I giovani astri della lirica risplendono a Pieve Fosciana: applausi in San Giovanni per il “Serchio delle Muse”

I giovani astri della lirica risplendono a Pieve Fosciana: applausi in San Giovanni per il “Serchio delle Muse”
I vincitori del Concorso “Mastromei” si sono esibiti ieri sera nell’antica Pieve di San Giovanni Battista a Pieve Fosciana, accompagnati al pianoforte da Debora Mori, in un concerto lirico di alto livello


22 luglio 2026

PIEVE FOSCIANA – La grande tradizione lirica è tornata anche quest’anno a riempire di atmosfere suggestive la sacra cornice della Pieve di San Giovanni Battista a Pieve Fosciana.

Grande successo ieri sera (
martedì 21 luglio) per il concerto del “Serchio delle Muse”. Una serata che ha confermato ancora una volta la vocazione del festival di portare la grande musica nei luoghi più evocativi del territorio, rendendola accessibile a tutti e valorizzando i giovani talenti.

Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali del Presidente dell'Associazione Musicale “Il Serchio delle Muse”
Fosco Bertoli, del Parroco Don Riccardo Micheli e del Sindaco del Comune di Pieve Fosciana Luciano Angelini.

Il M°
Massimo Salotti, Direttore Artistico del festival, ha fatto una breve introduzione illustrando il programma di sala. Protagonisti il soprano Beatrice Ballo, il tenore Zhao Fengjun e il baritono Jiahe Zhang, vincitori del Concorso “Mastromei”, che, accompagnati al pianoforte da Debora Mori, hanno dato vita ad una scaletta ricca e coinvolgente, attraversando oltre un secolo di storia dell'opera europea.

L'apertura è stata affidata a "Ah! Per sempre io ti perdei", intensa romanza di Vincenzo Bellini tratta da I Puritani, pagina emblematica del belcanto italiano nella quale il dolore amoroso si trasforma in canto di straordinaria eleganza. È seguita "È la solita storia del pastore" da L'Arlesiana di Francesco Cilea, una delle arie più celebri del repertorio tenorile, nella quale il protagonista esprime tutta la propria disperazione attraverso una melodia di struggente intensità.

Il concerto ha poi cambiato atmosfera con la celebre Habanera dalla Carmen di Georges Bizet, ritratto musicale della seducente e libera protagonista dell'opera francese, eseguita con vivacità scenica e brillantezza interpretativa. Dal repertorio tedesco è arrivato quindi un intenso brano tratto dal Tannhäuser di Richard Wagner, che ha offerto al pubblico un diverso linguaggio musicale, più possente e drammatico.

Non poteva mancare Mozart con il celeberrimo duetto "Là ci darem la mano" dal Don Giovanni, uno dei momenti più raffinati del teatro musicale settecentesco, interpretato con naturale intesa dai due solisti.

Particolarmente significativo il tributo riservato a Giacomo Puccini, inevitabile omaggio al compositore lucchese. Ben cinque le pagine eseguite, tratte da La Bohème e Tosca, opere che rappresentano due vertici assoluti del melodramma italiano. Dalla poesia malinconica della Parigi bohémien fino alle passioni e ai drammi della Roma papalina, le arie pucciniane hanno conquistato il pubblico grazie alla loro intensità emotiva e alla straordinaria capacità di raccontare i sentimenti umani.

Spazio anche a Erich Wolfgang Korngold, autore capace di unire la tradizione operistica europea al linguaggio che avrebbe poi influenzato la musica cinematografica del Novecento, prima di arrivare al finale ufficiale con "Non ti scordar di me" di Ernesto De Curtis, immortale canzone napoletana che continua a emozionare generazioni di ascoltatori.

Al termine dell'esibizione la chiesa è stata attraversata da lunghi e calorosi applausi. Il pubblico, entusiasta, ha richiesto a gran voce un bis e gli artisti hanno risposto regalando una coinvolgente interpretazione di "'O sole mio", accolta con ulteriore entusiasmo. Un momento impreziosito anche dal clima di spontanea complicità tra i cantanti che, tra sorrisi e battute hanno saputo trasmettere non solo l'alto livello della loro preparazione artistica, ma anche il piacere autentico di fare musica insieme.

Una serata di grande valore artistico e spirituale – ha dichiarato il Presidente dell’Associazione Musicale “Il Serchio delle Muse” Fosco Bertoliche ha saputo regalare emozioni al nutrito pubblico in sala. Il festival si conferma un progetto culturale capace di mantenere vivo il legame tra arte, territorio e comunità. Ringrazio vivamente Don Riccardo per la presenza costante e l’appassionato coinvolgimento in tutti gli eventi ospitati all’interno delle chiese da lui curate, l’Amministrazione Comunale di Pieve Fosciana, il M° Massimo Salotti e tutto lo staff del “Serchio delle Muse” che porta avanti questa rassegna con competenza e entusiasmo”.


Il festival “Il Serchio delle Muse” è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca e dalla Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana, dalle aziende e dai media partner e dalle Istituzioni: i 14 Comuni della Valle coinvolti, l’Unione dei Comuni della Garfagnana, l’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio, l’Unione dei Comuni del Frignano, il Comune di Pievepelago, il Comune di Glasgow, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Modena, e la Regione Toscana e la Provincia di Lucca.

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