Ecotassa toscana, la conseguenza di scelte strategiche contrarie agli interessi del territorio
Ecotassa toscana, la conseguenza di scelte strategiche contrarie agli interessi del territorio"Indigna
ma non sorprende la decisione del Consiglio regionale toscano di
aumentare del 40% l'ecotassa sui rifiuti speciali da conferire in
discarica. L'indignazione nasce dalla misura in sé e dai prevedibili
effetti sulle tariffe che le imprese toscane pagano agli operatori
privati che ritirano e smaltiscono gli scarti di produzione: in pratica
un ulteriore balzello che ricade sulle spalle del manifatturiero.
Sconcerto anche per il metodo adottato, irrispettoso nei confronti delle
associazioni di categoria a cui è stato negato anche il diritto - se
non giuridico, almeno morale - di esprimersi preventivamente sul tema su
cui si andava a deliberare. Come le altre categorie, anche
Confindustria Toscana ha giustamente stigmatizzato merito e metodo del
provvedimento.Non
c'è comunque da sorprendersi. Il sistema dei rifiuti della Toscana si
regge, ammesso che così si possa dire, quasi del tutto sulle discariche.
Fra le motivazioni dell'aggravio vi è l'intenzione di frenare l'arrivo
di rifiuti da fuori regione, dato appunto che la Toscana è una delle
maggiori sedi di discariche, e in generale di disincentivare
ulteriormente, in aggiunta alle disposizioni normative, il ricorso alle
discariche come destinazione finale dei rifiuti speciali: peccato che le
imprese del territorio si trovino davanti una realtà che in loco
consente poche alternative. Ad andare fuori regione sono spesso i nostri
rifiuti speciali, indirizzati dagli operatori del settore verso
termovalorizzatori che altre amministrazioni più avvedute hanno
realizzato o consentito di realizzare senza le resistenze ideologiche
che continuiamo a riscontrare da noi. Trasferimenti che costano: anche
quella, a suo modo, un'altra 'tassa' che grava trasversalmente su tutti i
settori, dal tessile alla carta, fino agli imballaggi non riciclabili. E
un'altra tassa è la stessa Tari che, anch'essa regolarmente aumentata,
colpisce le famiglie ma anche le imprese per le parti che ne
sono soggette.L'impiantistica toscana per i rifiuti esige un drastico ripensamento e soprattutto il superamento del veto, autoimpostosi
dall'amministrazione
regionale, sulla termovalorizzazione. E' un messaggio che le imprese
stanno dando da anni, evidenziando anche come quella della
termovalorizzazione sia un'opzione del tutto coerente con i principi
dell'economia circolare. E' invece la Toscana delle discariche quella in
cui stiamo vivendo e lavorando."Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord
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