Massimo Raffanti, scrittore e "mental coatch", annuncia un nuovo e filosofico saggio
La chiave del futuro è il passato"- spiega Massimo
Raffanti- significa riconnettersi con sé stessi attraverso la natura,
l'autoanalisi e la consapevolezza della propria posizione nella vita.
In
un mondo proiettato verso la velocità, la vera innovazione personale -
sostiene - risiede nel recupero delle nostre radici più profonde
Come?
Immergergendosi
negli elementi naturali e nella varietà energetica delle stagioni: non
come semplice evasione, ma con una strategia consapevole per ritrovare
equilibrio, chiarezza e benessere interiore.
I pilastri del mio percorso evolutivo sono del resto determinati da un cammino che da tempo si esplica in alcuni progetti.
Dell'insegnamento appreso nella natura, a talune attività all'aperto che trasformano l'ambiente in un'aula a cielo aperto.
Qui si riscoprono i danni ormai apportati dall'abbattimento dei confini etici di un mondo sempre più aggressivo.
Le
attività educative che, per ora e quale novello "mental coach" amo
condividere con amici, ruotano attorno alla felice rivisitazione di un,
tutto considerato, "felice passato"
I valori
tradizionali, infatti, rappresentano per me l'insieme di quei principi e
norme etiche che si tramandano di generazione in generazione
all'interno di una cultura.
Da sempre fungono da bussola morale e sociale, offrendo continuità e senso di appartenenza a un mondo in costante mutamento.
I
pilastri fondamentali di questa tematica, che ben presto affronterò un
una nuova pubblicazione intitolata "Fuggire dentro il vuoto
dell'ombra", tratteranno degli "insegnamenti dei padri" nella memoria
collettiva e di una ormai diffusa maleducazione.
Nella
convinzione che la saggezza accumulata dalle generazioni precedenti sia
tutt'ora una guida fondamentale per orientare un futuro che sembra
ormai guardare solo alla guerra.
Prima fra tutte
l'educazione comunitaria e la famiglia, passando dal rispetto per gli
anziani e dei minori fino al raggiungimento della solidarietà
all'interno di ogni gruppo sociale.
Come noto, almeno dal 2021, mi occupo di sfera interiore e di ricerca del trascendente.
In
sintesi, riscoprire i valori tradizionali, non significa per me
rifiutare il progresso, ma radicarsi in principi solidi direi quasi
"everygreen", per non smarrire in futro la propria identità.
Nel
mio iniziato saggio parlerò infatti ancora di distopia e di un mondo
"apparentemente democratico" che, proprio attraverso l' esercizio
dell'Hybris e la "guerra delle parole" esercita "un imperante lavaggio
mediatico sopprimendo ogni giorno coscienza e verità.
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