Lucca Civica-Volt-Lucca è Popolare: “La popolazione tiene, ma Lucca invecchia e perde imprese”

Lucca Civica-Volt-Lucca è Popolare: “La popolazione tiene,
ma Lucca invecchia e perde imprese”
Chiesti obiettivi al 2030 e al 2035 per casa, infanzia, nuove generazioni e attività economiche


“La popolazione complessiva rimane sostanzialmente stabile, ma la sua composizione cambia: diminuiscono i bambini, aumentano gli anziani e si riducono le imprese, comprese quelle giovanili e artigiane. I dati del Documento unico di programmazione (Dup) non devono alimentare allarmismi, ma spingere la politica a interrogarsi sulla Lucca dei prossimi dieci anni”. A intervenire sono Marco Barsella, consigliere comunale del gruppo Lucca Civica-Volt-Lucca è Popolare, Alessandro Bassetti di Volt Europa e Jacopo Massagli di Lucca Civica, commentando gli indicatori riportati nel DUP 2027-2029 del Comune di Lucca.

Nel 2016 i bambini residenti tra 0 e 6 anni erano 4.908; nel 2025 sono scesi a 3.738: 1.170 in meno, pari a una riduzione di quasi il 24 per cento. Nello stesso periodo gli ultrasessantacinquenni sono passati da 21.368 a 22.876, mentre il numero complessivo degli abitanti è rimasto pressoché invariato. “Il dato non equivale a 1.170 nascite mancate, perché risente anche dei trasferimenti delle famiglie – precisano Barsella, Bassetti e Massagli – ma la riduzione di quasi un quarto della fascia 0-6 avrà conseguenze su scuole, servizi ed equilibrio sociale. Nel 2025, inoltre, Lucca ha registrato 458 nati e 1.058 morti, con un saldo naturale negativo di 600 persone, compensato da un saldo migratorio positivo di 760: per comprendere come cambia la città non basta quindi guardare al numero totale dei residenti”.

“L’allungamento della vita è una conquista, mentre l’arrivo di nuovi residenti contribuisce alla tenuta della popolazione – sottolinea Alessandro Bassetti –. Lucca deve governare entrambi i fenomeni, garantendo servizi agli anziani e opportunità, accoglienza e partecipazione a giovani e famiglie”.

Segnali negativi arrivano anche dall’economia: tra il 2021 e il 2025 Lucca ha perso 254 imprese attive, comprese 53 giovanili (–8,5%) e 150 artigiane (–6,6%), un andamento che il Dup definisce 'altalenante ma sostanzialmente stabile'. “Questi dati non descrivono da soli l’economia lucchese e una cessazione non equivale sempre a un fallimento – osservano i tre esponenti –. Tuttavia, il calo delle imprese, soprattutto giovanili e artigiane, impone di capire quali attività scompaiano, quali nascano e quali ostacoli incontri chi vuole investire a Lucca”.

“Un'amministrazione comunale non può invertire da sola la crisi demografica né governare l’economia nazionale – afferma Marco Barsella – ma non può farne un alibi. Servizi, patrimonio pubblico e politiche abitative possono rendere Lucca una città in cui sia più facile restare, avere una famiglia e avviare un’attività”.

“Non servono slogan sulla natalità né premi occasionali – aggiunge Jacopo Massagli –. Il Comune può aumentare i posti nei nidi e prolungarne gli orari, garantire doposcuola e centri estivi, recuperare immobili pubblici per affitti sostenibili e offrire spazi accessibili e procedure più rapide a giovani imprese, artigiani e attività di vicinato. Non può risolvere tutto, ma può definire priorità, coordinare soggetti pubblici e privati e misurare i risultati”.

Barsella, Bassetti e Massagli chiedono quindi che le nuove generazioni diventino una priorità trasversale della programmazione comunale, con obiettivi al 2030 e al 2035 e indicatori annuali su giovani residenti, casa, servizi per l’infanzia e imprese: “Il Dup pone questioni che riguardano maggioranza e opposizione. Non vogliamo usare la demografia come una clava, ma evitare che Lucca affronti domani come un’emergenza fenomeni già visibili oggi. La sfida è una città in cui non soltanto si viva bene, ma si possa costruire il proprio futuro”.

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