Forte dei Marmi, La Capannina firmata Armani torna agli anni d'oro di «Sapore di mare»

Forte dei Marmi, La Capannina firmata Armani torna agli anni d'oro di «Sapore di mare»

L'obiettivo è riportare lo storico locale agli anni Sessanta e Settanta: quelli delle grandi orchestre, dei concerti, delle serate mondane e di una clientela capace di trasformare il dancing sul mare in uno dei luoghi simbolo della Versilia. La nuova Capannina di Forte dei Marmi vuole riavvolgere il nastro, fino agli anni d’oro immortalati eternamente da Sapore di mare. Non una semplice operazione nostalgia, ma il tentativo di riportare lo storico locale agli anni Sessanta e Settanta: quelli delle grandi orchestre, dei concerti, delle serate mondane e di una clientela capace di trasformare il dancing sul mare in uno dei luoghi simbolo della Versilia. È questa la direzione indicata dal Gruppo Armani, che dopo aver rilevato la Capannina di Franceschi si prepara a restituirle una nuova vita. Appuntamento fissato per la primavera del 2027, con l’obiettivo di riaprire a ridosso della Pasqua, dopo un 2026 fra attese e cantieri. A delineare il progetto è stato Michele Tacchella, vice direttore generale e responsabile globale del marchio e delle strategie commerciali del Gruppo Armani e amministratore della società che gestisce la Capannina. Fortemarmino, Tacchella segue direttamente sia la ristrutturazione sia la futura programmazione del locale, destinato a conservare il nome storico. L’operazione nasce anche nel segno del legame che Giorgio Armani aveva con Forte dei Marmi e con il locale: un interesse coltivato per anni e diventato concreto dopo la scomparsa di Gherardo Guidi, storico proprietario della Capannina. Per Armani, ha spiegato Tacchella nel corso di un incontro tenuto nei giorni scorsi al Forte, si trattava di un progetto legato anche al ricordo dell’amico e socio Sergio Galeotti e alla volontà di restituire al locale le atmosfere che ne hanno fatto un’icona. Il progetto di recupero sarà particolarmente attento all’identità architettonica e visiva della Capannina. Travi, intrecci, colori e sedute saranno ripensati guardando al passato, così come il banco bar tornerà a richiamare lo stile degli anni Sessanta. Prevista anche la riapertura del primo piano e il ritorno della ristorazione. L’intenzione è insomma quella di conservare la memoria del luogo senza trasformarlo in un museo: la storia dovrà convivere con una programmazione contemporanea. Il piano prevede un investimento superiore ai 30 milioni di euro e una squadra di circa 150 dipendenti, con una quota significativa di lavoratori residenti in Versilia. Una quindicina di persone sarebbero già state coinvolte nel percorso di selezione. La Capannina dovrebbe restare aperta almeno sei giorni alla settimana dalla riapertura fino alla prima settimana di novembre, con un calendario destinato a coprire l’intera giornata. La formula guarda infatti ben oltre la discoteca: colazioni al mattino, ristorazione, dinner show, concerti e il ritorno di artisti internazionali saranno affiancati dal clubbing del venerdì e del sabato. Ma sono previsti appuntamenti culturali, talk show, serate dedicate al Premio Satira Politica – che quest’anno si svolge nel centro del paese proprio per la chiusura dello storico locale - e iniziative rivolte alle associazioni e alla comunità locale. L’obiettivo dichiarato è ricreare quella capacità di attrazione che per decenni ha portato alla Capannina artisti come Édith Piaf, Ray Charles, Gloria Gaynor e Grace Jones, solo per citarne alcuni, insieme ai grandi nomi italiani della musica e dello spettacolo. Ma con una precisa selezione del pubblico: l’ingresso sarà riservato agli over 21 e la programmazione punterà soprattutto su una clientela adulta. Il cantiere, dunque, non riguarda soltanto un edificio. È il tentativo di riportare in vita un pezzo dell’immaginario di Forte dei Marmi, con il marchio Armani a fare da trait d’union tra l’eleganza contemporanea e una tradizione che affonda le radici nel 1929, quando Achille Franceschi trasformò un semplice capanno sulla spiaggia nel luogo destinato a diventare storia e simbolo degli anni ruggenti della Versilia. «La Capannina – commenta il sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi - non è semplicemente un locale o un edificio: è un pezzo di cuore, storia e identità del paese. Abbiamo avuto l’occasione di guardare al suo futuro insieme a Michele Tacchella: lo ringrazio per aver condiviso questa visione con la nostra comunità, illustrandoci un progetto ambizioso e fondamentale per il nostro territorio. L’aspetto che considero più prezioso – sottolinea il sindaco - tuttavia, è la filosofia alla base di questa rinascita: innovare senza cancellare. Il nome resterà lo stesso e verrà recuperato tutto il fascino e l’eleganza degli anni Sessanta, trasformando la sua grande storia nel punto di partenza per un’offerta di respiro internazionale fatta di musica, ristorazione, cultura e spettacolo». 


di Simone Dinelli 

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