa sa fare davvero e dove invece fallisce. Perché il rischio più grande non è l’IA, ma usarla senza comprenderla.





Intelligenza, potere e convivenza

L’intelligenza sarà osservata anche come strumento di potere, di decisione e di convivenza. L’economista Dario Guarascio e lo storico dell’economia Alessandro Volpi, disegneranno le nuove mappe del potere nell’età in cui dati, infrastrutture digitali e capitale ridefiniscono gli equilibri globali. Il fisico Piero Martin e l’economista dell’energia Arturo Lorenzoni, metteranno a confronto nucleare e rinnovabili per discutere — superando pregiudizi e logiche di potere — della possibilità e sostenibilità di un mix energetico capace di rispondere alle sfide della transizione. Secondo gli economisti Francesco Vigliarolo e Stefano Zamagni, la logica della crescita fine a sé stessa deve essere superata da un modello di economia che rimetta al centro la persona e sia uno strumento al servizio delle comunità. Di convivenza, sostenibilità, sviluppo, discuteranno il sindaco di Lucca Mario Pardini e Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi di Roma Capitale, nell’incontro La città in scena. Si confronteranno sull’impatto dei grandi eventi, motori di sviluppo ma anche sfide in termini di sostenibilità.

L’intelligenza del Pianeta

Se ci avviciniamo, anche solo un po’, alla storia di milioni di specie che, attraverso relazioni, conflitti e cooperazioni, hanno costruito gli ecosistemi del pianeta, ci accorgiamo che lo stato vivente della materia è il più complesso dell’universo conosciuto. Dentro la complessità della materia vivente ci porterà il biologo marino ed ecologo Ferdinando Boero. Da un’altra angolazione, ma giungendo a conclusioni simili sarà presente anche lo scienziato ed esploratore australiano Tim Flannery, in dialogo con Andrea Geremicca, che riporterà la nostra attenzione alla Terra, un sistema vivente capace di autoregolazione e risposta.

Il cambiamento climatico, l’inquinamento e la perdita di biodiversità hanno ripercussioni negative sulla salute umana, in particolare su quella dei bambini, soggetti particolarmente fragili di fronte ai rischi ambientali. Del ruolo che è nostro dovere assumerci, se vogliamo salvaguardarli, discuteranno due importanti pediatri, Rino Agostiniani e Raffaele Domenici.

Sempre a proposito di autoregolazione, un esempio di intelligente adattamento lo hanno sviluppato spugne, coralli, pesci, molluschi, crostacei, echinodermi, tutte creature che hanno trovato il modo per

sopravvivere e prosperare a profondità marine davvero notevoli. A mostrarlo, anche grazie all’uso di immagini stupefacenti, saranno Michela Angiolillo e Marco Pisapia, ricercatori dell’ISPRA. Dell’esistenza di un legame profondo tra gli esseri umani e il mondo vegetale ci parlerà Paola Bonfante, biologa di fama internazionale, che intrecciando scienza, mito, arte e vita personale, ne esplora la natura. Molto discusso e complesso il nostro rapporto con i grandi carnivori, come lupi e orsi, che tornano a occupare spazi abbandonati. Due dei maggiori esperti in questo ambito, Luigi Boitani e Piero Genovesi, rifletteranno sul futuro della biodiversità, sul ruolo della scienza nelle decisioni pubbliche e sulla possibilità di costruire un equilibrio nuovo tra presenza umana e mondo selvatico.

Letteratura, mito e filosofia

C’è una intelligenza, un intelligere specifico e speciale che è quello del mito, della filosofia, della letteratura, della poesia. Il mito ha certamente giocato un ruolo importante nel capire come e perché ha avuto inizio il mondo, quale sia il fine dell’esistenza umana e il perché della sua fine, che è un bisogno conoscitivo specifico di noi umani. Due grandi antropologi, Massimo Raveri e Francesco Remotti ci racconteranno come le civiltà di ogni tempo lo hanno fatto proprio attraverso il racconto di miti e di racconti sacri. E che tipo di conoscenza mobilita la letteratura è la domanda da cui partiranno lo scrittore premio Strega Walter Siti e lo storico della letteratura e critico Gianluigi Simonetti. Per lo storico della letteratura Giulio Ferroni e il giornalista e scrittore Gaetano Savatteri la letteratura, così come il mito e la storia, possono diventare risorse vive contro l’arroganza umana, di cui un esempio potrebbe essere la realizzazione del ponte di Messina. Della più antica ossessione dell’umanità e della sua rappresentazione da Omero ai nostri giorni, ci narrerà la storia lo scrittore premio Strega Antonio Scurati in dialogo con lo scrittore Paolo Di Paolo. E della messa in scacco della ragione in fatto di relazioni umane parlerà la scrittrice e filosofa Michela Marzano, esplorando in particolare il rapporto con i nostri figli.

Lectures

Dalle università e dai centri di ricerca arrivano alcune delle riflessioni più stimolanti. Cosa significa produrre conoscenza quando a farlo non è più soltanto una mente umana? È la questione di primaria importanza che discuteranno Giacomo Marzi, docente di management e Massimo Riccaboni, docente di economia della Scuola IMT Alti Studi Lucca. Si può ancora continuare a considerare il corpo solo un supporto dell’intelligenza e non una parte costitutiva del suo funzionamento? L’intelligenza può prescindere da una dimensione incarnata? Questi i quesiti di ricerca cui risponderanno la ricercatrice Giada Lettieri e il neuroscienziato Emiliano Ricciardi, sempre dell’IMT. Nel campo della robotica bioispirata si studiano attentamente i meccanismi, i comportamenti e le strategie evolutive della natura per progettare robot. Il dialogo tra Marcello Calisti e Isabella Fiorello della Scuola Superiore Sant’Anna, entrambi ricercatori nell’ambito della robotica bioispirata, muoverà proprio dalla domanda: come possono gli organismi viventi ispirare le macchine del futuro? L’embodied intelligence sarà anche al centro dell’intervento di Antonio Bicchi docente dell’Università di Pisa, pioniere della robotica, che mostrerà come l’integrazione tra esseri umani e macchine — dalle mani artificiali alle protesi avanzate, fino ai robot — rivoluzionerà profondamente il nostro futuro.

Cinema, fotografia, spettacoli e musica, visite guidate

Il grande schermo torna protagonista con CinemaVerde e l’assegnazione del premio Green Tree Award, in collaborazione con Lucca Film Festival e Green Cross Italia. La selezione intreccia linguaggi e generazioni diverse: Greta e le favole vere di Berardo Carboni trasforma l’attivismo climatico in una fiaba contemporanea; il film d’animazione Arco – Un’amicizia per salvare il futuro di Ugo Bienvenu affronta l’emergenza climatica attraverso lo sguardo dei più giovani; Cinque secondi di Paolo Virzì intreccia un dramma intimo con il tema della rigenerazione ecologica. La vita va così di Riccardo Milani racconta la difesa di un territorio e della sua comunità. Proprio Milani, dialogherà con Davide Bennato e Marco Gisotti. Insieme esploreranno il futuro della settima arte a partire dalla domanda: l’IA sarà uno strumento di democratizzazione o rischia di cancellare la biodiversità culturale e quell’autenticità che solo lo sguardo umano sa cogliere?

Il fotografo Stefano Schirato presenterà il suo Terra Mala con il fondatore e direttore artistico di Photolux Enrico Stefanelli, un progetto che testimonia luoghi, corpi e storie segnati dalla presenza di inquinanti perenni.

La musica sarà protagonista, come di consueto, all’apertura del Festival con il pianista Pietro De Maria, che interpreterà le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach, opera in cui rigore matematico, invenzione creativa e profondità espressiva convivono in un meraviglioso equilibrio. Un evento in collaborazione con l’Associazione Musicale Lucchese. Una conferenza-spettacolo che intreccia l’evoluzione biologica e la storia della teoria dell’evoluzione sarà quella ideata dal giornalista scientifico Michele Bellone con il progetto musicale di Ave Quasàr. Sarà un dialogo tra racconto scientifico e musiche originali eseguite e improvvisate con strumenti analogici e digitali. Lo scrittore e latinista Nicola Gardini sarà la voce narrante del reading-spettacolo Odissea. Il più bel romanzo del mondo, con la voce recitante dell’attrice Anna Bonaiuto. La serata finale intreccerà ancora una volta parole e musica: Stefano Mancuso e il musicista, compositore e scrittore Davide “Boosta” Dileo esploreranno insieme i processi dell’intelligenza naturale e della creazione artistica, in un dialogo in cui il pianoforte sarà parte del racconto del vivente.

Torna, come ogni anno, in collaborazione con Radio 3, Tutta l’umanità ne parla, il divertente e surreale talk show scritto da Michele De Mieri e condotto da Edoardo Camurri che porterà sul palco autori che daranno voce a personaggi del passato o di finzione, ad animali o piante per conoscere e rispondere alle questioni affrontate nel corso di questa edizione.

Saranno inoltre proposte visite guidate all’arboreto dell’Orto Botanico e al Pomario della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Bambini e ragazzi

Gli eventi dedicati ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie si svolgeranno all’Orto Botanico e alla Biblioteca Civica Agorà, con l’organizzazione e il coordinamento dell’Associazione Talea APS e la supervisione tecnico-scientifica delle due istituzioni. Il programma intreccerà laboratori, spettacoli, letture, attività manuali e visite guidate per avvicinare i più giovani alle forme di intelligenza del mondo vegetale e animale. Quiz botanici, giochi immersivi, storie di impollinatori, piante aliene, semi, api e uccelli migratori diventeranno occasioni per osservare la natura, comprenderne le strategie e imparare a prendersene cura. All’Auditorium del Suffragio, l’autore e illustratore Gek Tessaro porterà in scena I bestiolini, spettacolo dedicato ai piccoli abitanti di un prato. Al Chiostro del Complesso di San Micheletto, la Fondazione Golinelli proporrà tre postazioni formative per indagare il legame tra alimentazione, salute e ambiente. Attraverso esperienze pratiche, osservazioni al microscopio e attività partecipative, bambini e famiglie potranno osservare da vicino il mondo delle api, comprendere il ruolo della biodiversità, costruire un piatto equilibrato e riflettere sull’impronta ecologica delle proprie scelte alimentari, attraverso il linguaggio della Data Art. Ispirate all’approccio di One Health, le attività saranno rivolte al pubblico dai cinque anni in su.

Imprese, istituzioni e territorio

Il mondo produttivo e istituzionale, locale o nazionale, ha avuto fin dall’inizio di questa manifestazione un ruolo fondamentale mettendo a disposizione i risultati delle loro ricerche. Ne è un esempio Green Utility che cura un incontro con esperti come Paolo dell’Orletta, Silvio Gentile, Mario Girasole e

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