Chi mi conosce sa benissimo che sono un giornalista senza peli sulla lingua e che dunque ho da narrarvi una storia.
Come sportivo outdooor ho affrontato ogni genere di sport avventuroso
A
partire dall'escursionismo e dal paracadutismo sportivo, sono poi
approdato alla discesa dei più irruenti fiumi d'Italia, all'alpinismo,
alle salite su pareti rocciose ed al volo in parapendio,
Nonostante
questa storia, peraltro riconosciuta con un recente invito ad
Ideario Sport Festival del libro della Sardegna, importante rassegna
culturale che quest'anno ha avuto come ospiti Gianluigi Paragone e
Beatrice Venezi, oggi mio malgrado, sono stato costretto a vivere "una
disavventura."
Partito in mountain bike per una
normale salita che da S.Andrea di Compito mi ha condotto a gustare un
bel caffè a S. Allago nella tenuta del Conte Tadini, lì ho incontrato
altri simpatici amanti delle due ruote con i quali ho posato in foto.
Ho poi deciso di scendere a Vorno per fare un po" di "racing team" su quei sentieri fra i boschi.
Arrivato
in località Campo di Croce ho voluto sperimentare una segnata via che,
dal Monte del Carrara- cosi era indicato- mi doveva portava a Monte
Cocco e da qui alla "suore di Vorno".
Ebbene dopo
qualche chilometro quell'indicato percorso si è mostrato impercorribile:
era scavato dalle piogge e presentava anfratti infossati di diversi
metri.
Un pericoloso itinerario di alberi abbattuti ed ormai quasi completamente ridotto ad un buco di eriche spinose fra enormi massi.
Non potendo ormai più tornare indietro e, con il peso della mia bici sulle spalle, confesso che ho provato apprensione.
Nel vedere che quella boscaglia mi aveva ben presto isolato in luoghi all'inizio segnalati ma poi divenuti impraticabili.
Bene:
dopo un calvario durato un' oretta, una bella sudata, qualche graffio,
tanti vaffanculo diretti a chi so io, ho incontrato un azzardoso
escursionista che mi ha parlato di lupi.
E fin qui va tutto bene perché, in un certo senso, lo sono sempre stato anch'io.
Ma quella "strana apparizione" mi ha anche confermato un'altra realtà.
Taluni
sentieri dei Monti Pisani, all'inizio doverosamente segnati, non sono
ormai più praticabili: neanche ai vigili del fuoco.
Tant'è
che mi è stato riferito come costoro, durante l'ultimo incendio sui
Pisani, siano dovuti tornare indietro da "quella via" passando poi per
Coselli.
Quei viottoli, soprattutto in caso d'incendio, dovrebbero esser resi praticabili ai soccorsi.
Quel
gentile signore, incontrandomi, ha deciso poi di tornare indietro
dalla propria escursione, facendomi uscire da quell'ormai intricata
boscaglia attraverso la scorciatoia di una sua proprieta privata
recintata.
Nonostante la mancata od errata
segnalazione sentieristica e la chiusura arbustiva di quel sentiero una
volta agibile, sono finalmente tornato a casa.
Massimo Raffanti
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