Chiuso per troppe barzellette

La vicenda Pirlo dimostra una volta di più che paese da barzelletta è l'Italia. È una splendida summa della ridicolaggine di una classe dirigente strabollita a cui restano solo arroganza e attaccamento alla poltrona. Pirlo è una scommessa e ha tanti limiti ma le modalità con cui sono stati attaccati lui Maldini e Leonardo dimostrano che non piacciono nella stanza dei bottoni. Si poteva fare alla luce del sole ma come sempre non ci si mettono le facce ma i dossier. Pirlo da anni collabora con un'azienda russa e guarda caso la cosa viene fuori appena diventa ct in pectore. Ecco che improvvisamente i Calenda e Picierno, che usano le cariche istituzionali come bus, scoprono la delicatezza dei ruoli ufficiali e, udite udite, i conflitti d'interesse. I rapporti con la Russia no ma quelli con Trump (e Netanyahu che ha quasi sterminato un popolo e bombardato mezzo Medio Oriente) che in pochi anni ha bombardato Venezuela (con rapimento di un presidente) Nigeria Iran sì. I figli di Pirlo e Maldini sono dirigenti sportivi: è conflitto d'interesse. Quello di Lotito, presidente della Lazio e parlamentare, no. Per non citare i vari Marcucci, Colaninno, Berlusconi, Angelucci ecc ecc Il progetto di rifondazione più che per la Nazionale serve per il Paese e la prima cosa da fare è cacciare questa indegna classe politica. L'unico modo è reimpossessarsi del Paese. Tocca agli italiani uscire dai social e ricominciare a interessarsi dei beni comuni. Dalla Nazionale ad acqua, sanità, scuola ecc ecc
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