Fabrizio Barsotti, l’artista che ha fatto dei Fossi di Lucca la sua casa

Nel cuore del centro storico di Lucca, in via del Fosso, c’è un luogo in cui arte, memoria e storia della città si incontrano. È lo studio di Fabrizio Barsotti, pittore lucchese nato nel 1968 e autodidatta, che da molti anni ha scelto proprio questa strada come spazio di vita e di lavoro. Il legame con via del Fosso non nasce soltanto da una scelta professionale. Per Barsotti è soprattutto una questione di memoria. Al civico 153 ha trovato posto il suo laboratorio, proprio accanto a quella che un tempo era la casa del nonno, calzolaio. Qui l’artista ha trascorso parte dell’infanzia, tra giochi e giornate passate insieme ai cugini. È anche per questo che Barsotti guarda con particolare attenzione ai cambiamenti avvenuti nel quartiere. Ricorda una via del Fosso molto diversa da quella attuale, animata da botteghe e mestieri artigiani. C'erano il fabbro, il falegname, il lattoniere, il calzolaio e la tintoria. Attività che, secondo il suo racconto, hanno progressivamente lasciato spazio a una zona meno frequentata e più distante dalla vivacità commerciale del passato. Dietro questa trasformazione, l'artista individua anche alcune scelte amministrative che, a suo giudizio, avrebbero contribuito allo spopolamento della strada. Ma il suo discorso non si ferma alla nostalgia. Barsotti ritiene che i Fossi possano ancora rappresentare una risorsa importante per Lucca, soprattutto se la loro storia venisse recuperata e raccontata. Il passato industriale e artigianale della zona è infatti strettamente legato alla presenza dell'acqua. Barsotti richiama in particolare il condotto che, secondo la ricostruzione storica da lui ricordata, dal XIV secolo ebbe un ruolo nella lavorazione della seta e nelle attività artigianali. Le tracce lasciate sulle pietre sono, ai suoi occhi, una sorta di documento a cielo aperto della vita produttiva che un tempo caratterizzava quest'area. Da qui nasce anche una delle sue idee: trasformare i Fossi in un percorso capace di raccontare la storia della zona, mettendo insieme patrimonio architettonico, acqua, artigianato e arte. Un piccolo museo a cielo aperto, costruito non necessariamente attraverso grandi trasformazioni, ma valorizzando ciò che ancora esiste. Nel 2019 Barsotti ha dato vita al movimento “I Fossi dell'Arte”, con l'obiettivo di riportare attenzione su questo angolo di Lucca attraverso iniziative culturali e artistiche. Nel suo progetto trovano spazio anche alcune delle criticità che, da anni, interessano l'area: il degrado di strutture storiche, la necessità di interventi di manutenzione e la progressiva perdita di quelle attività che contribuivano a mantenere vivo il quartiere. Per l'artista, una maggiore valorizzazione potrebbe avere anche una ricaduta turistica. L'idea non è replicare modelli come quello dei Navigli milanesi, ma costruire un itinerario legato alle caratteristiche autentiche della città, collegando luoghi culturali, arte contemporanea e memoria storica dei Fossi. Anche il condotto potrebbe diventare parte di questo racconto, attraverso interventi capaci di renderne più evidente la presenza. Ma via del Fosso, per Barsotti, rimane prima di tutto il luogo in cui è nata e cresciuta la sua ricerca artistica. Il suo percorso comincia negli anni Ottanta, quando partecipa a diversi concorsi artistici sul territorio. Nel 2010 arriva una tappa importante con la mostra “Il Volo”, sostenuta dalla Fondazione Banca del Monte. In quella fase le sue opere erano legate anche all'universo de “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry. Successivamente Barsotti ha intrapreso una ricerca sempre più personale, allontanandosi progressivamente da quel riferimento per concentrarsi sul proprio linguaggio. Nel laboratorio di via del Fosso prendono così forma opere caratterizzate da un'impronta fortemente introspettiva. Il fondo nero è uno degli elementi ricorrenti della sua pittura e rappresenta, nella sua interpretazione, il buio e le profondità dell'animo dai quali emergono pensieri, emozioni e immagini. Anche la scelta dei colori segue questa ricerca. Rosso, oro e bianco compaiono spesso nelle opere pittoriche, mentre nelle produzioni grafiche e negli acquerelli la tavolozza diventa più ampia e luminosa. La testa e la dimensione interiore assumono un ruolo centrale. Barsotti utilizza la tela come uno spazio nel quale mettere in scena sogni, pensieri e simboli, trasformando la pittura in uno strumento di esplorazione personale. Il risultato è un lavoro che non punta soltanto all'impatto estetico. Le opere custodite nella sua bottega raccontano soprattutto il percorso dell'uomo che le ha realizzate. Ed è forse proprio questo il filo che unisce il pittore alla strada nella quale ha scelto di vivere: i Fossi non sono semplicemente lo sfondo della sua attività, ma una parte della sua storia. Tra memoria familiare, antichi mestieri, acqua e pittura, Fabrizio Barsotti continua così a guardare a via del Fosso non come a un luogo del passato da rimpiangere, ma come a uno spazio che potrebbe ancora trovare una nuova identità senza perdere quella che lo ha reso unico. Musica e Storie
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